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blog di MaLaLingua

è colpa della pioggia

Basta, ci dicemmo ,
che la bottiglia era scolata
ci sembrava, almeno,
così ce lo dicemmo per dovere,
non di certo per piacere
 
Ma il pianto del cielo
continua a caderci sui fianchi

e ci alza i gomiti fradici

Se non so più quanti anni avevo ieri,
ebbra del tuo odore
in un tempo lungo un sorso
è solo colpa della pioggia
 

 

indescrivibile

(Lucia Merli-Passeggiando nel cielo)

tra sogno e realtà
tra brividi e carezze
la mente si fa pelle
liquida la carne
 
enorme il peccato
indescrivibile il piacere
 
domani amami ancora

 

"In principio era il nulla"

Arrivò il fulmine e fiamme nella torre.
Il re e la regina si lanciarono non perchè lo volevano.
Semplicemente, non avevano scelta.
 
Ora, dopo il fuoco, la terra è più compatta.
C'è una strana limpidezza nell'aria.
 
Ora, lascia che, come la luna,
mi specchi nel lago brumoso dei tuoi occhi.
E rifletta.
 
Estremamente prezioso è questo tempo.
Il nulla vibra di ogni possibilità.

 

mi alimento di te

Il crepitare che senti
è il  fuoco che non mostro.
 
Le giunture  dolgono,
e ancor più dolente quel ceppo di cuore
che ti spacco ogni giorno sul ginocchio
afferrandolo a due mani.
 
Mi alimento di te
mentre t'infiammi e tutt'intorno
di miele e di timo si sparge il profumo

O

 

Ma certi amori li disegnò Giotto ?
Pensaci bene.
Dov'era l'inizio , dove sarà la fine ?
Si potrebbe impazzire
a girarci intorno.
 
A noi ci vengono cerchi alla testa
e non sono aureole.
 
Forse , nei gironi di ieri,
tu ti chiamavi Paolo
e io Francesca.

 

 

tirami

tirami
sulla parte sinistra del cuore
quando albeggia e senti freddo
al pensiero del giorno
 
il danno al buio
già corrompe la colla alle palpebre
 
la notte non è cieca
e non divide

certi sogni che nascono siamesi

croce e delizia

 

Piovvero carezze
disciolte tenerezze e meraviglie
in quell'inverno di zucchero bianco
 
Oggi mi manchi.
Fisicamente.
 
Potessero imprestarmi un angelo
ruberei te
eterna infernale delizia
Mi verrebbe facile.
Come farmi un segno di croce.

 

 

noci

 

Noci per tutti i gusti nel sacco ai margini
 
Sono gli  amori piccoli 
quelli chiassosi e verdi
 le teste fragili da schiacciare nel palmo
 due in un colpo e avanti il prossimo
 
Gli altri,
gli altri amori
quelli pochi, quelli veri,
hanno vene in rilievo  alle mani 
e tronchi insonni
e foglie rantolanti quando la tempesta arriva
ma stanno
e si sanno
Le radici sempre ritrovano l'acqua.

 

 

 

boh

Era nebbia a fermentare
tra filari di pensieri
Ora dico
annegati in me
chè il vino nuovo scalda
Ho calici già pronti
e piccole gioie a decantare
e mi farò braccia larghe
per accoglierti
quando ebbro mi ricadrai addosso
Per troppo ho avuto il gelo al cuore

nel poi

Ogni giorno il destino
affresca gli eventi
 
Eri il giullare matto
e io la neve [dicevi]
e si istoriavano poesie
antiche come il mondo
 
Ora non lo sai
e non lo so
cosa accadrà nel poi
 
C'è un giocoliere, nell'oltre,
 a cui nulla sfugge
che raffina le tinte
per completare il disegno

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