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cose così

di miao in miao verso l’eterno vortice di un tempo cane

 

pops and paps, 1953 - ursula schultze-bluhm

boh

... Ho sogni da gatto. Salto sul palcoscenico notturno, rischiarato soltanto dalla rotondità quasi perfetta della luna e mi sbizzarrisco con una serie di propositi che consegno alla sacralità della notte. La verità è che l’anima rock mi spinge alla performance artistica, dove donarmi alla sola folgorante impresa di strafare nei pezzi della mia unica e sacrilega follia.  E pensieri da gatto. Soffiosi e graffiosi, pieni della presunzione felina d’essere al centro d’ogni sequenza e disastro. Sanguinolenti segni di un colpire veloce, di lingua risposa, d’unghia frenetica. Individuando tutte le vittime predestinate e tante altre ancora. E pelo di gatto, che diventa irto ai nemici e facile alle buone mani delle carezze che pretendo. Morbidezza da rotocalco, fantasia da grande sognatore. E come gatto muovo le coscienziose verità a mio uso e consumo, proponendo tutta le giusta pietà e tutte le più ingiuste falsità. Ma sono nato per muovermi nella notte delle bugie, dove tutto diventa ambiguo, tutto ha sembianze e niente è veramente quel che sembra. Perciò mi affido a tutti i sensi oltre ai cinque consueti, che è risaputo un gatto ha tutto oltre.

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Alla fiera

Alla fiera comprai
noccioline croccanti
da sgranocchiare in fretta
all'angolo di strada.
Alla fiera, per una manciata
di spiccioli ho venduto
illusioni e sogni.
Odio le fiere.

Sono solo una stupida

Voce che riga il sogno di reale
mi ha ridato il respiro l ' altra sera
e la mia risposta colma dei vuoti
me lo ha risoffiato via...
perchè non faccio altro che
accostare il mio dolore
all' anima  rendendola pesante
perchè comincio a pensare che
l' amore non fa per me...
che i miei sogni son fin troppi
e troppo lontani
perchè il cielo e le stelle
possano raggiungerli
Giunta a preghiere
tento di ravvivare la fiamma
il desiderio e il coraggio
per lottare,
ma un soffio crudele
la spegne e
faccio sempre più fatica
a sentire il calore
A volte vorrei dormire
e spegnermi per un pò
per non pensare e stare qui
ad ansimare ...
perchè sono un' illusa
che difende il suo sogno
e se ne frega del conformismo
vado avanti a braccetto
delle mie sensazioni
nella speranza che non mi tradiscano
Vorrei che tuttò ciò,
quello che provo per te
quel chiarore di speranza
che mi dà leggerezza
per raggiungerti
e accarezzarti col pensiero...
non mi abbandoni
Vorrei sapere se 
camminare sull' acqua
verso gli orizzonti speziati
o se rubare al cielo
l' Immensità
sia possibile
con Te...
che già da lontano...
mi rendi Incredibile!

Dalla poscette

  Lei elegante
  in quelle trasparenze nere
  che le spalle e il petto
  non coprono ma esaltano
  e la gonna scende a scrivere
  appena docilmente le forme
  che la lingerie segna giusto
  quanto deve.
  le braccia tornite
  uno allacciato a lui di maniera
  l'altro lungo il fianco sfiora la coscia
  con la mano che stringe la poscette
  da dove mi inebrio a quel contatto.
  su gambe snelle di seta calzate
  il tacco alto delle scarpe slancia
  l'insieme e s'avvia lenta distinta
  verso la platea portandomi
  almeno un poco nella mente
  accarezzata dal mio desio
  che poggerà presto in grembo.

Non so

Mi provo a scrivere in automatico
musico di parole su invisibile rigo
a disegnare immagini nel sogno.

Ad occhi spalancati nel barbaglio
ricerco il fiore ch'è negato al mondo
ch'è oramai piatto nel cervello.

