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Lasciami risolto.

 
 
Turbami.
Tu sai che accade quando hai mani fisiche
e distanze minime di labbra.
Turbami come un grano cernito
o con la bocca di sete.
 
Non ho frasi ritmiche
per il tuo canto
e tu non devi averne mute.
 
Non turbarmi con parole assenti:
il mio respiro umido asciuga solo
quando il tuo cuore avvampa.
 
Ma turbami come ogni dubbio notturno
e lasciami risolto.

Mi sollevi

 

Squarci fragorosi nell’aria attorno a me.
Vortici violenti
di gelo e aghi di pianto
mi risucchiano.
La mente ormai densa
scivola nella sua danza vorticosa
ingoiata dal gorgo,
nel ricordo.
Ma esiste l’appiglio
ed io lo so…
Saldo è l’intreccio delle mani
puro l’intento
sicura la strada.
La tua, la mia
ma l’uno accanto all’altro,
comunque.

Dimentica

Tagli gelidi sul mio viso
lancinanti dolori nel petto
e dentro l’anima
Solo un sospiro
nel mio grigio cielo
un palpito
Uno spicchio di luna
gelida
mi conforta
e sussurra muta
‘dimentica’

credimi

 

Ho visto quant'è semplice la vita al capolinea
Quasi un ultimo orgasmo
in un ansa del costato e poi il riposo
 
Proprio uguale all'amore
che nel petto
cresce e si smisura
 
Torna, quindi.
 
Sai, ho stimmate
fiorite nel punto del tuo ultimo bacio
e vino tanto nel grembo
più che a Cana
Credimi.
E' festa

Come quel canto

 
Come quel canto Andaluso
Che strugge, nell’angolo d’ombra
Di un vicolo del Barrio della Cruz,
come quel canto
è la mia dolcezza nascosta
tanto profonda e oscura
che nessuno l’ha mai vista,
che nessuno ne ha mai sentito
profumi e intensità.
Come quel canto di passione
Così tenero e pacato
È il mio languore,
sconosciuto all’animo
vivace e buffoncello
che si diletta ai giochi
della vita e del cuore                                                     
come un piccolo acrobata
teso fra il bene e il male.
Vorrei sciogliermi in te,
bruno cantore,
dentro la luna.
                 Danila Corlando

 

 

Dammi Il Tuo Indirizzo

Dammi il tuo indirizzo
e sarò là in un'ora
dimmi cosa vuoi
e sarà tuo per sempre.

Tu sei entrata dentro me
improvvisa e senza scampo
ed hai messo le radici
come fossi sempre stata.

Accoglimi da te
io sono il tuo compagno
aprimi le braccia
questo amore è senza fine.

Mesi e mesi son passati
altra strada non appare:
il mio cuore sa soltanto
aspirare all'assoluto.

      loripanni

Amore complicato

Amarti è come districarsi
da una siepe irta di rovi,
fare acrobazie
a un passo dal baratro
e custodire nel petto
un pugnale rovente

Il mio amore è
come un onda dell’oceano
che più tenta di sfuggire
allo scoglio aguzzo
maggiore è l’impeto
con cui si infrange

Franco

dedica a Alda Merini

Si arrotola il cielo
fra nubi di sogni.

Il tuo passo è danza
sospiro e magia.

Natura s’inchina
al dolce desio.

Sei aurora e primavera
Anima e Idea.

 

Orofiorentino

1989, Muri antichi

Un ricordo
il sibilo del vento
sotto il muro di Berlino.

La sua ombra lunga
verso sera
oscurava la terra
come un manto gelido.

Ma scorrono ancora
nell'umanità
antichi muri,
vivi più che mai
come l'odio che li compone.

Così,
se sembra a volte infranta
ogni speranza
e le preghiere rimbalzano
nella coscienza del male
che divide...

ognuno
gonfi il suo petto
della gioia di Dio
e soffi sul suo muro antico
ridendo della sua rovina.

Fabio Cogolato

 

La ladra di bigodini

La natura gioca a belle statuine con gli alberi disseminati lungo il viale, contorcendo i rami e poi strisciando via dalle sterili dune.
Le balde speranze planate e poi bruciate.
Analizzo il mio spinoso scontento cercando di stabilire se questo è il debutto di qualcosa o il suo confine.
 
Un cespo di ricordi antidiluviani mi sfila accanto verso l’infinito.
Rotola in qualche meandro nascosto del mio cervello, sotto calore.
Mi rimorchio dietro queste vischiose ragnatele impaniate nei bigodini vivaci, senza scrutare i recessi evolutivi che le ricamano.
Nella luce della lampada a collo d’oca concludo che la storia, stasera, deve finire.
Senza seme; quella minuscola frazione di te medesimo risucchiato nel turbine del mio sifone.
Diluito in un circuito nuovo, ma ancora forte abbastanza da negare la propria sorgente.
 
Giornata maniaca.
Un colpo d’ala e una ventola di progetti e di pensieri.
 
Ho dieci minuti di tempo per prepararmi.
Devo fare in fretta la piega e domare i lunghi capelli.
Mi guardo riflessa nella sfera di vetro: ciocche vermiglie da tutte le parti.
Il viso è nascosto; nemmeno uno spazio per qualche planata.
 
Specchio delle mie Brame, raccontami di una piumosa canaglia a posa d’albero, su di un’ara d’antistatico linoleum!

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