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amore

Amore

Che varrebbe esserci
se non per la speranza
di trovare amore qui o altrove
presso di te che bramo o
da un'altra che m'ami
fermare questa deriva
che riempie i giorni e le notti
e fuggir albe di abbandoni nuovi?
tu - a_morte - sei la speme
tu unico degno d'esser atteso
che non c'è senso a vivere
per avere o essere
ma soltanto il dare e ricevere
il sublime niente
che è desiderio e fiamma.

"La pioggia e la luna"

 

Il fiume era un letto in piena
e Genova,
un mare in tormenta.
La croce segnava il cielo
decidendo
la costellazione da seguire,
i pesci
superavano tranellimpervi
e correnti improvvise spingevano già
la barca alla deriva. Leggi tutto »

"La sera del campo e della stella"

Gocce,
sulla distesa dell'oceano
formavano zampilli.
L'acqua spingeva il diadema
tra le grandi alghe.
La luna,
bianca opalescenza nella notte,
illuminava i diamanti sgorgati
dal sacchetto di cuoio.

Le mani del garzone
tremavano inquiete.
Tu sorridevi divertita
tra quegli strani lisci
capelli neroblù.
Il tuo viso rifletteva
al riverbero di quella luce azzurrognola.
Ricordo appena fuggito: il sole.
Mezzaluna rosseggiante
nell'aria scura
del buio in arrivo.

Tu quasi bisbigliavi.
Faticavo ad ascoltarti
ma alcune cose capii.
Dicevi: "Se vai e lo spingi,
che lo stringi il diamante
il più bello ovviamente,
se lo segui, vedrai …Credimi”.
Sorrisi e le dissi: "Che bella che sei".
E lì m'accorsi che più bella
non t'avevo vista mai.

Ovvio quindi,
seguii la fiamma,
e lo scintillio scoppiettante
e il vento sferzante
abbracciai.
San Giacomo guardò
ed io già sperso m'ero
nell'iride dei suoi occhi
e nell'abbraccio che fu.

Ricordai i tempi andati…
Piansi, mi disperai poi esplosi
In una risata infinita.
Lei di sottecchi apriva il cuore
…E che abbraccio che fu!
Il destino stendeva
i suoi tuoni radi
e giocava coi lampi.

Se lo volevi sbarravi gl'occhi.
Se lo volevi sporgevi la testa.
E la vita.
La bella vita, era li.
Giocando già
distillando audace
senza pietà alcuna
le sue lacrime miste
alla misericordiosa gioia. Leggi tutto »

"D'amore e d'ombra"

Sulla torre di guardia
la vedetta osserva.
Amleto vede lo spettro del padre.
Mosè
la terra promessa.
Ed io, dispiace dirlo
la mia ombra invecchiare.

Accadde una sera di fine estate
dopo giorni di sole
con nel mezzo
trambusti di temporale 
che proprio in quella sera d'ultimo sole
percorrendo come sempre
la salita verso casa
improvvisamente
(quasi dal nulla)
vidi gli anni volare.

Capitò che girassi
(quasi per caso sollecitato come
da una presenza sgradita)
fulmineo il capo
(distratto da lieve disarmonia)
e con la coda dell'occhio
la sorprendessi
(impreparata e distratta)
là dove stava, come al solito
appesa ai miei tacchi.

Dal dondolio del suo intercedere
riconobbi
il tempo passato
e come in un lampo estivo
(io che pensavo, la mia vita, mai
sarebbe, giunta al tramonto)
intuendo l'impercettibile suo ritardo
ad un mio gesto voluto,
dovetti accettare
che tutto ciò ch'era stato
difficilmente avrebbe avuto,
ulteriore seguito.

Quasi si scusò lei 
al fermarsi lì dell'ultimo autobus.
Quasi di profilo ugualmente sorrise
(che mai doma faceva l'occhiolino)
così distante da quando
il sole del mattino l'allungava
appesa alle punte
o il mezzogiorno
ritta la vedevi appena nascosta
sotto al peso del mio corpo.
Mi rassegnai.

Guardai il terreno intorno
e amaramente pensai,
ci son volte che tutti
desiderano ciò che hai
e volte che
quel che hai
non puoi darlo via...
 

"Invincibili noi"

Ti ritrovo così
amica dolce che torni
stasera dalla memoria
e dalla memoria il tempo che vola
ne attraversa i vicoli
e il bus
che passa davanti al portone
...e noi due. Ricordi noi due?
Ci sentivamo invincibili.
Li ad incominciare
che non si sapeva che il tempo si fugge
che i manifesti ai muri arrotolati a colla
di rossa bandiera oggi vengon derisi.

