AnonimoRosso Venexiano -Sito e blog per scrivere e pubblicare online poesie, racconti / condividere foto e grafica

Login/Registrati

Commenti

Sostieni il sito

iscrizioni
 
 

Nuovi Autori

  • Gloria Fiorani
  • Antonio Spagnuolo
  • Gianluca Ceccato
  • Mariagrazia
  • Domenico Puleo

blog di MaLaLingua

tenerezza e fiducia

 

arriverà leggero
il trasalire del prossimo amore
trasversale
a toglierti il sonno,
sarà semplice
reclinare il capo
e sarà tenerezza e fiducia
rifugiarsi 
nella conca
di labbra inesplorate

 

ombre

fumò hashish di contrabbando
misto a tabacco biondo
il grigio le scuoiò i polmoni
squagliandole il cervello

 

poi furono ombre
capovolte leggi di natura
spreco di mimose
sull'altare del cielo
e la luna
un' ostia senza bocca
buttata sul selciato

la pelle tira

Sento  i tuoi artigli di fiato
sul quel corpo di lavagna
stridono, turbano
e infastidiscono
 
Dolore adolescenziale
al centro del petto
quando la pelle tira
per far sbocciare i capezzoli
accompagna gusto
di mandorle amare sulla lingua
 
" che tu sia punito
col massimo della pena
e senza effusione di sangue"

 

origami di lacrime

ancora esistere
ossessione , assillo
scacciata di giorno
e nel buio riemergere
chiassoso fantasma
 
ancora esistere
nell'atrio della notte
quando nello strazio
ricrei la mia bellezza
con origami di lacrime
 

 

rami di nulla

si fa stalattite di ghiaccio
il rigurgito delle iridi
e poi ghigliottina
a recidere rami di nulla
oscuranti una quiete appesa

estrema unzione

inginocchiati
alla mia mensa
inginocchiati e prega
incensami
lodami
non c'è fede che tenga 
sul dito
quando hai meraviglia nel cuore
non c'è fede che tenga
quando la mia ferita brucia
e tu
estremo untore
godi
sentendo che ti muoio in bocca

la mollezza

 

rammendo e rattoppo
l'incognita di pensieri liquidi
con aghi di sale
perchè il cielo non cada
e se l'attimo ti sfugge,
tu salva con nome
almeno
la mollezza di quella sera
 

 

lui-tu

 

Avrei voluto ferirti stasera
sfregiarti, colpirti
Porgere la guancia a lui
per scudisciarti  il cuore
Poi quello ha parlato,
e non eri tu,
e parlando mi ha smagliato il cuore,
non come fai tu,
-sono un uomo-diceva
 
Un maschio ti chiude la bocca
e non chiede permesso
Non eri tu
 
Ho smesso di sentire e sono andata via
mi sarei fatta male
Poi ho pianto

rovo

Ma tu, da dove sei,
lo senti come si strugge
la radice del rovo sotto la neve?
Lo senti quel suono dolcissimo
al di là dell'imbrunire?
E' una nenia che odora di terra.
Io ti canto a me.
Tornerà la rondine
a mangiare le mie more

 

 

all'inferno

nodi vuoti
vuoti d'aria
è un cilicio questo digiuno
una penitenza
ho i vermi nella pancia
cinghie e corde
alla vita
alla coscia
un dolore costante
è un corsetto di filo spinato
 
tutto
solo
per finire all'inferno

Cerca nel sito

Cerca per...

Sono con noi

Ci sono attualmente 3 utenti e 2644 visitatori collegati.

Utenti on-line

  • Fausto Raso
  • Marina Oddone
  • Rinaldo Ambrosia