sid liscious book 14 ( fine ) | Filosofia | sid liscious | Rosso Venexiano -Sito e blog per scrivere e pubblicare online poesie, racconti / condividere foto e grafica

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sid liscious book 14 ( fine )

L'estratto cento trentuno
 
( "Quando la buona predisposizione non mente" di Uova il nato nel paniere )
 
In realtà non so se il mio servizio soddisfa pienamente i miei datori di lavoro.
Ed in verità nemmeno quanto costui risulti efficace ai proprietari ove lo svolgo però... 
Però, oltre a non essere mai stato licenziato che qualcosa se non erro dimostra, a me piace assai il modo in cui interpreto le mie mansioni e comunque... 
Comunque qualcuno lo becco.
A volte devo sudarci ma lo becco.
Sono un fiuta e cogli taccheggiatori.
Faccio finta di niente e giro per negozi e fra espositori, frigoriferi, banconi e scansie.
A volte vestito bene, a volte trasandato non fa differenza.
La sensazione in ogni caso è io... 
Io sono nato giusto per quello.
Normale mi prendo un carrello o un cestino e mi confondo fra la gente.
In casi particolari invece, dall'ufficio, non mollo un soggetto neanche un attimo attraverso gli schermi dell'impianto di sicurezza.
Intendiamoci.
Generalmente non fermo e quindi sottopongo al pubblico giudizio, la vecchietta con la singola scatoletta di tonno.
E nemmeno il giovane immigrato disoccupato e moderato, che cerca di togliersi un minimo i crampi della fame.
No no.
Loro per quel che mi riguarda sono simpatici e pienamente autorizzati.
A me piacciono coloro che godono nell'imbrogliare la gente.
Quelli che non lo fanno per necessità obiettiva.
Coloro che bramano unicamente possedere, possedere, possedere ed ancora possedere.
Quelli che sul retro vendendo eroina a poveri cristi fanno soldi a palate e dopo sono avari e tignosi al momento di sborsare.
Coloro ch'è tutto permesso ed alla faccia d'altri considerati assolute nullità meglio ancora.
A me piacciono i ladri bastardi insomma.
C'era una donna.
Vestita di tutto punto.
Marche trendy e lussuose.
Aspetto beauty farm ultimo grido.
Avevo il sospetto, nel camerino, non si fosse tolta un completino intimo niente male l'altra settimana e non ho battuto ciglio.
Poi una sciarpa assai costosa e giusta della misura sua borsetta a tracolla, s'è smaterializzata sei giorni fa ed una collana d'oro risultò fantasma ieri l'altro e... 
Ed il tutto in tre posti diversi e lei nei paraggi e... 
E cominciai ad irritarmi.
Non ne ha bisogno assolutamente.
E nel caso ne avesse avuto l'ha già ampiamente soddisfatto conclusi.
Devo intervenire bensì... 
Bensì è furba e molto allenata e non sempre ruba.
C'è il concreto rischio di smascherarmi ed ottenere pessima reputazione.
Serve... 
Serve una mossa a sorpresa.
E dove meglio del reparto unisex una sorpresa?.
E quale miglior viatico, per lei, di fidarsi d'una situazione vedendo l'unico altro cliente presente che infila nella cintura e sotto il maglione, una camicia confezionata piatta piatta?
Oh prese di tutto nonostante la guardavo.
E sorrisi complici intanto mi spediva.
Sorrisi, sorrisi, sorrisi.
E che sorrisi e... 
E che montante m'avrebbe mollato all'uscita allorché, con la guardia giurata, l'invitai ad un meeting sul retro.
Era la moglie d'un industriale il quale, durante la relativa perquisizione domiciliare, fu scoperto nascondere in cantina, stipati come bestie, venti operai schiavi e sotto nutriti e pagati.
Buon sangue non mente.
Due carogne.
Missione compiuta.
E del retro d'un supermercato dicevamo.
C'era un pusher italiano.
Mandava i galoppini sottoposti a procurare gratis prodotti alcolici.
