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blog di Axel

Ha Memoria del Buio, il Girasole

(immagine di Katarina Solokova)

 
(Nel paradigma teorico)
 
Screzia rugginosa lacrima
i fogli del cielo all'iride lisa,
nel varco scucito d'autunno
al vago ricordo di vite sfumate,
giocate al bivio delle ipotesi
e concluse senza giorni e notti,
da incastonare al petto, fra i gioielli.
 
(della distribuzione dei fulmini,)
 
S'appresta al rito l'ombra
che cola ai fianchi del pensiero,
cullando fantasmi incompiuti
e angeli smunti di parole, soffiate
via dal vento armato d’artigli,
facendo coriandoli d’un nome
già disperso tra i fiori d’inverno.
 
(è distratto, l'acquoso destino,)
 
Dalle vene l’incenso
Tra le dita il cielo
Le radici nel cuore.
 
(a donarmi la moda più alta.)

Organizzando Fantasmi

 

Inchioderò le vostre lingue
gocciolanti di menzogne
e bifidi maligni inganni,
sulla punta d’una spada nera
al vostro palato stretto,
avvezzo al fango come cibo,
striscianti e viscidi cantori
nell’uso improprio della lingua
in leccornia di parti ignobili,
genuflessi in gioco sordido.

Saranno schegge d’ossa
e lamenti e sangue a schizzi
poltiglia di vermi anonimi,
il vostro epitaffio caduco,
sotto gli zoccoli di ferro
del mio destriero Bianco.

Di strali inutili a bersaglio
il mio scudo è temprato
a rintuzzar veleno al mittente,
ché se è pericoloso destare
il cane pur buono che dorme,
immaginatevi l’ira del Drago!

Negli Universi da Zero a Mezzanotte

(Dal tuorlo d'un'ipotesi)
 
Invado foreste di nebbia,
nel rito d'un gesto e voce
a sussurrare il fuoco,
evocando magie nascoste,
al valico stretto ai polsi,
di adiacenti mondi ignoti.
 
(architetto i colori)
 
Luce azzurra negli occhi
a specchiarsi d'acciaio,
nel compasso di spade,
dov'è cometa di zaffiri l'elsa
e di rubino il sangue
versato su rune di pietra,
a dissetare i lupi.
 
(a tracciare la via)
 
Veli di porpora e granito
a farmi ombra e scudo;
La verità è un Profumo.
Così sopra,
Così sotto.
 
(per rinascere d'eterno)

Arrischio Nuvole all'Incanto Sottile

(Giocare tra i fiori)
 
Violini e SuperStringhe,
al collo dello scheletro
di ore incatenate al sole,
incalzando l'Azzurro vero
negli acini di emozioni
al rogo d'eterno fluire,
fra gli atomi sottopelle.
 
(negli eventi quadri)
 
Improvviso tramonti,
sul rigore delle spalle,
ficcando i chiodi tra le dita
in cerca di vocali lunghe
e stormire di foglie
fra le labbra ardite,
intente a suggere misteri
all'Origine vaga.
 
(di predacuori)
 
SuperStite il travaglio,
spiaggiato sul delirio
di lune gravide,
dall'onda che fu sirena
su spiagge di vetro fuso.
 
(sulle picche aguzze)
 
Tra gli anelli di Saturno.
 
(né pari, né dispari)

Di Metallo Rosso, il Suono del Tempo.


 
S'arresta dalle crepe del cielo
il flagello dei giorni spinosi.
La Fine è Maestra.
 
Note oblique scadono vaghe
al buio di scellerati tramonti,
quando ancora intatto è lo scudo
e il filo di spada tagliente.
Artigli di piuma su lingua di fragole,
al seno fiorito del multiverso,
toccano accenti di nuovi colori
involando stormi d'ore confuse.
 
S'agita immobile l'ossimoro
d'amorosi fantasmi stremati,
quando ancora piovono unicorni
dalle fessure di occhi provati,
nell'esplodere sogni visionari
fra le dimensioni quantiche
di profeti ciechi e poeti,
sazi di loto e avidi di lune.
 
Scorrono voci di falco,
nello scialle del cielo
che lento mi avvolge,
stritolandomi.
 
Sopra l’Arcobaleno.

Esercizi di Simmetria Elettiva

 

 

 

 

 

 

 

 
Pettino scomposte
le frange d'inverno
che argentano i giorni,
nei pensieri vaganti
al confine dei sogni
con l’anima tersa.
 
Pianto di volpi
su profili di roccia
dalle ali di drago,
spento il fuoco
nelle parole del petto,
inquieti fantasmi
d'ossidiana sbocciati,
rimane un golgotha
da vestire di bianco.
 
Tra le sete del Sole
il ricordo di petali in volo
da fiori di pesco arresi,
nel suono del koto.

 

Il Graal è un Cratere Lunare Senza Memoria

 

Il Graal è un Cratere Lunare Senza Memoria
 
(Intoccabile Olimpo)
 
Nel crepitio d'aurore boreali,
fra le labbra rosse d'inferno,
succhio i talenti del cielo,
dove rimano elettriche rune
tatuaggi di folgore al petto
e incanti perversi, rubati
a segreti giardini d'oriente,
annebbiati da polveri d'oro.
 
(scaglia folgori)
 
Alla frusta dei fiori, il cimento
avvita le ali raccolte al tuo seno,
in folle caduta da paradisi incarnati
al sole squarciato di voglie,
a mimare un lembo d'eterno,
nello strascico d'ore morenti
su comete di gemiti e sospiri.
 
(ai lupi incollati)
 
Svegliarsi d'azzurro,
in mano le stelle,
l'ombra che fugge.
 
(alla notte estrema)

 

 

Fantastico il Girasole, nella Cruna del Ventre.

 
Fantastico il Girasole, nella Cruna del Ventre.
 
(Meteore di ghiaccio)
 
Sotto un cielo feroce
cerco stelle d'asporto
e carezze di luce,
sulle vele che ancora
sanno d'inferno,
nell'artiglio di parole
troppo nude e scarne,
scheletri viola
che tornati alla fonte,
in palmo di mano,
ringraziano delusi.
 
(incendiano l'aria)
 
Profezie stuprate
dall'indifferenza cosmica
scelgono giorni finti,
nel pagliaio delle scuse
intinte nell'inchiostro
d'uno sbiadito credo
che, negandolo,
l'amore uccide.
 
(di vita aliena)
 
Parlo col vento,
nell'attesa curiosa
d'una luna cremisi,
a tagliare la notte
e il collo dei sogni.
 
(da dimenticare)
 

 

Il Bacio di Mayerling

Il Bacio di Mayerling

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Impalpabile il Gesto a Fior d’Acqua

 
Impalpabile il Gesto a Fior d’Acqua
 
(Senza senno)
 
Molteplici e confusi,
i miraggi stralunati,
a limitare il quieto vivere
dal breve sogno d'essere
falco e nuvola,
marchiando a ferro e fuoco
l'ossido del cuore.
 
(m’insinuo al seno)
 
L'istante scopre il velo
e lo rinnova,
su bocche rosse
di primavera,
nell'ansimareazzurro
sotto la veste fragile
che notturna invita
tempeste fiorite
sul guanciale di resa
al dolce morire.
 
(delle tue ore)
 

 

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