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introspettiva

Quattro braccia di mare

Attesa dietro la porta
la vita
è nell’altra stanza.
 
            dove ho messo
            le chiavi?
 
-conosco queste mura-

Tepore

Un fuoco,
un camino,
persiane che si chiudono,
tepore di lenzuola.
Tra le fessure dell’anima
si insinua la notte.
Sottile,
infida,

Luminosa stella

Resta aggrappata
al cuore
l’esile figura
dell’ anima tua
 
luminosa stella
del buio cosmico
che s’è persa
nell’infinito
 
mi parla ancora

Dalle ore 24 alle 0:6 del 25 Aprile

Luce del mattino s’impone,
ho! ... , guarda,
sorge un’altra alba.
Connessione confusa
tra strategie di geometriche attese
di quinte aristocratiche vuote
stanche di pseudo ambiguo intellettuale narcisismo
lattescente visione di volti e corpi neutrali

opposizione

Perché ti risvegli dal lato opposto della vita
nell’incognito pensiero che nulla prova
che tu sia vivo nell’oscuro giorno del mortale respiro
qual è l’ingresso che non appare alla cecità del sapere
dove il tempo batte la sua angoscia immortale
e si dispera che il morire del presente non esista

Dei miei giorni, dei muri e di strade strette

 
dei  miei giorni
[appuntati di schiena ai vetri]
ascolti l'immobile misura

Mamma

Cerco nella mia mente confusa

Un ricordo tra i tanti che allontano dal cuore

Il profumo dell’orzo maturo ed il rosso dei papaveri

In un giorno felice lontano nel tempo

Il grigio dei tuoi occhi che mi scrutano l’anima

Il tocco della tua mano sulla fronte sudata

E c'era sempre poco, anzi meno

è tarda l'ora, questa
per toccarci d'amore, i fianchi
o soltanto la corda più bassa, di voce
 
ah! se ti ho aspettato
dentro le rivoluzioni
di quante ellissi coincise
 
e c'era sempre poco, anzi meno

Rudra

A quale Tu arrivare? Le vie del cuore a volte sono difficili.
Il mio cuore è freddo e malato.
La mia anima di un blu cobalto con strie di nero
 
Hanno paura della noia, gli Altri.
Noia affogando nella mia gelatina narcotica,
vita catatonica, priva di emozioni.

Amo - Voce del verbo imperfetto

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