Presi da febbre di consumo tristo
avendo per misura oro e sesso
rari vi amano il vero, il giusto e il bello.

Ma non dispero che domani il verso
riporti alla sua essenza buona l'uomo
se a sè avere non vorrà nome diverso.

L’amore e un’altra storia.

 
 
     Quando mi capitò di parlare per la prima volta dei miei amori, ero ad un angolo di strada su un marciapiede di bar e non desideravo altro che parlare dei miei amori, che allora non erano ancora al primo bacio e non se ne erano andati con il primo treno che restituisce i sogni agli addi. E mentre alcuni raccontavano dei vestiti di carne e dei semi infiniti del melograno dei loro amori col megafono del pianto ed altri col coraggio dell’espiazione e il peggiore persino sghignazzava, io dovevo tacere e sperare che qualcuno m’innammorasse per poterne parlare. Ma non c’erano occhi vicini o lontani a cui affidare uno sguardo che mi avesse a bersaglio.
     In mancanza di storie e mappe d’incontri, dovetti inventarne a tal punto da portarmi dietro persino le carezze più audaci che mi facevo mano a mano che il racconto cresceva dentro me.
 
     Oggi io potrei descriverne le misure alterne: di quelli che t’involano per poco più di un sesso, o gli altri a lungo terminati e mai completamente smessi (perché l’amore è subito o più lento, ma ha sempre un’agonia di luce che da lontano ancora ti rischiara). Giulia Annamaria Marisa Aurora e di chissà quante altre ancora che nemmeno ho colto e resistono al recupero della memoria storna, perchè la marea del racconto è sirena e porta via chi ne ascolta la risacca.
 

A Nessuno.

domina il bianco la mia pagina
oggi in questa lontana solitudine
e la presenza che non viene
quando senti necessità di bere
segna aspra l'arsura dell'anima.
 
ma vola lontano pensiero ruba
quel sembiante che s'ascende
dalle mie brame assidue forse
spinose ancorché lo son le rose.
 
ridammi oh! sogno il suo fiato
e all'orecchio porta la sua voce
le parole a carezzar la mente
una briccica di spoglia glabra
alle mie dita tremanti.

la festa di San Rocco

Ho drappi di ciglia
a strapiombo
sul bordo della sottana
e occhi[i tuoi]
azzurre uova Fabergé
preziosamente cotti
dal mio pavoneggiare
 
Chè il culo di una donna
quando fa la ruota
può oscurare il sole
e imbambolarti come da bambino
davanti ai fuochi per la festa di San Rocco

Il Testamento di Adamo

E il Signore, vedendo Adamo solo e triste, ne ebbe pietà ed a lui così si rivolse: "Adamo, che ne dici se ti procuro un po' di compagnia?" E Adamo: "Non so, dipende da quanto mi costola..."
Due giorni e due notti durò il dubbio di Adamo e poichè doveva regolarsi potendo usufruire solo dell'alternarsi del sole alla luna, ben presto gli fu chiaro che persino darsi un appuntamento col Padreterno risultava difficile!
Si erano detti: "Risentiamoci tra due lune..." , ma rimaneva incerto se questo significasse "al terzo sole" oppure "a cena a casa mia".Decise che forse era meglio la prima ipotesi: d'altro canto, con tutta la fatica fatta dal Signore per creare l'universo, era probabile che avesse un po' troppa fame per uno senza stipendio, nè sussidio per la disoccupazione. "Anche questo è un argomento che dovrei chiarire prima o poi" pensò Adamo.

Se passando il fiume rotolano ciocche

 
 
Sarà che invasi alterni fanno rimbalzi
oltre passate spume
ed ogni guado è una ferita aperta di trapasso
in questa forra occorsa che non mi ride
ambisco ponti
a spalle in sponda
dove la luce affresca campate d’ombra
sulla composta acqua che le scorre.
 
Ho sangue incerto oggi
in ogni ciottolo
e forse elevo dighe nella gola
scontando una diversa foce.

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