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Da (d)Io a Dio - i vincitori

Da (d)Io a Dio
 

Ti ho mai detto che ti cerco © sellyselly

 
" ti ho mai detto che ti cerco
appeso ai rami dei viali come sacchetto svolazzante?
fra gli sguardi della gente al bar delle nove
dentro le vetrine a fare cucù con gli specchi
Nel muso del mio cane quando chiede senza fiatare
nelle vene all'inguine
tra i cuscini del divano
sopra un bus
sotto le scarpe A volte mi sembra di vederti
Quando parcheggio l'auto e chiudo a chiave
fra un passaggio del treno e l'aria che si tira dietro
dentro quella buca nell'asfalto che quando piove riflette il cielo
Ma spesso mi chiedo perché ti cerco
Quando sei tu che mi hai scovata
dove la testa batte e risponde
tra un pezzo di azzurro che arrotola e piove
fra le gambe di un corpo e il suo respiro
o dove il culo siede senza sapere il posto
Perché vedi
quando resto con la guancia a mezzo
fra il cuscino e il sonno
vorrei vedere di te
Di cosa pensi degli angeli e dei diavoli
delle pizze mangiate a morsi la sera
delle massaie che scopano i sogni
e i sogni che se ne fottono delle massaie
e di tutte quelle volte che non dico
e ti bestemmio sottovoce
E di come vedi i fiori e le foglie
le acque che scendono da te a me
e le scie e le nebulose che mi oscurano gli attimi
e mi fanno godere del nulla che è sopra i capelli
Ti ho mai detto che non so dove sei
ma so che ci sei?
Perché a volte basta il pensarti
bello
con la barba di cotone attaccata sui fogli a Natale
con la tunica bianca a scrivere di Santi e Patroni
con la penna all'orecchio come il mio salumiere
E sentirti accanto,
in un fiato
in una mano
in un kilo di pesce che tieni di scorta
E in un odore
Che resta negli occhi
mentre guardi e non vedi"
 
 

Vorrei © voceperduta

 
(Qui s'incespica nel maremoto.
Nell'alluvione-allusione di Noè,
dei prescelti con o senza dote.
Nelle ire di Maometto se sgarri
il ramadan.)
Vorrei che Dio avesse scritto
parte dello Zohar, perchè da ragazzo
rinvenni una copia fra i sedili
allagati di un vagone gelido;
lessi per la prima volta
di uno splendore che ammanta
ogni cuore, non importa il credo,
né quanto è santa la religione.
Vorrei anche che Dio avesse
suggerito ad Hesse le parole per
Siddharta; fu il libro che mi cambiò
la vita.
Chissà se avrà influenzato Gabry
quando si trattò di scoprire se
l'amore segue o no l'andatura
delle fiabe;
chissà se fu Lui a convincerla di
dirottare altrove la mia strada.
Vorrei anche che un dio, minuscolo
e minore, apparisse sottoforma di
un ometto da sgabuzzino, e
spiegasse ai bambini il significato
del dolore e delle lacrime,
perché volersi bene è un valore così
importante,e di non tremare dinanzi
le passioni,di provare ogni tanto a
schioccare le dita, perché, fra i
piccoli gesti, trovino il senso della
vera preghiera.
(Qui emerge l'arcobaleno.
Buddha fa un pic-nic coi suoi discepoli.
Gesù invita gnostici e non, a giocare
a Scarabeo.)
 

Un nome © luccardin

 
Dammi un nome Signore
perché non mi perda nelle tenebre
che mi separano dal cielo
Nei campi di grano del mio cuore
lasciami addormentare
Che il mio cercare sia
nella mano tesa che mi aspetta
Nel tuo canto lasciami entrare
chiamami per nome.
 
 
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Progettazione grafica e web editing: Anna De Vivo

 

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