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Miti: Orfeo

Adunque o, se essendo degli ortodossi lo preferiste, ordunque, avrei voluto scrivere qualcosa sul mito di Orfeo, cercando di capirci qualcosa anch'io. La bibliografia è enorme, la ricerca, e la documentazione, di più, se solo si pensa che la bibliografia è limitata al titolo, all'autore e, a volte, all'editore.
 

Quel che è certo, è che questa maschera da fascinosa ha assunto per me, arricchendosi a poco a poco, il che dell'affascinante tante sono le interpretazioni che nel corso dei millenni le sono state attribuite, tante, nel contempo esplorandomi, ne trovavo anch'io di più o meno pertinenti.
 

Mi è parsa, inoltre, mentre leggevo, sempre più dialettica, essenziale per la comprensione della prima figura, quella di Euridice. Direi fino ad attribuirle non solo uno spessore proprio e non subalterno, bensì come se in essa, in fondo, riposasse l'ultimo nodo da sciogliere per la chiusura del"quadrato".

Quindi, venendo al succo come spesso ho sentito dire  alla rettora di questo cunibolo, spererei che a questo mio appello qualcuno rispondesse: presente!

Lo chiedo come sondaggio prima di iniziare, così avremo due reciproci vantaggi.

Basteranno semplici si od un altrettanto semplice ma non...per farmi e farvi capire il seguito.

Con i miei ossequi alla Direzione

Orfeo er Rosso

Sul prato

Sul prato a guardare le nuvole
attendono d'imbrunire le foglie
dal verde al rosso passate
per scendere l'erba a toccare
lasciato ai rami il celeste
fiammelle per poco a sognare.

la cruna dell'ago

soccombere
a quel filo sottile
 intorno al collo
inevitabilmente stretti
come quando
anche la cruna di un ago
era uno spazio troppo grande
per noi due
cuciti insieme

 

 

 

Tempo senza eroi

 
Passi risonanti in corridoi vuoti,
voci sussurrate in stanze senza arredo,

querce da sughero

di Odo Tinteri

Le querce da sughero, ogni sette anni subiscono la “scortificazione” per dare all’uomo il prodotto di cui sono capaci. Mostrano la ferita con l’ orgoglio di partecipare ad una economia locale ,quasi provvidenziale. Io, le ho colte nel momento dell’antico rito, in grande fierezza, come si confà, a chi sa vivere a lungo,….. in grande vigore e bellezza.

L'attesa

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Giovane donna allo specchio di Giovanni Bellini
 .
A volte amo
quelle rughe che odio
quand’è la voce del riflesso
a parlarmi del tempo
quand’è l’attesa
la protagonista solitaria
del caos che gonfia i vuoti
di parole vane.
 
Rumori
suoni
e colori accesi
che riempiono
e colmano
per non udire
il grido straziante
del silenzio.
 
Amo
a volte
quei segni che odio
indelebili tracce
che di plumbeo vestono
l’effimera grazia.
 
Sfuggono
i desideri
m’aleggiano intorno
come anime beffarde
senza corpo
gridano ai rimpianti
di sterile attesa
che si consumano
vergini
nel tempo.
 
A volte amo
quelle rughe che odio
quando mi giro indietro
sui sassi di sangue e sudore
che scivolano giù
tra le pieghe consumate dell’anima
tra graffi e strappi al cuore
 
e m’accorgo
 
di quel sorriso delicato
che con amore asciuga
le mie stanche lacrime
e mi porta a pensare
che nulla più m’importa
nulla
neanche d’aspettare.
 
tiziana mignosa
11 2008

Spegnendo un lume, un salto di luce.

 
 
 
Ai recinti delle meridiane rubo ombra
e sugli intonaci dei campanili
i rintocchi spettinano crepe a ciocche:
qui compongo a labbra
i batocchi del tuo seno sonoro.
 
Tu sei la schiena di quel duro colle che s’anticipa
nel valico di una lontananza incerta
ma se avanzo a dita aperte negli avvalli
opponi castità melliflue
a guizzi di vocali intense.
 
E fermi l’uscio al chiuso.
 
Dammi una ruga che mi danzi intorno

Silenzi

tieni il mio viso muto
contro il tuo ventre nudo
e più forte taci e taccio
più il tuo corpo abbraccio

Ancora

 

Non son rosse labbra quelle a cui anelo,
non passionali abbracci
né voluttuosi corpi da sfiorare,
neanche i forti sapori dell’amor carnale.
I miei pensieri, come sinuose muse
scivolano attraverso la mente
dall’animo mio
raggiungono il mio amato e lo accarezzano per me.
La nostra musica coinvolgente,
note e parole scandite nel cuore
accendono i nostri sensi
e li lasciano vibrare in libertà.
Il nostro scambio di vita
ci apre ai nostri calorosi abbracci
e consente ai nostri cuori
di battere allo stesso ritmo dell’altro.
I nostri sogni, bramati, insieme inseguiti
ci lasciano assaporare l’eterno gusto della dolcezza.
Se non è amore questo…non è passione…ditemi cosa…
Illusi…sognatori… che c’importa?!
Ancora, amore mio, ancora…
per un giorno o per la vita intera,
finchè lo vuoi…resta così…
 
 

L'egemonia dei miei penseri, tutti.

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