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blog di Hjeronimus

Scrivere, non.

Ragazzi, non è che bisogna scrivere per forza. L’importante è non mentire, sputare fuori quello che serve e non sparare a caso proposizioni, “ndo’ cojo, cojo”. Inutile spremersi come limoni per tirare fuori il talento. Quello non viene, tirato a forza da un qualche buco insperato da cui il genio trasudi disperatamente. Non c’è una “strada maestra”. Lasciamo perdere. E poi il talento è sempre “di poi”, c’è sempre qualcun altro che ve lo snida dalle tasche bucate, dove stringevate i pugni chiusi come per disdetta, o per rassegnazione… Il genio non c’è, c’è solo l’afflizione che ogni tanto ti s’avvinghia dentro come un serpente che ti morde l’anima, e allora viene su il sangue alla gola e ci bolle dentro e vorresti maledire, inveire, disonorare, vorresti schizzar fuori la tua rabbia raggrumata, il furore rossiccio che ti strozza la carotide, e non puoi, non si può, non si deve, non si deve volere… allora, allora soltanto è lecito scrivere… come tamponare con un foulard di parole l’emorragia del senso che quest’insensata vita continuamente assale…

Autobiografia dell’anca

Ho male all’anca e all’anima, pensavo. La mia anca è collegata alla mia anima poiché, essendo la testa del femore sinistro nata staccata dalla sua articolazione naturale, dove altro poteva attaccarsi se non all’anima? Così è rimasta appesa lì come un tronco sradicato che cercasse un appiglio ove gettare radici. Tutta la mia vita perciò è cambiata, è diversa, è stata

Provos

Voglio una puttana tutta per me. Sono stufo marcio di questa trappola perbenista, di questa vita a cuccù che, come uno stupido metronomo, scandisce i nostri secondi inducendo e introducendo le danze del minuetto ipocrita che noi vita nomiam- o apparenza, o quotidianità…

Enciclopedie - (Racconto pubblicato, Milano 2004.)

Era un portone. Nero, nero di polvere, pieno di polvere nera, ove le onde manieriste della decorazione, fluttuanti tutt’intorno alla cornice enorme e screpolata, naufragavano nell’oscura miseria dell’abbandono in cui eran gettate e che pure smentivano col loro modo

Non in mio nome.

Facciamo così. C’è un paesaggio, lirico, trasognato, attraversato da- e sprofondato in- una calma voluttuosa che invita, che alletta ad una sorta di deliquio preistorico, tutto nature. In lontananza una macchia di palmizi reclina dolcemente lunghi fogliami a fendere le increspature esilissime di acque come vetri celesti, che si screziano rapide per ricomporsi

Millet Catherine - Le esperienze sessuali di Catherine M /Su Catherine M

Ho letto un libro triste, ma talmente triste che non vedevo l’ora di finirlo (e mannaggia alla mia marmorea ostinazione, che non mi “libera” da un libro fino a che non se ne vede la fine). E’ un libro famoso, ahinoi, “best sellers” c’è sulla copertina. Che fosse così famoso è uno dei motivi che mi ha spinto sulla strada della lettura: mi chiedevo: perché?.

Bacchettoni...

Ma che bacchettoni! Possibile che siate contrari alle orge sadiche con le minorenni drogate? Organizzate nelle regge di vecchi sporcaccioni straricchi e viziosi, che difatti hanno perso il pelo ma non il vizio? Ma che moralisti, che pruderie! Tutto questo polverone per qualche festicciola a base di sesso e droga, per quella piccola schiera di ragazzine traviate e indotte alla

Vorrei, non vorrei

Sono come le castagne nel bosco.
Vuoi prendermi? Eccomi,
raccoglimi, divorami,
non sarà poi così male,

Mnemosine

Oggi volevo dire, giù nel bosco, agli alberi centenari persi nelle loro erme e inconsolabili solitudini, dei miei ricordi irreparabili. Raccontargli come quelli buoni sono come carezze impalpabili che ti sfiorano il sorriso, un sorriso pallido che s’inarca cautamente sulle labbra con un che di timido, spaesato, inopportuno; e di quelli cattivi, invece, che ti piombano

“Hölderlin” - 2002

I giorni  scorrono via assurdi e inutili come se l’orologio andasse indietro invece che avanti –come un count-down in cui i secondi della vita, gli unici dell'infinito,

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