AnonimoRosso Venexiano -Sito e blog per scrivere e pubblicare online poesie, racconti / condividere foto e grafica

Login/Registrati

Commenti

Sostieni il sito

iscrizioni
 
 

Nuovi Autori

  • Vittorio Lucian...
  • MG
  • kip
  • Romeo
  • giuseppe riccar...

blog di Ladybea48

Nonna come stai?

 
Mia nonna, una trappoletta di un metro e cinquanta, i fianchi larghi e il seno abbondante, segno caratteristico di tutte le donne di famiglia, anche il mio; sempre in perfetto ordine, i capelli bianchissimi e lunghissimi intrecciati e appuntati con le forcine sulla nuca a “ cocon”, il viso pieno di rughette che non lo deturpavano ma anzi lo facevano sembrare quello di una bambola di porcellana.

17- Come acini

Come acini i minuti si spremono
raccontando il succo d'una storia
lunga una vita.
Attimi illuminati da piccoli fuochi
che lentamente si spengono.

Devil

( disegno mio)
 
Egli le cingeva i fianchi delicati come petali di rosa lasciandole sulla carne i segni indelebili delle sue dita e sussurrandole all’orecchio parole suadenti che Ella non udiva, presa com’era nella passione del momento.

Demone tentatore

Cavalco l'onda del piacere
con te mio Demone tentatore.
Voglio dannarmi e peccare
trasformando il corpo, il tuo e il mio
in strumenti di sublime
accecante desiderio.

Con te mio Demonio
ogni notte assaporo
baci di fuoco
e bevo il tuo respiro
qual veleno delizioso.
Tirando i fili della bramosia
sacrifico i seni
alla tue avide carezze
mentre tu, riversi litanie
nella mia assetata bocca.

Affondati tra i cuscini dell'oblio,
noi testardi peccatori,
scenderemo all'inferno
oltre l'orizzonte del male,
cavalcando per sempre
l'onda perversa del piacere.

Io come sto?

<< Io come sto?>>
E dovrei anche darti una risposta, non lo vedi da te come sto! Sto qui e basta.
E poi scusa, come hai fatto a vedermi? Sei l'unico sai. Sono anni ormai che mi aggiro per queste stanze, incontro persone che mi passano accanto e non mi vedono per niente. Non sentono i miei richiami. Io parlo, parlo ma nessuno mi ascolta, nessuno che si degni darmi una risposta, un saluto. Mi sento alla stregua di un mobile sempre pronto all'uso o l'uomo ombra, che dico invisibile, trasparente, un'alieno insomma.
Invece sono sempre io ma allo stesso tempo non lo sono.
Guardo, sento, ascolto, anche se rispondo a un quesito che in quel momento viene posto da qualcuno a me vicino, la mia voce non ha consistenza, non arriva da nessuna parte, nessun orecchio la percepisce.
So cosa pensi, ti chiedi cosa faccio ancora qui, ecco me lo chiedo anch'io e finalmente ho capito che questa non è più aria per me perciò è meglio che tolga il disturbo e scompaia forse, dopo, starò meglio.

Le tue mani

Non è il vento
a spettinar la gonna,
ma le mani tue audaci.
Non è il vento
a scatenare brividi,
ma il planare leggero
delle labbra sul collo.
Danza, sinuosa
la tua bocca sulla pelle
accendendo il fuoco.
E' terra fertile di passione
il mio corpo al tuo tocco,
a lui soltanto m'affido,
cedo e m'abbandono.

Noi

Noi
Sotto un cappello
grondante di pioggia
gli sguardi radicati,
il cuore,
una pompa idraulica
impazzita.
Di lampi d’amore
lividi.
 
 

Giungi a lui

Vai mio cuore
oltre il mare,
vola su deserti
di sabbia bionda,
giungi a lui
cuore mio
lungo le strade
lastricate di stelle.
 
Giungi a lui
prima che sbiadisca
la luna
a te affido le note
del mio malinconico
canto. 
 
Giungi a lui
cuore mio
con lento sussurro
tra rami unti
dal vento vai, corri
e digli quanto l’amo.
 
 

Là dove

 
Là giù in fondo, dove il cielo
si incontra con il mare
e con un lungo abbraccio
si uniscono,
là dove una sola linea appare
dove il tutto si congiunge
e un unico velo si distende,
là giù in fondo, all’orizzonte,
tra la spuma che danza
e lo sciabordio gorgogliante
delle onde,
al riverbero del tramonto
ogni cosa risplende.
Là dove l’aria sospira
e di cento, mille profumi
s’arricchisce,
là dove i gabbiani stanchi
vanno a dormire,
là dove la notte ed il giorno
s’avvinghiano in passionali amplessi,
mentre il mare s’addormenta
e la luna irradia la sua
pallida luce,
là dove le stelle
sfavillano nel soffice manto
e Zefiro intona il suo
armonioso canto,
si laggiù, là in fondo,
dove le illusioni ed i sogni si dissolvono
e per magia tutti i desideri s’avverano,
dove nuovi misteri nascono
e i sentimenti più non si nascondono,
là, le anime innocenti
degli amanti di oggi e di ieri
per sempre si uniscono
per cantare l’eterno inno d’amore
là giù in fondo, all’orizzonte.

Parole

Quelle giuste o già usate
avvolgile in carta dorata
e riponile nei cassetti della memoria,
arriverà il momento,
ti prenderà la voglia
di soppesarle, gustarle, succhiarle
come fossero caramelle
o di offrirle a chi
non ne ha più.
 
 

Cerca nel sito

Cerca per...

Sono con noi

Ci sono attualmente 1 utente e 3725 visitatori collegati.

Utenti on-line

  • luccardin