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Noi, nati dopo il disastro universale della seconda guerra mondiale, avevamo assistito di persona al crollo del bluff tecnologico. Dopo il tramonto delle assurde promesse millenarie della religione, si era installata un’altrettanto assurda fede in una tecnologia “salvifica” che ci avrebbe dispensato dai problemi secolari della fame, della casa, il freddo. Poi vennero Auschwitz e Hiroshima e il mito “techné” si spense in un cupo crepuscolo di morte e di apocatastasi. Così, dopo lo shock “atomico” e le sue paure, protrattisi direi fino alla soluzione della crisi di Cuba, mi pare nel 1961, si aprì una grande stagione di utopie e di promesse che non si realizzarono mai. E tuttavia sembrò cambiare a quel tempo la faccia del mondo. Sembrava, solo sembrava, che fosse diventato inutile e persino anacronistico il confronto “fisico” tra le potenze, e che le soluzioni militari fossero oramai fuori corso, almeno nei Paesi che si ritenevano “civili”. Nessuno vinse la “rivoluzione” Beat, poi Hippy e contestataria, ma i fantasmi delle guerre totali e dei deliri millenaristici di dittatori visionari parvero ormai sognati soltanto nelle soffitte muffite di pochi nostalgici dalle zucche alienate.
Ma poi è iniziata un’altra storia… La techné si è presa la rivincita e ha allagato l’orizzonte con una straripante cascata di fantascienza. E il mondo dei nostri figli, di noi che venivamo dal devastante fallimento della scienza, si prostra ancora pieno di fervore e di credulità ai piedi di quest’altra scienza, figlia di quella madre sterminatrice, ammaliato da una neo-catechesi messianica di redenzione tecnologica, stavolta soltanto virtuale. E il trucco funziona. Chi non può più credere nella forza dagli spaventosi ordigni nucleari, è tuttavia permeabile alla fascinazione “video” della nuova forza virtuale. Nascono così delle neo-confraternite di soggetti che neanche si conoscono tra di loro e, forti di una sub-cultura mediata soltanto dai mezzi tecnologici, si associano in “neo-fasci”, direi, “neo-futurismi” in cui la memoria “fascista” di analoghe seduzioni soteriologiche e scientiste insieme, è oramai completamente dissolta. E allora ecco la “democrazia del web”, una contraddizione in termini, ove ciò che nega assolutamente il principio logico-morale di libertà e democrazia- proprio perché gli sono indifferenti, proprio perché la scienza non è che strumento e resta sorda alla “fondazione cognitiva della morale”- e cioè appunto la techné, viene assunto, come ai tempi del Futurismo, a criterio e fondamento di libertà e democrazia. Ossia, la democrazia è fascismo- sembra di tornare al libro di Orwell: la libertà è schiavitù.
 

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