La bambina numero otto - Kim van Alkemade | Recensioni | Nadia Vicari | Rosso Venexiano -Sito e blog per scrivere e pubblicare online poesie, racconti / condividere foto e grafica

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La bambina numero otto - Kim van Alkemade

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New York, anni cinquanta. 
Rachel ha solo quattro anni quando a causa di un tragico destino rimane orfana e viene affidata insieme al fratello Sam, di due anni più grande, al brefotrofio ebraico di Manhattan. 
Chiusa in quelle quattro mura, dove ogni momento della giornata viene scandito dal suono delle campanelle, Rachel crescerà con l'immenso bisogno dell'amore materno, arrivando al punto di scambiare per amore, le attenzioni che la dottoressa Solomon riversará su di lei, al solo scopo però di usarla come una piccola cavia da laboratorio per le sue ricerche scentifiche. 
Quando anni dopo, Rachel diventata infermiera, si ritroverà come paziente la stessa dottoressa Solomon, tutto quel passato che il suo inconscio aveva rimosso, tornerà a galla...
Un libro appassionante, che tocca tanti temi: il femminicidio, il tradimento, l'abbandono, la diversità fisica, l'omosessualità taciuta, la malattia, la morte, la paura, il perdono. Unico filo conduttore il bisogno di ricevere e dare amore. 
Un libro molto bello, a tratti toccante, che merita di essere letto.

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