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27- Il raspo

come uscito dalle tempie della vite
sono il raspo una chioma
di acini in fermento ferisce il tino.
 
sono il raspo un fendente della vigna
la mano che regge il succo alla vita.
ho fiuto nel mosto che rifilo
sono l’aspro che ti tocca,
fai in fretta! già s’allaga d’autunno
la cima  
 
Ti dico fa’ in fretta! ho udito passeggiare la ruggine
sui pampini la cicala silenziarsi
quando il gelo tramortisce
e suona la grandine il suo tamburello di ghiaccio.
 
Dove ha biancoluna quel viso
il sole intrama il suo biancoghigno: è il novembre
di tutte le razze
nessuno si è fatto compagno dei rovi
oltre le spine.
Che coltre di sterpi coglie la mora quando torna,
e noi?
 
Nuda ai nodi
nel legno la goccia mollemente
adagia uno specchio.

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