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Tanka

Luna che specchi
il riflesso nel lago,
afa d'agosto.
 
Ad occhi aperti sogna
una ninfa del bosco.
 
Alexis
08.06.2011
 

Haiku

Labbra vermiglie
su dorati kimono.
Pioggia d'inverno.
 
Alexis
06.06.2011
 

Le notti di Van Gogh

Navigare fra le pennellate delle notti di Van Gogh
è come perdersi fra i flutti di un mare
del quale si ignora la reale natura.
Ogni pigmento è anima densa,
traboccante di una vita spesso inibita
dalla cruda realtà della psiche.
Ogni gemito di colore
è urlo esasperato di colui

Hannya [storia di un demone che un tempo fu donna]

Hannya era una donna, una di quelle che si potrebbe definire "proverbialmente bella".
Una donna che non lasciava traccia del proprio passaggio, solo l'incanto dello sguardo; aveva gli occhi di smeraldo, così rari da queste parti, e la sua pelle era lieve petalo di ciliegio, morbida, profumata come il tepore della primavera. Era una di quelle donne la cui gentilezza era capace di sciogliere i ghiacciai degli inverni più rigidi, era il magma che agitava i calderoni dei vulcani più temibili, era la passione che erodeva le anime di chi aveva il privilegio di incontrarla. Il suo spirito era libero, puro, ignaro dei tormenti inflitti agli spasimanti, un'onda che travolgeva gli squali totalmente inconsapevole della propria potenza.
Ma un giorno tutto questo cambiò.
 

Di sabbie, rocce e tempo.

[img_assist|nid=13566|title=|desc=|link=popup|align=left|width=133|height=200]Quale magia possiede un luogo di sabbia in cui sorge la vita?
Nel quale arbusti, anche se ormai solo vecchi rami essicati, trovano ristoro e riparo dal chiasso della giungla, o delle selve, o dall'ovattata pressione marina?
Che luogo di pace è, questo luogo dove il silenzio è voce di roccia che il vento tiepidamente accompagna, e come madre benevola e anziana accarezza?
Un luogo in cui ogni essere confonde i confini della propria forma, fondendosi con il manto bronzeo che lo investe, in cui non esiste identità precisa che non sia semplicemente vita.
Luogo in cui ogni spirito viaggia indisturbato, vivo seppure nessuno ne possa testimoniare, con la vista, la presenza.
Luogo il cui tempo è scandito da infiniti granelli, clessidra cui solo la mano di un antico dio può arrestare il corso.

Alexis
01.04.2011

[immagine dal web]

L'uomo del mare

Lì, su quel molo abbandonato ed ormai in disuso da fin troppi anni, giace la memoria di chi mai avrebbe dovuto sfidare il mare.

Era un uomo come tanti, forse anche come tutti, un uomo il cui sguardo fuggiva a quello altrui, ma che sempre poneva la propria mano innanzi quando ve n'era di bisogno.
Un uomo schivo, ma affatto timido; un uomo che solo il fluttuare delle onde conosceva, la brezza marina l'unica a penetrarne i pensieri e, forse, come amico, qualche gabbiano o cane del porto.
 

Come camaleonte

Sotto mani insicure,
della creta si sgretola
cadendo su terreni
già irrorati da lacrime.
Con esse però si fonde,
e diviene umido impasto;

Eroica

Se d'umana paura
trafiggessi la pelle,
sgorgherebbe da me il sangue
della stirpe mai paga.
Eppure essa è d'angeli
e di demoni satura,

Colore

Balsamo d'anima
si spande sulla carta come fiume,
o polverosa essenza.
Tinge gli argini di ombre
ed il ventre di luce.
Sinuoso, come serpente,

Lo scoprire nella cima il fondo e nel fondo la vetta

Una foresta di parole uguali, di sentimenti svenduti, in saldo al mercato delle idee.
Se il nucelo è magma inavvicinabile, non staremmo forse nuotando nelle acque fredde della crosta in superficie?

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