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blog di Runa

[ .nero.veleno ]

Scenderò sotto la Pelle in questa Ultima Notte
che mi porta a sospirar Follia
Solcherò gli ultimi limiti
che svestono la mia coscienza  irrequieta
e farò Nuda [ priva di pudore ]
questa Donna che porta un nome infame
Un nome che tradisce la sua Natura
ed il suo Ostinato discenderne da Ossa

Incrocerò le fughe dell'Anima Mia
Le incontrerò nei miei letti disfatti
ed avranno chiodi come lenzuola
e stoffe lacerate negli Altari dei biechi sogni
come Austeri Cimeli
[ strascichi di fiati ]
il tutto arricchito dalle Voci Cadute all'Inferno

Riuscirò a sorridere senza Maschera
[ al Mio Carnefice ]
sarò la Lotta con me stessa sulla sua lingua
La protagonista assoluta del suo Niente
viziandolo in Vena di Neri Veleni
ed Origami di Carezze
e Vincerò sulla mia Morte
come Immobile Corpo Ignoto
donando all'Imperfezione di un'Insipida carne
la Liquefatta sembianza del Piacere Assoluto
che si ghiaccia nel suo stesso gelo
divaricandosi in In_Giusta Pazzia

[ veleggerò come pugnale di carta sul suo volto al solo nascermi in sorriso maligno ]

[ R.uN.a ]
 

-Nome e Verità-

Ci son parole che striano il mio dentro
come il vento silenzioso delle luci ferme
in una notte a cui mi son donata
senza stralci di peccato

/Ho_dato_un_morso_al_tuo_Sentiero/
/Ho_dato_un_Colore_a_questo_Cielo/

Mi son descritta per Te con Nome e Verità
Come pioggia fresca
che si scioglie sul vetro della tua Vita chiusa
Come Muschio che mi stagna
sul confine del mio sentirmi lontana

Ho tagliato le mie labbra per pronunciarti
Ho ammutolito la mia bocca
affinchè il Tuo Nome mi restasse senza Eco nel petto
..come il bacio che un tempo t'ho dato
..come la carezza
che un giorno m'hai negato

[ Runa ]

...e se fossi io

...e se io fossi
quell'annunciato pensiero
che lentamente s'impiglia nel tuo
quasi arrunginito dai venti melanconici con cui si posa
come quando mi incastro io in quell'attimo avvenuto
e mai avverato
come quando la miccia di fuoco spento
prende forma sulla mia sponda in sopravvento
 
...e se io fossi
quel fiato rappreso fra le parole ingoiate
in mattini di fredda aria a dominar mia quiete
Quella fuga dagli occhi sporchi di luce
Quel morso fra le gote affrante
Quel tatto dalle mani rubate al caldo
..quel passo..perso nel ritorno
in viali di ciottoli di carta
e marciapiedi dalle corse perse
 
...e se io fossi per te
quello sciame di sensazioni
che all'insaputa del corpo prende vita
e si distorce fra i pori
Tu...
saresti in grado di innescarti in tripudio di lacrime per me
sul volto mio allegro ramato di lacrime ?
Cosa faresti tu...
 
-Runa-
 

Un Nuovo Canto

 

Tutto si ripete nel tempo immobile ed il suo abbandonarsi
come lieve orma sulla neve bianca
Tutto si solleva come un caldo pensiero che sinuoso ondeggia
fra le note di questo nuovo canto

Ho luci accese nel mio presente
Ho fragranze di istanti appena nati a reggermi la memoria
Ho Religiosi silenzi ritrovati in un niente mai tornato

...e mi trascino nel palpito del mio petto
fra gli echi di questo violino e le sue note di notte
...e mi trascino fra le corse di ricordi lontani
come quando si aspettava lo sciogliersi della cioccolata

Ho fra le braccia un Nuovo Natale
Ho nel camino un Fuoco appena acceso
e fra gli schizzi di luce emanati dal Miracolo
ammiro il Riflesso incandescente
di una Donna che Brucia di Nuova Vita

-Runa-

Schizzi di Seta in un Tripudio di Silenzi

Ho un tripudio di sensazioni in questo mare calmo
che divampa di ritagli di acque fresche
e sinuose movenze di schiume amarante

