amore | Tags | Rosso Venexiano -Sito e blog per scrivere e pubblicare online poesie, racconti / condividere foto e grafica Rosso Venexiano -Sito e blog per scrivere e pubblicare online poesie, racconti / condividere foto e grafica

Login/Registrati

Sostieni l'associazione

iscrizioni
 
 

amore

Dune d'Acciaio, sulla Via del Giaguaro Blu

(Excalibur Blu, immagine di Axel)

Dalle spalle corrotte
d'antica lingua
discende il velo sottile,
diafana pelle al vero,
dorati segni invocati
dissetano l'anima,
distruggendo il limbo
dopo l'inferno deserto,
davanti alla porta del cielo.
 
Dimentico gli inganni,
demoni di false promesse
dalle rosse chiome,
di ghiaccio il cuore
dentro il petto d'ametista.
 
Di movenza felina
danza i miei sogni,
delusione cocente.

Confidenzialmente...

Traspiri come goccia su di un vetro…
Traspari come pioggia in un pineto…
Nei miei versi scorgesti l’infinito…
Ti gettasti insieme a me sulla metro…

Ti scorsi in un corso di storia…
Si parlava di guerre e battaglie…
Tu non udivi e giocavi a biglie…
E facevi il vuoto con la memoria…

Per te il tempo si curva ad ogni angolo…
E lo spazio s’accorcia lentamente…
Poi fra me e te l’eterno solo…
 
E l’ombra di un’ombra che sovente…
Sovrasta i canali e in cima al polo…
Svanisce poi confidenzialmente…

Thinking, and dreaming

Bianche ali rasentano lievi festoni d'autunno
lunghe ombre s'inchinano al sole ramingo e lontano
nelle botti il vino ricorda calore e passione
ribollendo d'indomita brama di calici e gole
 
Aspettare è un malessere lieve
è una scusa polposa per chi vive di sogni
una fetta di torta prima di addormentarsi
per quietare i fantasmi e domare le ore
 
L'appetito dei sensi cerca nuovi sapori
in quei fianchi che nuovi non sono
ripercorro i sentieri della pelle tua
come lieto viandante alle fiere di maggio
 
Ti riscopro dispersa e indolente falena
nelle tiepide ombre d'assetato meriggio
i tuo piedi disegnano il sussurro del mare
mentre fonde il respiro nel crogiolo dei sogni
 
C'è più tempo per gustare l'assenza
per dipingere il vuoto con affreschi di viaggi
condividere attimi puri come cristallo
risonante di forza solinga e tagliente realtà
 
Potrai dire senz'altro che un albero nudo è un pò morto
ma in reltà sai che nessuna veste s'adatta all'amore
e quei graffi nel cielo non son cicatrici di rabbia
ma canzoni sciamane che il vento
 
ti riporterà.

Chiudo gli occhi

Chiudo gli occhi
e mi cullo col tuo nome,
una dolce melodia,
un rifugio d'amore.
Nei miei giorni bui
disseti la mia anima.
Nei miei giorni di sole
vorrei illuminarmi di te.
Vorrei prenderti le mani,
parlarti senza parole
e darti solo gioia.
Chiudo gli occhi
e nel silenzio ti aspetto
mentre il sole sorge.

Franco

Prigioniero del bosco

La tua canzone sommessa
è stata come un lenocinio di sirena
mi ha rapito al tramonto
conducendomi qui con lieti passi

 

ed alchimie di sorrisi
Una corona d’antiche ginestre
sprigiona fragranze magiche
ti abbandoni alla musica

  Leggi tutto »

" ... ai Suoi ordini ..."

 Comincia questa “attività” ma il pensiero non resta … va oltre … nessuno parla ma pesano gli sguardi degli uomini nell’ascoltare le mie valutazioni senza senso accompagnate da direttive errate … come un malato che dopo anni ritorna dal coma mi ritrovo spaesato a chiedermi perché … perchè proprio oggi … perchè proprio tu … con i miei sogni occulto la quotidianità ben  consapevole che la realtà non andrà  via, che rimarrà in agguato pronta a mostrarsi prima o poi in tutta la sua crudeltà ... Leggi tutto »

Genova addio

Come sei bella stamani Genova,
qui a Santa Chiara.
Cielo chiaro e terso
e mare infinito davanti a me
che mi stringe il cuore e che abbasso gli occhi
per non consumarti
per gli occhi di altri dopo me
ad ammirarti.
 
Sono con te 
carezzata dall’onde
son venuto stamani qui
a salutarti.
Si vado via, amore mio
e di così, più bella, non potevo trovarti mai.
 
Lascio molto.
Tristi pensieri a volte
uno tra i pochi che torna costante,
nodo nella mia triste gola: mio padre.
Quell’ultimo suo viaggio sopra l’ambulanza bianca
da qui all’eternità
che mi chiedeva di aiutarlo a sollevarsi…
“che voglio vedere il mare”.
 
Oppure felici:
gli occhi di Nadia che avevamo vent’anni
oppure Isabel
che ne avevo quaranta, ormai;
come passa il tempo…
Ti lascio stamani fin dove porta questa vita mia
che mai si ferma.
Tu sarai sempre qui… Vero?
Si... Tu ci sarai.
 
Lasciami adesso il tuo suono a memoria
che io porti con me, sempre e ovunque
risacca di mare, carezza del cuore.
Lasciati scrivere ora
così come faccio
quest’istante che resta.
Che possa toccarti ora
come volto il cieco tocca.
Che possa restarmi impresso il tuo viso al tatto
tra le dita delle mani mie.
 
Che tu sempre
sia uguale al mio ritorno
o che almeno,
sempre “tu sia”.

A che vita giochiamo?

 

E adesso a che vita giochiamo?
Lascia i dadi e le pedine
Ti basta soltanto dirmi:”Ti amo!”
Non usiamo anelli né fedine
 
 
Ma solo il cuore come richiamo,
Lasciamo agli altri le moine…
E allora a che vita giochiamo?
Parliamo in versi, in strofe, in rime,
 
 
E poi bruciamo insieme al fuoco.
Noi due, tizzoni d’un amore ardente,
Semplici ipotesi d’un disegno infinito.
 
Di baci e carezze la tua pelle carente
Inebriandosi si farà giuoco
D’un sentimento giammai finito.
 

Yule

Sonno di terre candide t'accoglie
notte infinita rabbrividente in gelo
vapori diacci di sospesa vita
seguono il nostro passo soffocato

 

Taglia il respiro il freddo che rinnova
tutto sa di pulito, immacolato
lucente il cielo spande a piene mani
pulviscoli d'argento sfavillante

  Leggi tutto »

calzini

 

Se fossi capace
scriverei musica,
ma io non so far altro
che vergare note al fianco
e accordi frettolosi ai tendini
allo scatto del nervo
in sincrono con le bugie del tempo.
 
Quest'anno, regalami calzini
chè, ad amare in falsetto,
si ha freddo ai piedi.

 

 

 

 

Cerca nel sito

Cerca per...

Sono con noi

Ci sono attualmente 3 utenti e 1699 visitatori collegati.

Utenti on-line

  • Nievdinessuno
  • Bowil
  • live4free