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blog di stellasenzacielo

La sera

Sputi d'ebbrezza
gentile
carezzano l'aria violacea 
e la terra bruna
dai solchi profondi,
il frinir delle cicale
scandisce il passo costante
della luce verso l'oblio...
Rimaniamo solo io e te, 
due api ubriache 

Overdose

Finiremo divorati
da un fiato
ispido e fugace,
dall'odore di carne
nell'aria,
carne e nostalgia
come sole sulla pelle.
Il prepotente
riflesso infuocato

Italia

Italia,
dolce Italia,
malinconia
tra le tue palpebre
innevate di sogni,
le fragili ali
che ancora non sanno volare.
Il tempo scorre veloce
e il mondo non aspetta,
no, non raggiungerai gli altri,

Schiaffo

L'oggi è un ritaglio di giornale
che attende di finir
accartocciato
ai piedi di un caminetto stanco.
Il fiume scorre ameno
con le sue banalità illustrate,
gli aghi di pino, voraci criminali,
s'abbandonano
alle radici
consumando sogni di vulnerabili.
E la mano

Terra di nessuno

In che modo ami,

insolente brandello di carne,

in che modo ami,

uomo astuto dalla barba incolta?

Il tempo passa veloce,

è un uragano incontrollabile

che violenta

i campi

senza rimorso.

Se potessi tornare indietro

e stendere il relitto del mio volere

sulle tue labbra voluttuose,

Vertigini

Marea che s'alza
quando la notte s'avvicina
e le nuvole si fan rapaci
copre ingorda
l'attorniarsi di stelle,
divora piano
il chiarore serale
e l'innocenza,
l'innocenza
che da le vertigini.
Ma la sua utopia buia
è scalfita dal canto

Rimpianto

Echi di risa domenicali
ricolme d'arsura
incorniciano timide
lo scorcio
dell'estate
che scorre
brulla e veloce,
spegnendosi
come una lucciola,
fiamma di candela
logorata dal soffio
del tacito inverno,
ai piedi della collina,
sognando 

Mediterraneo

Piccola lucertola
[tra le pietre del muro]
accoglie su di sè
il calore
del vespro e annoiato sole,
l'ombra dell'ulivo,
paterna,
confonde i colori
della terra
             rauca
e il lamentar delle cicale

Agreste

Il chiocciare

dell'araldo infausto

che annunzia

il sopraggiungere dell'aurora

desta il contadino

semplice

dal suo giaciglio di terra e paglia

e disperde l'odore

delle spighe di grano,

quello che s'impregna

tra le dita,

Infanzia

Piccolo frutto di melograno

rannicchiato

nel palmo gentile

di un bimbo

dagli occhi buoni

che vuole rubare

un po'

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