AnonimoRosso Venexiano -Sito e blog per scrivere e pubblicare online poesie, racconti / condividere foto e grafica

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blog di Sara Cristofori

Anonimo italiano (sec.XIV)

Questa poesia, probabilmente per danza, rispecchia bene la natura del sentimento amoroso nelle classi popolari italiane a metà Trecento, un sentimento nutrito di schietto realismo: l'amore è forse il più bel dono della vita e con altri doni della vita (della natura, della terra) va goduto.
G. Davico Bonino
 

Anonimo giapponese (VIII secolo)

La profondità dei propri sentimenti è la madre di quella caparbietà che in amore si rivela spesso vincente.
G. Davico Bonino
 
L'amante ostinato
 
In fondo ai flutti
posa una perla bianca.
Il vento può soffiare,

Virtual sex *

 
Il sesso virtuale
a detta di molti
una grande trovata (?)
Ti guardo al di qua
tu mi vedi al di là
di uno schermo,

Anonimo peruviano

Anonimo italiano (sec. XVI)

In questa lirica d'anonimo cinquecentesco la "turtur", il piccolo colombo dal bel piumaggio grigiocenere, è simbolo di inveterata fedeltà. Può accadergli di perdere la compagna: ma "cogli altri uccelli non ci s'accompagna".
G. Davico Bonino
 
La vaga tortorella  

Anonimo indonesiano

Da una delle tremila isole abitate dell'Indonesia ci giunge questa lirica di cristallina malinconia sulla peribilità dell'amore.
G. Davico Bonino
 
La perla smarrita
 
Ho smarrito una perla nell'erba.
Benché caduta, essa conserva tutto il suo splendore.

Anonimo italiano (sec. XIV)

Sino al Settecento inoltrato in Europa i matrimoni erano "apparecchiati", a volte con largo anticipo, dai reciproci genitori: e non solo nelle famiglie reali, ma anche tra borghesi e contadini. Lei, nella anonima lirica trascelta, è candida e bionda, lui ha la barba forita, cioè canuta. Non è crudele questa disparità?

Anonimo americano (sec. XIX)

Come dire meglio che in questo "negro-spiritual" lo strazio per la perdita di un figlio, una piccola creatura chiamata lassù dal suo Dio?
(G. Davico Bonino)
 
I funerali del bambino
 
Il piccolo risale in cielo
da cui era venuto...

Anonimo francese (sec. XVI)

Il giardino in cui la giovane amata si isola e si rinserra (o, talvolta, in cui viene reclusa), il fiore (spesso, la rosa) che viene colà dall'amato colto sono, nella lirica medievale, simboli ricorrenti dell'innamoramento da un lato, e dell'intimità amorosa dall'altro.
(G. Davico Bonino)
 

Anonimo armeno

La poesia armena è ricca degli influssi che i popoli invasori - persiani, ottomani, mongoli, tartari - vi hanno attraverso i secoli depositato. Ma la lirica amorosa gode, in quest'affollata produzione, di una sua autonoma freschezza. Il motivo del mantello da cucire ad ogni costo per proteggere l'amata ne è una conferma.
(G. Davico Bonino)

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