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Lettera a Babbo Natale, all'anno nuovo, alla Befana

 
Caro anno nuovo,
oh caro si, non immagini quanto tu mi sia caro, adesso che ancora non sei arrivato. Mi sei caro come lo è un sogno e un desiderio, qualcosa che tieni protetto e riparato, che ancora non è stato esposto agli sguardi e alle intemperie del fato e del male. Sei vicino, ma ancora non hai varcato la soglia di questo mio tempo bagnato e ferito, stanco e disilluso. Sei vicino e hai l'odore dell'azzurro, di zagare e glicine, o forse soltanto di un'altra illusione. Vorrei chiederti...''ti prego, non farmi ancora male, non farlo ancora quello che mi fai da così tanto tempo...'' ma in fondo, poi lo so...che te lo chiedo a fare... arriverai, urlando spavaldo e tronfio, con la voce di troppe stelle false, che coleranno brucianti sulle mie cicatrici, a sporcare il mio silenzio... e tu...tu farai quello che per me è scritto già, forse su quegli scogli che biancheggiano, allagati di sole, laggiù dove il mare è un cristallo puro che s'appoggia ai miei occhi....Chissà chi lo ha scritto quello che ancora mi farai... Di certo, so solo che è scritto già. Ed io t'aspetto.
Stefania Stravato
 

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a cura di Ezio Falcomer

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