La vescova e la parroca | Lingua italiana | Fausto Raso | Rosso Venexiano -Sito e blog per scrivere e pubblicare online poesie, racconti / condividere foto e grafica

Login/Registrati

Commenti

Sostieni il sito

iscrizioni
 
 

Nuovi Autori

  • Gloria Fiorani
  • Antonio Spagnuolo
  • Gianluca Ceccato
  • Mariagrazia
  • Domenico Puleo

La vescova e la parroca

Se in futuro la Chiesa cattolica ammetterà nei suoi "ruoli" il così detto gentil sesso per i linguisti e i lessicografi si porrà il problema  della femminilizzazione delle varie funzioni, finora riservate agli uomini. Sicuramente il suffisso "-essa" la farà da padrone: prete/pretessa; presbitero/presbiteressa; parroco/parrochessa; vescovo/vescovessa ecc. Per chi scrive, invece, il problema non si presenterà (non si dovrebbe presentare) se si seguiranno le norme sulla formazione del femminile. I sostantivi maschili in "-o" nella forma femminile mutano la desinenza "-o" in "-a" (sarto/sarta; cuoco/cuoca); i sostantivi maschili in "-e" (attenzione non in "-iere", tipo consigliere) nel femminile restano invariati (cambia solo l'articolo): il preside/la preside. Seguendo questa legge grammaticale, avremo, correttamente: il prete/la prete; il parroco/la parroca; il presbitero/la presbitera; il vescovo/la vescova; il prevosto/la prevosta. E sempre secondo questa regola una donna nominata cardinale sarà una... cardinale. Parroca, vescova ecc. "suonano" male? Basta farci l'orecchio. Linguisti "d'assalto" siamo pronti...

Cerca nel sito

Cerca per...

Sono con noi

Ci sono attualmente 2 utenti e 5727 visitatori collegati.

Utenti on-line

  • Ardoval
  • Bowil