Sogni scalfiti i nostri, passati oggi e traditi
sfuggiti per una strada che scalciò.
Ma sorrideva la vita allora
che si sognava far i grandi o gli artisti.
Piccapietra e noi, le due porte
(che chi ricorda sa) e un banco d'amici
un po' scapestrati ma sani.
Eppure siam qui, seppure distanti rimasti così
tra lacrime appese da un cielo che vola lontano.

Da quei vicoli noi, da un lago svizzero tu
ed io quaggiù.
Sempre distanti io e te
due vite parallele disgiunte
e ineguali le nostre
a rallegrarmi il sogno di adesso
tra il rosso del sole di Nervi che piano sorgeva.

Ma cambiava il destino rispetto al sognato
e Genova, l'adolescenza
mutavano in buona vecchiezza
che il cuore infinito non volò soave
(almeno per me) e c'obbligò al destino.

Eppur son qui stasera... ancora con te.
E quel trentatrè che passa e ripassa
tra un bacio cento volte reso
che apre indulgente ancora... le porte
e riparte.

Vestita all'araba resti per me
bella di sole raccolta
a sognare noi due un mondo diverso
che rimase ciò ch'era, virando persino all'opposto...
Tu che sognavi sfuggente io che sfuggivo vagante
e oggi in un leggero sorriso
di chi ormai adulto che sono
guardo i ragazzi abbracciarsi per strada Leggi tutto »

Implumi spezie

Implume il cielo bambino
nasconde nuovi lampi e mondi
domani è la scheggia impazzita di ora
domani è la nube accecante

fremono i nidi e le tane
ruggiti squittii
la caccia è aperta
la preda è il predatore
il giocatore sarà giocato

un'enorme risata deborda
gli argini del mondo
Eros tracima dall'uovo covato dal serpente
la falce fende la nebbia
chicchi di spiga cadono nel cesto
fragrante è la visione nella mia bocca
come miele è la tua lingua di maga di spezie
come sistro e sonaglio il suono della tua pelle.
 

Dune d'Acciaio, sulla Via del Giaguaro Blu

(Excalibur Blu, immagine di Axel)

Dalle spalle corrotte
d'antica lingua
discende il velo sottile,
diafana pelle al vero,
dorati segni invocati
dissetano l'anima,
distruggendo il limbo
dopo l'inferno deserto,
davanti alla porta del cielo.
 
Dimentico gli inganni,
demoni di false promesse
dalle rosse chiome,
di ghiaccio il cuore
dentro il petto d'ametista.
 
Di movenza felina
danza i miei sogni,
delusione cocente.

Confidenzialmente...

Traspiri come goccia su di un vetro…
Traspari come pioggia in un pineto…
Nei miei versi scorgesti l’infinito…
Ti gettasti insieme a me sulla metro…

Ti scorsi in un corso di storia…
Si parlava di guerre e battaglie…
Tu non udivi e giocavi a biglie…
E facevi il vuoto con la memoria…

Per te il tempo si curva ad ogni angolo…
E lo spazio s’accorcia lentamente…
Poi fra me e te l’eterno solo…
 
E l’ombra di un’ombra che sovente…
Sovrasta i canali e in cima al polo…
Svanisce poi confidenzialmente…

Thinking, and dreaming

Bianche ali rasentano lievi festoni d'autunno
lunghe ombre s'inchinano al sole ramingo e lontano
nelle botti il vino ricorda calore e passione
ribollendo d'indomita brama di calici e gole
 
Aspettare è un malessere lieve
è una scusa polposa per chi vive di sogni
una fetta di torta prima di addormentarsi
per quietare i fantasmi e domare le ore
 
L'appetito dei sensi cerca nuovi sapori
in quei fianchi che nuovi non sono
ripercorro i sentieri della pelle tua
come lieto viandante alle fiere di maggio
 
Ti riscopro dispersa e indolente falena
nelle tiepide ombre d'assetato meriggio
i tuo piedi disegnano il sussurro del mare
mentre fonde il respiro nel crogiolo dei sogni
 
C'è più tempo per gustare l'assenza
per dipingere il vuoto con affreschi di viaggi
condividere attimi puri come cristallo
risonante di forza solinga e tagliente realtà
 
Potrai dire senz'altro che un albero nudo è un pò morto
ma in reltà sai che nessuna veste s'adatta all'amore
e quei graffi nel cielo non son cicatrici di rabbia
ma canzoni sciamane che il vento
 
ti riporterà.

Chiudo gli occhi

Chiudo gli occhi
e mi cullo col tuo nome,
una dolce melodia,
un rifugio d'amore.
Nei miei giorni bui
disseti la mia anima.
Nei miei giorni di sole
vorrei illuminarmi di te.
Vorrei prenderti le mani,
parlarti senza parole
e darti solo gioia.
Chiudo gli occhi
e nel silenzio ti aspetto
mentre il sole sorge.

Franco

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