Scrosci di timori
rabbrividiscono negli impavidi silenzi
echeggiando nei fiati nudi di parole
come quando il tuo sguardo resta affisso fra i seni
ed il loro ondeggiante ritorno al sapersi donare
come livido battente sulla pelle

Setoso e liquido appiglio alla mutevole ragione
mi trattengo come mani forti fra i polsi
al ritorno in rivoli di bagnati desideri
come nella lingua ed il suo cercarti per saziarti

[-e mi scompongo fra gli schizzi di luce dal sapore del tuo calore-]

Impronte liquide,tattile profumo
m'annego dolcemente in questa voglia
che divampa lentamente
come la carezza del consapevole volere
e l'imbrunire della pelle
di spalle al tuo venire


[ Runa ]

Eclissi di Cuore

 

Soave Silenzio ad Impedirmi Parole
Muri striati dagli Echi del cuore
Ho Pianti Inflitti ai Miei Occhi Chiusi
come Lanterne accese per le Mie Notti Lontane

Incrocio i Respiri ai Mugolii dei Vizi senza Lune
Alle Ombre Nere che mi affrontano il Petto
Guerriero Arreso dai suoi stessi palpiti

Ho Sangue Raffermo..Vene Gelate
Labbra tagliate dagli Sguardi Intessuti di un Domani mai Avverato
...pioggia nei capelli a sciogliermi il riflesso del tuo arrivo

Questo mi resta nel Fondo del mio rigido letto
Sguardi accecati da piccoli Sogni
profanati dal profumo Infetto
della tua Eclissata Presenza
sulla Mia Livida Pelle

-Runa-

Ti Ho Detto Addio


"Ti ho detto Addio
dopo che ho speso tutta l'Amarezza
e l'ho posata presso Te come Unica Voce strana"
Ti ho detto Addio
dopo che il cielo ebbro di luce
s'è posato nel mio giorno Vuoto
come i tuoi abbracci di Malavoglia fedele
T'ho mostrato il petto dicendoti Addio
L'ho posato su di un muro questo Muto Addio 
dove ci hai dipinto di Bianco i ricordi
di Nero i sorrisi...di Niente il futuro
Cosi è Morto dentro di Me questo Silezioso Addio
Come una Falce arruginita sul Cuore
Come la gloria svanita di un'Errata bellezza
Come la compassione per una Croce
affissa alla parete di una camera senza finestre
riflettendosi  invano della Vita che non ha ombre
per Morire in Solitudine
dell'ultimo Sole

  -Runa-

fra virgolette versi di Alda Merini

Affacciarmi in Lei*

Malata Contraddizione che si lacera di quello che di Me è Rimasto
Assolta dall'Amore per decorrenza dei termini
mi stendo sulla Notte e la sua Rassicurante Figura
Affacciarmi in Lei
è vedere nello specchio riemergere un Morto
Ascoltare un labbro chiuso
che erutta lavici rancori cuciti  sulla lingua di filo Nero
Gemente mi rinnego in quel che Vita Viva ha voluto ch'io fossi
Morente Fiume nel suo Argine dirottato nel Vento
incastrantosi fra le scogliere dei Silenzi di Ghiaccio
poichè attesa informa piu' non piova nelle mie mani
Rimango tela scucita in questo Cielo terso
mi Annullo e mi Ammalo di sequenze Lucenti
che indietreggiano fra le venature dei miei occhi ormai chiusi
sradicando l'acceso orizzonte che da Cieca  vedevo
piu' che da Viva
Da Viva!
Come il Senso Disperso nelle Fierezze degli Inganni

-RuNa-

 
con incipit di Cesare Pavese

Che quasi non ricordo di te

Quasi ho dimenticato il tuo volto
che mi appariva come mantello della Notte
come rugiada cristallizzata di sogni
Che quasi ho dimenticato come batteva forte il cuore
non ho avuto il tempo
di contaminartelo nella memoria
Mi sei passato affianco come un lampo di Fuoco Spento
squarciandosi negli occhi
che oggi si chiedono di cosa lacrimeranno ancora
nei nuovi giorni avvenire
Tremerò nel nuovo percorso Inconscio
La Natura di certo sarà clemente
con la stanchezza del mio volto
Ricamandomi fra le rughe la nebbia
mi abbandonerò allo stretto sorriso
che ancora le mie guance
avranno la forza di affrontare
come fruscio di vento freddo
che mi ricorderanno le Tue carezze

 

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