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amore

C.3.3. C.6.6.

Vide i visi di chi gli fece visita
in carcere, ma degli altri seppe solo
vaga traccia, lo sconforto del racconto
indiretto, se non addirittura un nulla di fatto.
Ad ogni buon conto, chi c'è c'è
e chi non c'è non c'è.
Similmente, uno dovrebbe davvero avere
un cuore di pietra per apprendere
del fatto della Nella senza piangere.
Ridere di sé, piangere per gli altri, questo
importa, ma io personalmente
sono un Principe Spruzzino:
imparto un'onda verso il prossimo
e poi me la riprendo in faccia,
tipo fiotto di seme o bere
un fluido (acqua diaccia
o latte) direttamente dalla bocca
di chi mi bacia. Sono un radar.
La fiducia insomma in me va
riposta usando un simbolo, metà
di un oggetto che combacia.
Il resto è irraggiungibile, persino
con un codice amico. Poi mi dico, un fatto
che colpisce o che annienta chi ama chi amiamo,
come lo comunichiamo?
 
[04042010]

Chiamata per il morto, poi risorto

Suona il campanello lo sconosciuto e arriva
nel mezzo della comitiva
di parenti in lutto ancora
storditi della disgrazia che ha distrutto
tutto. Li martella col metallo
sulla gomma infrangibile dello spirito
(che è tremendo nella sua incapacità
di stramazzare) il rimpianto

Sulla sabbia una lacrima.

 
Un pensiero, uno sfioro un bacio,
una carezza tra i capelli
ogni sensazione mi riconduce a te.
 
Sulle note di passate glorie
amore,amore e amore ancora dimora.
 
Là dove il cuore un solco traccia
ove lacrima come seme di desiderio germoglia.
 
In un pugno di sabbia
che ne anima e tempo
potrà mai calpestare.
 
Atlantis.
 

Alzati diversamente

Alzati, alzati diversamente
nelle palpebre.
Così distesa non cogli l’orizzonte basso,
il taglio che soggiace alla finestra,
il tropico del tramonto.
 
Alzati. Solleva semplicemente un sì.
Semplice come dire t’amo al buio
e fuggire da ogni parallelo. Alzati, andiamo.
Hai fissità che mi allontanano dalla sera.
Sollevati. Alza il mento e deponimi
al di qua del saluto.
 
Alzati,
se ancora non mi hai colto,
sappilo.

Vulcano in festa

E vorrei esplodere
come vulcano in festa,
vestire il mondo dell'arcobaleno
che mi muove dentro.
Vorrei dar forma a quell'amore
di cui la mia anima si nutre,
bevendo dal solo sguardo
di quel ridente sole.
 
Alexis
08.04.2010

Notturni di mare

 
Parole fuse
a respiri lievitati di polvere.
Trasparenti sguardi
lasciati a gocciolare su fili
d'innocenza.
Chiedere il niente
per avere tutto tra le tue braccia,
nutrirsi di pane e colore
sciogliendo il tempo
in un bicchiere di vita.
Conoscere a perfezione
la mappa della tua anima
e i luoghi segreti
di tante verità incomprese.
Amarti,
e poi ancora amarti
scrivendo per te
 pagine di poesia
e notturni di mare.

Cose Così [al passo calmo]

Altalena di spifferi e di timo, nei ti amo a chiuderci in strette di foulard setosi. Sottopassi dove seminare glicini, vendemmiarli bocca a bocca. Il labbro si piega ad arco, muove un sorriso naturale al passo calmo. Schiude la pioggia agli ombrelli e agli attimi di pelle rasenti ai muri, l'assenza. Già ti cerco il viso, fra le comparse in movimento, tu fermo, coi piedi nello zucchero, i sensi in paradiso.
 
                               [sono quella che si sbraccia, immobile]
 
Manuela

Sera a Madrid

 
Un giorno tra i tanti
una sera in arrivo
Plaza De Espana
è un crepuscolo rosso
auto che al volo mi guardano
e scendo la scala
di questa metro
che porta profondo
poi ancora esco.
Un senso di freddo
mi avvolge di nuovo
sciarpa sul collo
e chiudo gli occhi
il vento spinge
nel cuore i ricordi
e sorrido
per questo sapore di Genova.
Bassa la testa cammino
le mani in tasca
guardo i miei passi
le scarpe degli altri
sento un musico pianger gitano
percorro Gran Via
son tutte accese le luci stasera 
El Corte Ingles
ha i soliti cuculi appesi
di ogni Natale in arrivo
bimbi immobili li guardan storditi.
Oltre, cammino
incontro Joaquin.
"Qui, han camminato Pablo e Garcia"
e aggiunge "Lo sai?"
Rido, "Come non so?"
Scambiamo due chiacchiere dos tapas e via
dietro ad una clara facciamo poesia
la nostra poesia...
È un sogno reale
è un colpo di vita
questa storia infinita
con te...
 
 

Sembrava Quasi Fosse Una Lotta

Sembrava quasi fosse una lotta
chi per continuare
chi per smettere.

Poi sembrava fosse di più:
uno scontro mortale
tra credere possibile

 
      loripanni               

La sposa di Maggio

Come è bella la sposa di maggio
bella nel suo abito bianco
con mille e mille
chicchi di riso
sulla sposa la sposa di maggio.

Come è bella la sposa di maggio
il velo sugli occhi
l'abito lungo
leggera come una modella
oh come è bella la sposa di maggio.

La gente nella chiesa
trattiene il respiro
quando incede leggera
sino all'altare
oh come è bella la sposa di maggio.

Chicchi di riso
sulla sposa di maggio
e sull'altare il suo compagno
si vede che l'ama
d'amore sincero.

L'organo suona
e sembra che lei danzi
e un sorriso
prende la gente,
la sua voce è sottile,
lei è la sposa di maggio.

Fuori,
sopra un muretto
un poeta di strada
guarda il suo gatto,
l'amore non muore
sia grande o sia leggero
l'amore non muore
nemmeno nella pioggia di riso.

Quel gatto,
il suo piccolo gatto
si struscia ai suoi piedi
e il poeta sorride
oh come è bella
come è bella la sposa di maggio.

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