Ed ogni tanto purtroppo, sapete per via dell'efficienza perennemente da dimostrare, dovevo fare un'eccezione e pertanto beccare dei poveri cristi.
Fu uno di loro a dirmelo.
Il maiale obbligava a rubare in cambio di sconti sulle dosi ed una volta ubriaco pretendeva prestazioni sessuali infami e da uomini o donne indifferentemente.
Era mio.
Mi feci presentare.
Comperai, in diverse occasioni, delle bustine fingendomi drogato e lui, adesso che si fidava e m'aveva in pugno, m'ordinò di chiudere un occhio riguardo ai furti commissionati.
Ci siamo pensai.
Allo spaccio ed all'induzione a vari reati, tra cui il favoreggiamento alla prostituzione, si sono aggiunti anche corruzione e ricatto ed ho registrato intero il sonoro dei nostri incontri con il piccolo portatile ed ho fatto puntare una telecamera esterna sui gradini dove soleva sedersi per delinquere.
Ebbe otto anni e tutti felici.
Datori di lavoro, proprietari, io e carabinieri.
E lui un po' meno chiaramente.
Me le tolgo dunque le mie soddisfazioni avrete capito.
E, per dirla intera intera, me le tolgo perfino doppie.
Difatti non ci sono solamente i ladri al di qua d'una cassa.
Eh no.
Esistono pure quelli al di là.
Lo sa il mondo intero perdinci.
Alcuni negozianti non si fanno problemi a guadagnare ben oltre il ragionevole.
Ed io, che posso confrontare i prezzi e questione d'etica professionale, non intendo differenziare.
Ad ognuno le conseguenze delle sue scelte di coscienza.
E pelosa o meno ella sia.
Questo, aiutato da un'ottima posizione strategica e dal tipo di clientela a lui obbligata causa tempi stretti, rincarava all'inverosimile.
Un autentico rapinatore, arrivista e cinico sfruttatore.
Non poteva passarla liscia.
Gli organizzai una bella festa.
Approfittando del conoscere a priori i turni di lavoro dei miei colleghi ed usando alcuni dei ladruncoli simpatici conosciuti in precedenza feci in modo di fargli sparire dal negozio, e non fu una cosa breve, merce per circa cinquantamila euro.
E la riposi ordinatamente nel mio garage.
Ed il tutto usando i guanti in modo rimassero sui pezzi le sue impronte impresse esponendo. 
Non v'immaginereste giammai, non appena notò gli ammanchi, quant'era incazzato.
Parole di fuoco e mancati rimborsi spese contro di me, i miei compagni di lavoro e l'agenzia.
Denunce verso ignoti a destra ed a manca.
Interviste su giornali locali nelle quali lanciava pesanti accuse ed aspre critiche, alle capacità delle forze dell'ordine e dei politici nel gestire il territorio.
Richieste di danni estremamente gonfiati all'assicurazione.
Addirittura petizioni pubbliche e raccolta firme per ottenere protezione rinforzata degli onesti ed indifesi esercenti.
Aspettai con calma i tempi fossero maturi.
Aspettai, aspettai, aspettai, finché, al culmine di tutto il suo sforzo, incaricai un "sicario", di nuovo scelto fra i miei simpatici, prima di trasferire l'intero maltolto nella rimessa della sua casa di campagna e dopo... 
Dopo di fare una telefonata anonima alla guardia di finanza.
Mamma mia che figura.
Il disonesto per eccellenza.
Non contento di derubare legalmente si nascondeva il rimanente in modo da poter rivenderlo abusivamente e nel contempo chiedere il rimborso a chi l'aveva assicurato.
E dal suo archivio spuntò un autentico arsenale cartaceo.
Dichiarazioni dei redditi false.
Società anonime in paradisi fiscali per le proprietà immobiliari.
Trasferimento illegale di fondi all'estero, eccetera, eccetera, eccetera.
«È d'obbligo una severissima condanna esemplare», concludendo l'arringa, sbottò il pubblico ministero.
Ed il giudice esemplarmente applicò.
Ed un mio brillante successo di per cui.
D'altronde quando la buona predisposizione non mente proprio non mente. 
Mai. 
 
