Ritratto di uomo - 3 | Fotografia | ferdigiordano | Rosso Venexiano -Sito e blog per scrivere e pubblicare online poesie, racconti / condividere foto e grafica

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Ritratto di uomo - 3

 
 
            Aveva in mente tutte le profezie nefaste come un catalogo di moda. Pronto ed attento, precognizzava la fine del mondo nell’immediato seguente le allucinazioni; già da trent’anni. Se fosse nato prima della grande guerra non sarebbe stato fiato sprecato, ma era lì, nella mia stessa ora, con l’incombente cataclisma divino, quasi noè.
Un delitto non dargli ascolto. Una carità seguirlo di tragedia in tragedia. Una pena osservarlo credersi profeta in terra, per niente sasso tra evidenti macine.
            Levitava di oltre un palmo la testa, ma non lasciava mai il pavimento: aveva i piedi ben piantati nelle tod’s e una barchetta a dodicimetri dal molo, cima più cima meno.
            I santi e gli eroi, i martiri e i geni, ancorchè dimostrata la loro grandezza, non si danno mai a gloriarsi dell’olio che li unse. D’altronde, nemmeno scalmanano in presenza di un peccato o codardia manifesta, o scemenza acclarata. Né mi è dato sapere del luogo e del tempo in cui l’universo intero diverrà un gheriglio di noce, in un altro cosmo o nel tascapane di dio. Insomma, lui aveva un’unica risposta risolutiva al raffreddore ed alla guerra: lo starnuto del cannone sarebbe cessato nel risucchio di un buco nero.
            Potreste dargli torto?
            Muoveva la braccia a circa ore nove: con uno indicava la discesa della cataratta d’acqua che avrebbe innalzato alle nuvole  l’orizzonte nel terrore degli uomini, e con l’altro abbracciava chi non si scansava in tempo.
            Voleva salvarci un po’ tutti, ma la sua barca non sosteneva quel peso. Però era equo.
            Ricordo che fece una lista di nomi ben bilanciata: l’impiegato di banca, che fra noi gli scontava cambiali, ai remi; il medico, che procurava le assenze dall’impiego, alla vela; l’avvocato, casomai i creditori si fossero salvati, al pozzetto; il barman, con la lista della prima colazione, in cambusa; tutti gli altri a nuoto, ma li aveva avvertiti di mettersi al sicuro con la coscienza.
            Una sorta di tribunale celeste giù in terra: ce ne sono tanti, sapete? Stanno tutti nella stessa barca, a dodici metri dal molo.
 
            Non ebbe abbastanza metallo nel sangue: un’alba di ferro gli piombò nel torace di stagno. Affondò, pur essendo leggero, prima che il diluvio si vedesse.   
 

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