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Concorso in 20 gg:dal libro "I terribili segreti di Maxwell Sim" di Jonathan Coe

I terribili segreti di Maxwell Sim" di Jonathan Coe
 
 

Di spazi che sono persone © Max

 
Di spazi che sono persone
cerco i confini,
parlano di sé nelle dimensioni
e nelle proporzioni.
Contemplo d’istinto
i momenti della giornata,
le posture del mio corpo,
un’ombra che solfeggia
al limite di altri corpi.
Guardo la trasparenza
di quello che accade
e scorgo oltre il quadro
di un universo di visi.
Mi guardano inerti,
un confronto tra corpi
mirando la superficie
di immagini
ove distendere le membra
col manubrio della bici in mano,
a riempire lo spazio.
È lo sfondo neutro
della tua bellezza,
è la fatica trascorsa
a pedinare le tue orme,
a catturare aria e fuoco
nella scultura del tuo corpo.
La rete di senso indocile
subodora le nostre storie,
le esigenze più intime.
Genera un programma
di azione e di passione.
Che oggi chiameremmo,
in tempi sospetti di bramosia,
un abbordaggio di palazzi
sempre più distanti.
 

Mi sfiori ogni lunedì mattina © Sellyselly

 

Mi sfiori ogni lunedì mattina
con il tuo cappotto ecru
che custodisce l'intimo aroma del tabacco di una pipa.
Ti fermi col braccio ad un soffio dal mio
e appena resti immobile ti fiuto con gli occhi socchiusi.
Afferro ogni piccola particella che poi immagazzino
fino al lunedì dopo, quando la nuova settimana mi decolla addosso.
Ti sei mai accorto che qualcuno trema dove tu ti fermi?
Che porto una mano guantata di rosso a tappare la bocca ed il naso
per non far uscire nemmeno un granello del mio respiro gonfio del tuo?
Sai, sotto la pensilina del tram vedo i mattoni della nostra casa.
Quella che nasce e si scalda nelle mute orme dei piedi di città,
di auto appena in sosta e ruote di biciclette scassate poggiate ai muri
che servono ad arrivare alle stazioni.
Aspetti la tua corsa anche tu, come me.
Senza il fiato grosso dei ritardi,
qui dove i mezzi ci portano a destinazione,
penso se avremo mai la nostra casa.
Saremo per sempre zingari delle nostre attese?
Lunedì mi porterò una scusa fra le labbra, la lascerò cadere
dove la tua ombra abbraccia la mia
e ti entrerò dall'orecchio mentre salirai su quel tram.
La direzione non è mai persa se porta a noi.

Come se capitasse solo a me © ScintillaElis

 
Come se capitasse solo a me.
E’ un principio negativo di solitudine
lo stato mentale che guarda al peggio
senza sapere che ci potrebbe essere di meglio.
 

Sono giorni che cammino
sono giorni che non dormo.

 

Ti aspettavo

 

e non sei venuto.

 

Ho voglia di dolcezza
di qualcuno che mi tocchi
di un gatto
ho voglia di parlare con la mia ombra
coi suoi occhi paurosi e la voce
feroce.
Dei segni che mi lasci, vorrei vestirmi

 

usarli come sciarpa e contro il raffreddore d’inverno
e vorrei che mi tenessi ferma, insieme alla stanza
quando di notte tirano i nervi e tremo.

 

Abbracciami.

 

A trattenermi mi distacco.
Mi distacco dalla muffa
dei vecchi diari
dal corpo esposto
percosso
da castigare
punire
tutti i desideri con una frusta
calda di colpi che ringhiano fame
e poi
lo sguardo, il lampo che infuria
dolcezza

 

mira
e spara impotenza.

 

Lasciami fuggire

 

coi pensieri leggeri della domenica mattina.

 

Lasciami scivolare

 

e sparire, nelle tasche

 

dove riscaldi le mani.

 
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Brani scelti dalla redazione
 
Progettazione grafica e web editing: Anna De Vivo
 
 

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a cura di Ezio Falcomer

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