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blog di Manuela Verbasi

Il verde

Il viola

Dovessi scrivere un colore, deciderei il viola, lo porrei a spirale come un valzer lento, gli darei un'anima di vetro, lo intingerei di mirtillo. Avrebbe la forma dell'uva e il gusto pieno e ripetuto del mare in tempesta. Baluginato e diluito in boccette rifinite come fianchi, sottomesso agli slanci ellittici,  in  variabili spaziali di funzioni lisce, sarebbe ordigno prugna a coinvolgere o sconvolgere.
 
Manuela

Cose Così [al passo calmo]

Altalena di spifferi e di timo, nei ti amo a chiuderci in strette di foulard setosi. Sottopassi dove seminare glicini, vendemmiarli bocca a bocca. Il labbro si piega ad arco, muove un sorriso naturale al passo calmo. Schiude la pioggia agli ombrelli e agli attimi di pelle rasenti ai muri, l'assenza. Già ti cerco il viso, fra le comparse in movimento, tu fermo, coi piedi nello zucchero, i sensi in paradiso.
 
                               [sono quella che si sbraccia, immobile]
 
Manuela

Cose Così [all'infinito]

Con le mani
che ti prendo e affondo
             in secchi d'acqua piovana,
irroro i polsi e inumidisco
             le ossa fino al midollo.
Brividi,
costretti in corone di rovi,
confusi al verde e
             al nero delle more,
muovono in farfalle.
                        Sono lenzuola, ancheggiano
                                 in danza perpetua sul filo.
Ho il coraggio dell'amore dalla mia,
                        mi sussurra e
                                  mi trasporta dentro te.

[all'infinito]

Manuela

Cose Così [la casa bianca]

E' un bosco fitto che si staglia sopra il bordo dei miei occhiali, torma di conchiglie bottiglia su radici di terra rossa. Un movimento ondulato, come di rondine a planare, sospetto primaverile con in tasca  germogli acerbi.

Cose Così [di gelso]

Ha le ali impolverate di gelso, la tua farfalla rosa, e gli occhi verde lago incastonati nell'argilla. Vive per nutrirsi delle tue parole, s'abbevera alla fonte incollandosi. Nei valzer di vento e pioggia, piroetta fradicia e orgogliosa, impettita guarda avanti, e avanti ci sei tu, con i mazzi di rose negli occhi e il profumo che sai. Sei tu, ossigeno ed acqua, il sale, il sapore dei giorni decorosi. Togli il respiro e lo ridai, ondeggiando negli azzurri e fra le pieghe.
 
                                                                                               Manuela
 
 

Cose Così [di Sara]

Sono i cavalli della giostra a lucidare il legno scolorito, consumato sulla sella. Un cielo chewing-gum, e noi dentro i vuoti nelle nostre maschere, sotto un tendone blu di stelle e pianeti, distanti, mai rassegnati all'ultimo spettacolo. Com'è che ridiamo per finta, e ci cola il salato degli occhi sul collo? Che fine hanno fatto i patti stretti in petto, puntellati di violette? In una primavera che ha il terrore di un addio, lo stesso freddo nella spina dorsale. Raccogliamo le forze nei soprabiti leggeri e coloriamo le unghie di ogni smalto che c'è da inventare. Lasciati i nasi finti sulle tavole, una soffiata di lucciole ci prenda in pieno e ci scuota, appena prima che s'accenda il sorriso nuovo. Ancora vita, e voglia di giocare.
 
 
A Sara, ispirata alla sua poesia di oggi
Manuela

Cose Così [alle scosse e ai fulmini del tuo tuonarmi]

Scendo precipitosa una scala di marmo, sciolti i sandali, il freddo sulla pianta del piede. M'intingo del blu delle pareti, sciolgo i fiocchi ai pacchetti sulle nicchie nel muro. Sa di primavera ed è già estate, quest'arietta tiepida che muove le gonne, scondinzola sulle caviglie scoperte, porta a passeggio il quotidiano ai marciapiedi. Leggi tutto »

Viaggiatori 5

Mi assassina il secondo giorno muto, spengo le ore, vado a tentoni bendata, non vedo i colori, non sento. Ho pensieri verde scuro, così come le foglie delle fragole abbandonate sul piattino. Spero in un pensiero fruttato che rimbocchi le mie federe di dolcezze. E mi concentro sui sorrisi degli altri.
                 Reagire.                            
Non morire.   
 
 
 
                          
Amare.
 
 
 
 
All'infinito.
 
 
 
Disegno giardini e creo accordi rossorosarosso, gomma pane sulle malinconie, sui lividi invisibili da fuori.
Le tue mani sono calde, le ho sul viso e sui fianchi. Le ho e tanto basta.
 
Cos'ha il tuo cuore ch'esplode in scintille, ed ognuna mi arriva e m'accende? Cos'hai tu che rallenti di sorrisi, quest'ansia soffocante?

Rilanci di parole del tardo pomeriggio, il vocio, il cinguettare, il corteggiamento.

Cotoni le nuvole,
                             fammele vedere coi tuoi occhi.
Ponile appena sotto i nostri passi.
                             Dimmele.

Le stesse parole, galleggiano su tutte le altre, fanno il giro ed atterrano impavide. Te le devo dire. Te le voglio dire.

Amore mio, mio unico

Amore.

Manuela

 
 
opera di Schiele

Cose Così [dalle caviglie alle ginocchia]

Qualcosa in effetti, potremmo fare, tra i ventagli d'anima delle spighe gialle, piegate al caldo della stagione aranciata, dove andranno le libellule, andremo noi a tenerci le mani sul viso e nelle mani.
 

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