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amore

Mantra del Buio Dinamico

Mantra del Buio Dinamico
 
Buio oscuro nero,
fondo abisso tenebroso,
minaccia triste e barbara,
l’incomprensibile tristezza
scava l’ombra dalle nuvole
nell’urna tetra del silenzio,
confuso e fosco, il ciglio a rischio,
al sigillo dei segreti.
 
Un torbido bolero,
nella caverna magica del cranio
a luci spente,
arde la carne bianca
sotto ceneri fumose.
Gli occhi vuoti a specchio
s’incollano a tragiche illusioni,
nel raggio gelido
d’un’anima caduta
nel caso dell’esistere.
 
Taglio netto sulla tela,
l’escatologia solare
di labbra rosse.

Vieni

lasciati andare or che s'accorcia il tempo
a questa brezza antica che ritorna intanto
apri le braccia e librati in girotondo largo
incrocia il mio volo che s'attarda intorno
al fremito d'ali che tu spandi quando
gli sguardi si incrociano ma restano sul fianco
d'un soave dolce desiderio anelato tanto
tra l'oro d'una gabbia un mare e un canto
nostalgico alla luna cheta lucente che
dal firmamento ai solitari induce il pianto.

tempo scaduto

nel cassetto
dei ricordi
ho riposto
gli attrezzi
dell’amore
 
la passione
che agitava
il sangue
quando
danzava
nelle notti
d’estate
sulla spiaggia
brillante
di luna
e fremeva
ai baci
il giovane
corpo
di donna
 
l’attesa
che contava
 le ore
i minuti
i secondi
aspettando
il rumore
che il vento
portava
segnale di te
che mancavi
ai miei giorni
  
i dubbi
che tenevano
svegli
i miei sensi
scucendo
domande
mai fatte
intessendo
risposte
mai dette
dentro un cervello
di penelope
su una tela
macchiata
di incertezze
 
i sogni
con cui respiravo
una vita
non mia
goduta
da un alter ego
egoista
che mi rubava
le notti
lasciando
il vuoto
negli occhi
cechi e
 vaganti
in realtà
deviate
 
i baci
che  nutrivano
emozioni
quando
l’abbandono
era miele
collante
per corpi
affamati
di labbra
di pelle
di umori
di aspri sapori
goduti
assaggiati

Amore di burro

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(Sulle note di Moonlight di Yirume)

Quando un amore s’interrompe senza finire
è come un giorno difettoso che all’alba muore
desiderio come burro al fiele
annega dentro il latte a colazione.

Con gli occhi appena schiusi e la brama d’afferrare la tua gioia
senza il fardello che giunge quand’è sera
s’è già conclusa l’intera giornata
e non l’hai neanche assaporata.

Gioco d’artificio assai spedito
t’esplode senza aspettare nel taschino
bambino promettente che a casa fa ritorno
perdendosi però d’essere adulto.
 
E’ il cerchio variopinto 
che ha smarrito la sua coda
e senza essere vissuto
è il sogno più lucente evaporato nell’attesa.

tiziana mignosa
novembre 2009 

Le tue mani

 
 
Con le tue mani io ho spostato il mondo dalla strada
l’ho poggiato lì tra quei ciliegi
perché anch’ essi avessero le tue mani.
 
Con le tue mani ho aperto la finestra sulla gioia stamattina
e se questo vestito ride
è perché le tue mani io le indosso.
 
Con le tue mani ho scalato idee immense
e raccontato favole che leggevano le tue mani
sulle tue mani che ora leggo.
 
Con le tue mani leggo, sento, parlo, cammino,
perché nelle tue mani io faccio ciò che le mie mani
prendono dalle tue.
 
Dalle tue mani bevo e mangio, raccolgo frutta e semino
e, nella mietitura, falcio le tue mani per il mio giaciglio.
 
Con le tue mani osservo l’Universo,
indico stelle, tesso trame di sistemi,
raccordo rotte alle comete,
con le tue mani diffondo luce e accarezzo Dio.
 
Saranno le tue mani infine a reclinarmi il capo
e sollevare l’ultima terra fine che addosso mi cadrà
e con un gesto di tenera memoria
rifiorirò dalle tue mani giunte
perchè non ti vorrei sola.

Autodafè

Luna, tu che fuggi via,
tu che il mio strazio ascolti,
urla a Cristo adesso
che riaccenda la tua luce spenta
per favore.
 
Il mio cuore strappato via lentamente
dal profondo di questo taglio
mai più, il mio domani
altre notti vedrà.
I prossimi sentieri per voi
saranno rosso demonio
troverò selvaggi mattini
e tornerò da voi per maledirvi.
Di nero mi si accusa
e di un raggio rubato...
 
Dalle nere bestie sanguinanti
di Cardinali Uffizi, io muoio.
Gettate i vostri cuori
e non piangete
o voi che guardate lo scempio. 
Rispondete piuttosto
con urli di rabbia
che non sian peggio dei miei latrati.
Cosa esigete dai gatti neri?
Che i galli sputin sangue
sulla nera sabbia?
 
