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Helmut Newton

 
 

 
Nato a Berlino nel 1920, figlio di genitori entrambi ebrei, cresciuto nella buona borghesia Berlinese degli anni '20-'30. Frequenta il Werner von Trotschke Gymnasium e la Scuola Americana a Berlino. Interessato alla fotografia fin da piccolo, lavora con il fotografo tedesco Else Simon, conosciuto come Yva. A seguito delle leggi razziali lascia la Germania nel 1938 imbarcandosi a Trieste sul piroscafo "Il Conte Rosso" rifugiandosi a Singapore e lavorando come fotografo per il Straits Times. Prende servizio nell'esercito australiano durante la Seconda Guerra Mondiale, dal 1940 al 1945
   
   
Nel 1948 sposa l'attrice australiana June Browne nota come fotografa con lo pseudonimo di Alice Springs. Dopo la guerra lavora come fotografo freelance producendo scatti di moda e lavorando con riviste come Playboy. Dalla fine degli anni cinquanta in poi si concentra sulla fotografia di moda.

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Si stabilisce a Parigi nel 1961 e intraprende una carriera come fotografo di moda professionista. I suoi scatti appaiono su varie riviste tra cui i magazine di moda Vogue, Harper's Bazaar, Elle e Marie Claire. Il suo particolare stile è caratterizzato dall'erotismo patinato, a volte con tratti sado-masochistici e feticistici. Un attacco di cuore nel 1970 rallenta la sua produzione ma aumenta la sua fama, in particolare con la serie "Big Nudes" del 1980 che segna la vetta del suo stile erotico-urbano, sostenuto con un'eccellente tecnica fotografica. Crea inoltre molti ritratti e altri studi fotografici.

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Nell'ottobre 2003 dona una collezione di foto alla fondazione Preußischer Kulturbesitz a Berlino. È attualmente esposta al Museo della Fotografia (Museum für Fotografie) vicino alla Bahnhof Zoologischer Garten, la stazione ferroviaria dello zoo di Berlino.

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In seguito vive a Monte Carlo e Los Angeles. Muore in un incidente stradale a Hollywood quando la sua macchina si schianta su un muro del famoso Chateau Marmont, l'hotel sul Sunset Boulevard che era stata per anni la sua residenza quando abitava nella California del Sud. Le sue spoglie sono state poste a Berlino nel cimitero ebraico di Friedenau, la tua tomba è collocata a qualche metro da quella di Marlene Dietrich.

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Sex and lanscapes.

Helmut Newton ha dedicato tutta una vita ad osservare, ricostruire e registrare immagini. Si è sempre vantato di essere «una pistola in affitto», un fotografo commerciale che ha raggiunto il grande pubblico dalle pagine delle riviste. Certamente si è guadagnato la fama lavorando per la moda, seducendo attraverso l’eleganza, le provocazioni sessuali, il glamour e la stravaganza dei suoi ritratti di creature belle, privilegiate, di talento o famigerate.

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Ma ci sono anche altri aspetti da considerare, assieme alle molteplici interpretazioni delle sue produzioni per il mondo della moda, della pubblicità, dell’erotismo e dei ritratti. Helmut fotografava sempre tutto ciò che l’affascinava - interni, scenari urbani, edifici, parchi, marine, paesaggi, ogni sorta di istanti, di dettagli e di vedute, spesso trasformati da una luce misteriosa. Prodotto accessorio e costante dei suoi viaggi, questi scatti erano spesso realizzati nei luoghi dove si spostava per lavoro, carpiti come trofei secondari prima, dopo o durante le sessioni fotografiche.

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Ce ne sono altri realizzati vicino alla sua residenza e molti dalle sue terrazze di Montecarlo. Sebbene lui fosse sempre disposto a mostrare e condividere tali immagini, queste costituivano un aspetto poco conosciuto della sua attività e languivano negli archivi fino a che, negli anni Ottanta, iniziò a presentarle di propria iniziativa sull’Helmut Newton’s Illustrated, una serie di pubblicazioni tipo rivista.

