Frammenti di Rossovenexiano | Rosso Venexiano -Sito e blog per scrivere e pubblicare online poesie, racconti / condividere foto e grafica

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Nelle mani dei bambini

bambini
 
 

Libertà! © 'O Malament

 
Libertà!
Da cosa, da chi?
Da se stessi forse?
No, tutto uguale, tutti uguali.
Cresceranno come i loro padri, le loro madri
i loro nonni, paurosi nel passato.
Nessuno di essi vorrà conoscere la solitudine
rifuggerà dal pericolo.Nessuno
sorreggerà sulle proprie spalle
il peso della Speranza, nessuno
di questi mostri in gestazione.
Se qualcuno provasse a farlo, già gli è stato detto,
troverebbe posto sulla croce.
 

Ti chiedevo di lasciarmi © Grizabella

 
Ti chiedevo di lasciarmi
solamente un po’ di sogni
quelli tutti colorati dei bambini
mi bastava di salvare
i lucenti occhi
della mia ingenuità
fiducioso sorridevo
indugiando sulla soglia della vita
dopo averla oltrepassata
vidi allor dentro al tuo cuore
nulla fu più come prima
imparai la verità
quella senza la finzione
di ipotetiche virtù
non potevo più tornare
alla fede mia di bimbo
perduta l’innocenza
ero ormai omologato
me ne andai a bere whisky
accendendo uno spinello.
 

Libertà, 2012 © Antonella Iurilli Duhamel

 
bambini

L'amore è sopra il mio © Luccardin

 

L'amore è sopra il mio
cielo un angelo che vola
con le mie ali e il mio cuore
nei sogni che ricoprono i respiri di
stelle
Ed è di te che cerco
nel buio di una speranza
la tua mano da stringere forte
per guadare senza paura
il fiume che impetuoso
attraversa la mia vita.

Erano giusti mille passi © Compensazione

 

Erano giusti mille passi, li contava ogni mattina, dalla porta di casa fino al suo banco, a scuola, posando piano ogni piede, con attenzione, perchè la fretta consumava le suole. Teneva lo sguardo basso, le mani sulle cinghie dello zaino che le batteva sulla schiena ad ogni passo segnando il tempo. Mille passi l'andata, mille passi il ritorno. Le piaceva la scuola, anche se i compagni un po' la lasciavano in disparte, ma alla mensa le allungavano il pane che non avevano consumato che portava a casa per la cena. Certo, mica lo aveva detto, a loro, che era per la sua cena : si era inventata un cane immaginario, desiderato e mai posseduto, per il quale preparava il pastone con quel pane regalato . Invece sua madre preparava una pappa di pane con il pomodoro che alternava con serate di pasta condita con un filo d'olio appena. Quella mattina pioveva, una pioggia insistente, fuori stagione, e un colpo di vento le aveva girato le stecche del vecchio ombrello; si era riparata alla fermata dell'autobus cercando di rimediare, quando arrivò l'autobus. Le porte si aprirono proprio davanti a lei, un attimo di esitazione, e poi salì, sistemandosi vicino alla porta d'uscita. Sentiva il cuore battere forte, i piedi gelati d'acqua dentro le scarpe di tela. -Mi sono messa a dieta, sai: voglio arrivare all'estate in piena forma. Ho eliminato il pane e la pasta .- La donna condiva il suo chiaccherare con il movimento delle mani, esibendo unghie lunghe e perfette che attirarono l'attenzione della sua interlocutrice - Ho trovato una bravissima manicure, guarda, solo 70 euro, se vuoi ti do' il suo numero di cellulare, è piena di lavoro, però. Lavora presso un beauty center dove fanno dei massaggi meravigliosi. Ci vado almeno ogni due settimane, ne ho proprio bisogno per rilassarmi.- - La bambina ascoltava , le era rimasta impressa la prima frase, quell'eliminare il pane e la pasta, si era guardata le mani, con le unghie rosicchiate durante le lunghe ore di scuola quando lo stomaco le brontolava così tanto che temeva lo sentissero i suoi compagni. Pensava a quante cose si potevano fare con 70 euro, poi allungò il dito a suonare per scendere...non era il suo posto, quello...meglio i mille passi...per allontanarsi dai pensieri...

Una bimba tra due nonne © Giuseppina Iannello

 

L'incontro con Agave

 

Dolce mamma, ti vidi a sei anni
ed ancor più piccina dai tre.
Non avevi la mamma a tuo fianco,
ma la nonna era sempre con Te.
Come un passero Tu, cinguettavi
per me
e coglievi le rose,
nella “Valle dei Re”.
“Dolce nonna, restiamo nei campi,
un momento, un istante perché...
ho da dirvi una cosa importante:
Quella stella che splende... Cos'è?”
- O dolce amor, ...
cadevi Tu,
Ma le mie braccia ti sostennero
al Suo cuor.
Pianse la nonna nel saper che /
volevi un bacio per non separarti più.
Passò una ronda, dame e cavalieri,
ti offriva ognuna, la felicità.
Ma Tu dormivi, come un fior di Luna,
e un bacio, ancora,
volli dare a Te.
Pianse la mamma,
nel saperti sola
ma la nonnina, la rassicurò.
 

 
 

 

 
Progettazione grafica e web editing: Anna De Vivo
 
 
 

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 ♦sommario♦

a cura di Ezio Falcomer

♦Compagnia di teatro sul web Accademia dei Sensi♦

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