Confessioni mie, strappate
supplizi miei ...urlati.
Ma il coro langue e le paure
che strappano le carni
ai cani voi gettate.
 
Travaglio di dolori in questa stanza oscura
di pinza e garrota.
Il fiato che manca allo strazio
non mi uccide ancora
e non svengo a queste catene.
Dolore e fustigazione a ferro e fuoco
e io brucio dentro.
La morte, unica amica,
da Santo Ufficio frustrata
mi cerca.
 
Dal carcere alle torture,
mai bando fu peggior galea.
Pena e morte più che mai voluta
alimenta il rogo del vostro dio.
Processione di giustizianti
che siamo noi dannati.
Il Santo Uffizio erige a noi
l’impalcatura del fio.
Pregate il sermone

Ma sempre ti amo!

 

Non chiamarmi amico, non chiamarmi amore, ma non chiamarmi neppure nessuno perché ho legame fondato con te sulla vittoria della vita e non sulla scomparsa della memoria avvalendosi della distanza che ci divide. I battiti del mio cuore sono d’ascolto oltre ogni spazio e giungono anche al tuo udito pur se adesso giri le spalle per quel dolore che non ti abbandona! Io lo so, lo comprendo e nel sentirlo con te soffro. Perdonami, dolce fata, per le parole che non so più dire e per quelle che invece dico fuori luogo. Prendi dalla tua mente le visioni che stanno svanendo e fanne baluardo di ciò che è stato perché tu possa essere per sempre a me vicina. Il mistero che un giorno ha consegnato il suo svelare ai nostri sogni, ai nostri desideri, ai nostri corpi, non ha mai lasciato la sua parte migliore nei nostri cuori. L’indifferenza è momento breve di passaggio tra pochi sorrisi e molti strazi. Esalta i sorrisi e conservi l’indifferenza per tutto il resto! Io sono nell’esaltazione dei sorrisi, in quelli in cui ho specchiato la mia emozione di uomo come mai a nessuno è stato concesso prima e non lo chiamo amore per non oppormi al tuo volere, ma è amore, unico, vero ed eterno.  
 

(Tratto dal romanzo "Amanti leggeri")

Nuova passione

Mi hai trovata al chiaro di luna
che sognavo un amore lontano
occhi lucidi languidi perduti
nel blu della mia notte
senza stelle
Mi hai preso la mano e portata con te
nelle tue fantasie
che ora sono le mie
Hai dato un senso nuovo alla mia vita
una luce vibrante mi accende
vivi riflessi da togliere il fiato
mi colorano gli occhi e il cuore
e sono viva ancora palpitante
nella magia di una nuova passione
con te.

Sbriciolando monumenti dal tempo

Quel suo vestito rosa, nascondeva
un corpo da favola, amico mio, sapessi
(sorrido quand’oggi ci penso, così smaliziato)
che corpo che aveva…

Si era ragazzi allora,
il terreno sotto ai piedi filava come la luce,
il suo muoversi di ragazza dai capelli biondi
(sempre a passarci in mezzo le dita)
e rideva e ridevano i suoi occhi verdi.
(I suoi occhi verdi la nostra passione)
che a raccontarlo si parlava per ore
(e ne parlavamo, eccome, se ne parlavamo)
ed io, che avevo strapazzato quel cuore,
io, lo posso dire. Io, che avevo guardato
nel fondo del fondo del verde,
del fondo, del furbo, dell’iride che aveva
e si scherzava.

Si ma poi?
Poi sai come vanno le cose,
aveva scelto un altro
(sorrido adesso, ma come rimasi…)
mi aveva salutato con un sorriso d’estate.
La ricordo come adesso quell’estate.
Forse l’ultima estate del sole che si nascondeva
tra i grigi mischiati dalla scogliera di Nervi,
dove la sera scolpisce i ricordi,
tra un rosso-viola di un sole al tramonto
che i pittori siedono e lo fermano lenti,
sulla loro tela.

Si ma lei?
Adesso ti racconto.
Ricordo si perdeva nella folla disordinata,
e si voltava dalla passeggiata, salutandomi,
cercandomi tra gli amici e sorrideva.
Io di rimando facevo arrivederci
chissà se mai l’avrei rivista più.
Ma il destino a volte perdona e condona tutto,
a volte scolpisce monumenti di ricordi
e si perde nel tempo.

Cosa vuoi dirmi?
Volevo dirti che li vedi spesso camminare
mentre giri per negozi o aspetti il verde
di una strada principale.
Li vedi trascinarsi pesantemente dondolarsi Leggi tutto »

Una donna

zampina sulla spalla
 
Una donna confusa, incalzata
dal tempo che tormenta la pietra
chiedo soltanto una scalfittura
 d’amore prima che l’eternità
come una lacrima calda m’assorba.

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