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Helmut, ridendo, spiegava che le sue fotografie di fiori non interessavano a nessuno, volendo forse ricordarci così la sua immensa curiosità visuale. Non era quindi interessato ad un solo tema, come si potrebbe pensare. Qualsiasi soggetto poteva assumere importanza per la sua lunga esplorazione fotografica. Attraverso la sua ossessione per lo scatto, ha ricostituito il mondo dalla sua singolare prospettiva. La fotografia era per lui un processo di ricerca infinito che abbracciava ogni aspetto, e non un modo per confermare e rivendicare la sua identità.

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Con la macchina fotografica ha potuto esplorare e definire la sua particolare attrazione per le donne, ma anche il proprio modo di sentire la gente, i luoghi, la storia e le situazioni. La fotografia gli ha dato la possibilità di analizzare le sue percezioni fisicamente - grazie alle testimonianze fissate sulla pellicola.

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E tutto questo, infine, costituisce una sorta di vasta autobiografia visuale all’interno della quale l’artista non fa distinzione fra le fotografie eseguite per un cliente o quelle scattate pér lui. E la sua vera forza sta nella capacità di rimanere fedele al suo punto di vista in ogni circostanza.

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Sex and Landscapes (Sesso e paesaggi) fu ideata nel 2001 come mostra di inaugurazione della nuova galleria di De Pury & Luxembourg, agenti di Helmut, a Zurigo. L’esposizione era già in programma ma ancora si doveva decidere sul tema. Gli agenti erano del parere che i collezionisti suoi ammiratori avrebbero continuato a comprare le immagini sofisticate e piene di erotismo a cui erano abituati. Durante la discussione Simon de Pury chiese: «Hai altre cose?» ed Helmut rispose:

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«I miei paesaggi, ma non li vuole vedere nessuno.» Dopo averne esaminato qualcuno de Pury ebbe il presentimento che si trattava di una rivelazione gradita ed emozionante. Dall’idea di esporre i paesaggi maturò poi quella di compensarli con una selezione delle immagini erotiche più impattanti di Helmut che fino ad allora erano state tenute nascoste, in attesa di un contesto adeguato. Con il passare del tempo, alla raccolta Sex and Landscapes sono state aggiunte altre trenta immagini che le danno la forza ed il carattere che la caratterizzano oggi.

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Helmut Newton ci rivela così un mondo fatto di marine cupe e minacciose, statue barocche, onde fragorose, lunghe strade in pieno deserto sotto cieli di piombo, un parco di Berlino al crepuscolo, palazzi enigmatici di città notturne, una veduta aerea del Reno, ombre di aeroplani, il tutto intrecciato a immagini di forte erotismo voyeuristico, sempre con un tocco di grande stile e di glamour.

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A Helmut piaceva molto parlare del suo lavoro, soprattutto degli aneddoti che comportava, ma non gradiva le spiegazioni e le analisi. Tutto ciò che aveva da dire - la sua visione del mondo - era già nelle fotografie che, giustamente affermava, parlavano da sole. E se alle sue immagini possiamo dare infinite interpretazioni è perché l’artista vi ha espresso in pieno le proprie complessità e contraddizioni.

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Se consideriamo le eccellenti fotografie per le riviste, a cui Helmut deve la sua fama, come le fondamenta della sua produzione, i paesaggi e le immagini affini possono essere descritte come il cemento che in qualche modo unisce il tutto e ne completa l’architettura. Se le fotografie rappresentano l’artista, queste produzioni meno popolari assumono un significato notevole, ci descrivono l’uomo con maggiori dettagli presentando un Helmut Newton a tutto tondo.

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- Fotografie:  Fonte web
- Testi: Wikipedia - Philippe Garner - http://www.photographers.it
- Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano - Rosso Foto
- Direttore di Rosso Foto:  Paolo Rafficoni
- Supervisione:  Manuela Verbasi
- Editing:    Mari de Cristofaro, Anna De Vivo
- Ricerca fonti e materiale: Mari de Cristofaro
 

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-dodici dicembre duemilaotto

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