A. Iurilli Duhamel - Bestiario d'Amore | Rosso Venexiano -Sito e blog per scrivere e pubblicare online poesie, racconti / condividere foto e grafica

Login/Registrati

Sfoglia le Pagine

Sostieni il sito

iscrizioni
 
 

A. Iurilli Duhamel - Bestiario d'Amore


 

 
A.Iurilli Duhamel
-click on the image-


"Amica carissima, che non potete allontanarvi dalla mia memoria senza che rimanga perpetuamente visibile la traccia dell'amore che ho provato per voi, tanto che, per quanto io sappia dominarmi, non ne potrei guarire senza che vi appaia almeno la cicatrice della ferita, vorrei rimanere sempre nella vostra memoria, se ciò fosse possibile. Perciò vi mando queste due cose insieme.

Infatti vi mando in questo scritto sia immagini che parole, affinché, quando non sarò presente, questo scritto con le sue immagini e con le sue parole mi renda quasi presente alla vostra memoria.

E ora vi mostrerò in che modo questo scritto contenga immagini e parole. E' evidente che contiene parole, perché ogni scrittura ha la funzione di rappresentare la parola ed è fatta per essere letta.
E soprattutto questo scritto tratta una materia che richiede immagini.

Riguarda infatti la natura di bestie e di uccelli che si possono conoscere meglio per mezzo di immagini che di descrizioni. poiché questo scritto è il mio estremo bando e l'ultimo rinforzo che io possa inviare, è giusto che vi parli con maggiore energia che in tutti gli altri.

Io sono l'uomo che voi avete trovato, e veramente trovato. Giacché, come si ottiene senza fatica ciò che si trova, così io sono diventato vostro in modo tale che mi avete ottenuto per niente. E poi mi avete divorato e ucciso della morte d'amore. Ora vorrei, se fosse possibile, che ve ne pentiste e mi piangeste con gli occhi del vostro cuore.
Ma so bene che quando una donna si pente di aver lasciato andar via il suo amico leale, è molto facile che, se un altro le rivolge delle preghiere, essa gliele esaudisca con minore difficoltà.

Proprio come avviene nel caso del coccodrillo e di un altro serpente che si chiama idra. Si tratta di un serpente che ha molte teste e la sua natura è tale per cui se qualcuno gli taglia una delle sue teste gliene ricrescono due. Questo serpente odia di un odio naturale il coccodrillo, e quando vede che il coccodrillo ha mangiato un uomo e se ne pente tanto da non aver più voglia di mangiare un altro uomo, pensa in cuor suo che sia quello il momento in cui è più facile ingannarlo, perché non gli importa più di cosa mangia.

Allora l'idra si voltola nel fango facendo finta di essere morta; quando il coccodrillo la trova la divora e la inghiotte in un solo boccone. Ma, una volta che si trova nel suo ventre, quella gli fa a pezzi tutte le viscere e ne esce trionfante per la sua vittoria.

L'idra dalle molte teste simboleggia l'uomo che ha tante amiche quante sono le donne di cui fa conoscenza. Ma che vasto potere hanno e come è grande il cuore delle persone di tal fatta, che sono in grado di dividerlo in tante parti!

Nessuna donna può averlo tutto intero per sé, e se ciascuna potesse avere anche soltanto un pezzettino di un cuore di così alta condizione, ne sarebbe contentissima. Penso però che nessuna ne abbia neanche un briciolo; anzi un uomo così porge il suo cuore come colui che porta il bastone al gioco della "briche": lo offre a tutti e non lo lascia a nessuno.
In questa maniera porgono i loro cuori alle dame e alle damigelle gli uomini di tal fatta. Eppure, anche se in ogni posto ne lasciassero una parte, non penso proprio che potrebbero farne buon uso: come, di un uomo che si dedica a troppi compiti, si dice che non verrà  a capo di alcuno di essi.

Da uomini di tal fatta vorrei proprio che la mia signora si guardasse. Perché con lei non si comporteranno meglio di quanto non faccia la vipera con i suoi genitori. Infatti la sua natura è tale per cui non viene alla luce se non dopo aver ucciso suo padre e sua madre.
Un uomo simile non si tiene a voi, ma vi segue secondo la sua volontà  e non secondo la vostra, allo stesso modo in cui la serra segue la nave.

La serra è un animale marino straordinariamente grande; possiede ali e penne immense e terribili grazie alle quali si lancia attraverso il mare più rapidamente di una grande aquila che voli alla caccia di una gru, e le sue piume sono taglienti come un rasoio. Questa serra di cui vi parlo prova una tale ebbrezza per la sua velocità che, quando vede una nave correre rapidamente, fa a gara con la nave per mettere alla prova la sua velocità  e corre a lato della nave gareggiando con essa, con le ali tese, per una distanza di ben quaranta o addirittura cento leghe tutto d'un fiato. Ma quando le manca il fiato, si vergogna di essere battuta: non si arrende un poco alla volta facendo del suo meglio per raggiungere la nave, ma non appena è stata superata di un nulla dalla nave, ripiega le ali e si lascia sprofondare di colpo negli abissi marini.
Io dico che un uomo simile vi segue alla stessa maniera, finché gli dura il fiato.

Ma io vi amo di un perfetto amore e mi tengo a voi, tanto che se pure vi avessi perduta senza speranza, come vi ho perduta (ammesso che si possa perdere ciò che non si è mai posseduto), penso che non mi legherei ad altre donne: così come non cambia maschio la tortora, la quale ha una natura tale per cui quando ha perduto il suo maschio non ne avrà  più un altro.

Io vi assicuro di non seguirvi né per abitudine, né alla maniera dell'avvoltoio. Ma, con la sola forza delle parole, non posso in nessun modo farvi sapere a quale specie appartengo. Se però mi accettaste, vi mostrerei chiaramente con i fatti che vi seguo per mettermi al servizio della mia signora. Tuttavia, dato che nessun discorso può servirmi a qualcosa presso di voi, non vi chiedo niente altro, se non pietà ".

Cerca nel sito

Cerca per...

Sono con noi

Ci sono attualmente 0 utenti e 2597 visitatori collegati.