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Dove siamo arrivati 2

Il concetto di “patria”, di “amor-patrio”, è un falso. E non, o non solo, perché come veniva detto, è l’ultimo rifugio dei mascalzoni. La patria non è un vero valore, è un surrogato, un succedaneo del valore, chiamato in causa dal collasso necessario della metafisica. Al tracollo “illuminista” di quest’ultima il principio di valore, rimasto orfano della religione, si è incardinato su un transfert astratto, atto a preservarne le funzioni sociali (il “collante” giuridico e morale di un mondo divenuto borghese) dal vuoto pernicioso e caotico sortito dalla ferita civile e politica inferta da quell’”ictus” trascendentale.
Se i principi potevano vantare il Dio dalla loro, i sudditi potevano anche sacrificare le proprie vite “in nomine Domini”. Si trattava evidentemente di un altro inganno del potere, diverso da quelli cui siamo avvezzi, onde coinvolgere i sudditi in guerre di interesse. Tuttavia, l’obbligo che li legava era di natura universalistica e premi e punizioni erano incinti dell’aura della divinità. Ora, questo valore non poteva dirsi ”falso”. Nessuno poteva affermare o confutare, né può ancor oggi, assolutamente il principio metafisico- nessuno sa, o può dimostrare con piena certezza cosa siamo e perché; né tanto meno negare al mondo e all’uomo una teleologia. Era falso l’uso fatto dalla aristocrazia della religione, piegando ai propri scopi  la superstizione popolare. Ma il principio di valore attinente alla condizione dell’Essere era qualcosa di vero, e resta assolutamente inviolabile.
Non così l’amor-patrio”. Questo è una costruzione astratta e “posteriore”, per così dire, al principio di valore. Morire per la patria è un’idea recentissima nella storia del genere umano, ed è del tutto costruita, appunto, artificiale, priva dei “denti” del morso trascendentale, ossia di una cinghia di trasmissione radicale tra essere e  valore. Il dio è deposto e si è così trasformato in un effetto collaterale ed è escluso sine die da ogni tavolo di trattativa. Al suo posto venne collocata originariamente, la “patria”, che col passar del tempo, essendo sfornita di correlati trascendentali, finì per  perdere ogni connotazione valoriale, per mostrarsi infine nella sua autentica veste. l’interesse. Così, la nostra vita è stretta oggi nella morsa della “nazione” finanziaria, unico resto superstite di "patria" e "borghesia"…
 

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