AnonimoRosso Venexiano -Sito e blog per scrivere e pubblicare online poesie, racconti / condividere foto e grafica

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blog di Sara Cristofori

Anonimo americano (sec. XIX)

Questa "frottola" (per dirla all'italiana: breve componimento scherzoso di sapore ironico) è certo opera di un poeta colto, che abbozza in due rapide quartine una storia assurda, ma con un retrogusto d'amaro (sostituite al giaguaro un giovanotto molto, troppo sottomesso e capirete...).
G. Davico Bonino
 

Anonimo berbero

I berberi non conoscono più lo splendore d'un tempo, quando - tra l'XI e il XII secolo - giunsero a governare la Spagna meridionale. Ma hanno alle spalle una solida cultura, musicale e poetica: questa "disperata" (o poesia-canzone di un innamorato deluso) lo testimonia.
G. Davico Bonino
 

Anonimo spagnolo - (sec. XV)

Anonimo americano (sec.XIX)

Non c'è episodio dell'Antico e del Nuovo Testamento che non trovi compiuta illustrazione nel canto corale dei "negro-spirituals". Questo che proviene dalla Carolina del Sud, illustra, con una concentrazione spasmodica, le fasi estreme dell'esperienza del Cristo, con un trasporto adorante per l'Uomo-Dio.
G. Davico Bonino

Anonimo tedesco (sec. XVI)

Il caldo dell'amore contro il freddo dell'inverno, il fuoco dell'anima contro il gelo della natura: deliziosa questa anonima canzone popolare cinquecentesca, una delle tessere a migliaia del mosaico del "Volkslied" tedesco (che i romantici - Herder, Arnim e Brentano, Uhland - contribuirono a diffondere).
G. Davico Bonino
 

Anonimo italiano (sec. XV)

Che i pontefici del Quattrocento non fossero tutti di specchiata moralità, è noto. Ma su questa scherzosa poesia di gusto "popolare" le "perdonanze", cioè le indulgenze dei Papi, da loro cpncesse in particolari ricorrenze, divengono un pretesto di seduzione per l'innamorato. A quale paradiso lui sospiri, lo sappiamo bene.

Anonimo francese (sec. XIII)

Due motivi della poesia erotica popolare si fondono in questa lirica anonima: la primavera come stagione privilegiata dell'anno e il privilegio, per così dire, di secondo grado, di cui godono, nel tempo e nello spazio primaverile, gli innamorati.
G. Davico Bonino
 
Far la guardia alla primavera
 

Anonimo americano (sec.XIX)

Una classica "ballad" americana, dai tipici ingredienti romanzeschi: l'innamorato povero, i genitori di lei arcigni, lei sulle prime reticente, ma poi decisa alla fuga, anche a prezzo di un gramo futuro ("sino a quella capanna, alla nostra splendida casa..."). Il tutto ha un'aria molto affettuosa, da cronaca di poveri amanti.

Anonimo italiano (sec.XIV)

Questa poesia, probabilmente per danza, rispecchia bene la natura del sentimento amoroso nelle classi popolari italiane a metà Trecento, un sentimento nutrito di schietto realismo: l'amore è forse il più bel dono della vita e con altri doni della vita (della natura, della terra) va goduto.
G. Davico Bonino
 

Anonimo giapponese (VIII secolo)

La profondità dei propri sentimenti è la madre di quella caparbietà che in amore si rivela spesso vincente.
G. Davico Bonino
 
L'amante ostinato
 
In fondo ai flutti
posa una perla bianca.
Il vento può soffiare,

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