L'estratto cento trentadue
 
( "Piccolissimo problemino" di Liv come tutti ma con l'incoerenza vivace )
 
Io, con il mondo, sarei nell'intimo un solitario trash/andato in tranquillità per niente invasiva.
Mi farei i cavoli miei senza discutere o lamentarmi insomma.
Eppure per vivere senza problemi devo essere uno al passo con i tempi.
Con mala voglia.
Devo farlo.
E se nella vita ritengo giusta una cosa, parere o legge che sia, la devo rispettare.
M'ha incontrato bene, zero vuol dire se lampante obbliga me e gli altri.
Mentre per quello che in generale stroncherei invece mi  estraneo.
Comportamento questo socialmente corretto e dunque, porca miseria, devo appunto correggermi spesso, anche se spero sempre, una volta a me ed una volta a te, nell'alternanza che verrà e...
E che non viene mai.
Il lavoro non mi costringe.
No!
M'aiuta a sentirmi uomo ed a pagarmi l'esistenza e nonostante questo mi deprima lo devo accettare.
Ben sapendo di mio l'accettare in questo caso lo farei volentieri con l'accetta.
Lo devo accettare.
L'istituzione però non la sopporto proprio.
Ingessata corporazione non facente altro che replicare laidamente è.
Bensì in una ci lavora mio cugino, in altre ho diversi amici e quella in favore degli scrittori poveri mi torna simpatica, allora via teniamo pure quella.
La politica poi non l'ho ancora capita benissimo.
Difatti quando uno propone un'innovazione legislativa giudicata da partiti e ministri demenziale io... 
Io sono in perfetta sintonia con lui, così la spappolerei anche se, è da sottolineare, il partito mantiene tante famiglie, sfama il deputato e fa ben vestire il presidente al che credo, essendo io piuttosto sensibile, vada mantenuta o la disoccupazione lievita e la nostra immagine all'estero deperisce.
La tecnologia m'incupisce? 
Non c'è problema quando devo comperare la lavatrice nuova.
Il produrre inquina?
Guarda mi mancano ancora poche cosette da possedere e dopo ho finito.
L'auto ammala?
Be' i miei cinquanta mila chilometri a calendario li ho sempre fatti.
Che male c'è ad andare a divertirsi per il mondo.
Mica è vietato.
Sì lo so.
Lo so.
Ho inventato l'anarchico perfetto a macchia di leopardo ammaestrato.
Brontolo e m'oppongo e... 
Ed ho una logica cerebrale gialla con buchi neri su cui posso fare lo slalom ed il pieno a piacimento.
Quello sì, questo no.
No aspetta!
Questo sì e quello no!
E ci sto bene.
Ho le mie libertà dove sarebbe impossibile non averle e con coscienza so che loro non possono essere dappertutto.
Perfetto?
Sì quasi in toto.
Rimane un piccolissimo problemino.
Il vestito che mi sono cucito addosso mi soddisfa e direi mi fascia bene solo le palle... 
Le palle non ci vogliono assolutamente entrare.
No.
No.
No.
E no.
 
L'estratto cento trenta tre
 
( Una di Mindi ed una di Perla )
 
Una piccola insignificante questione di punti di vista ( Mindi )
 
Uffa!
Uffa!
Uffa! 
Adesso mi sentirete.
Sono veramente incavolato.
Non è proprio possibile infatti tribolare tutta una vita per poi ritrovarsi, malmesso, pari a me in codesto momento.
Io...
Io avevo sognato fin dalla più tenera età d'arrivare lassù.
Avevo seguito, con attenzione, i consigli dei miei maestri nutrendo, con lo studio, la voglia di sapere come.
Avevo tenuto costantemente curato il mio corpo peraltro già di per sé bello e snello.
Avevo frequentato il corso di laurea, uscendone con la lode, nelle tecniche per affrontare in velocità i condotti e capire il momento giusto per infilarsi nei minimi pertugi.
Avevo seguito anche vari seminari per perfezionarmi sulle ultime trovate all'avanguardia o per conoscere utili trucchetti, del mestiere, solitamente riservati agli specialisti ed ero ovviamente...
Ed ero ovviamente pure campione nella combattuta corsa di gruppo veloce e resistente, che durante i feroci allenamenti non m'aveva mai superato nessuno, nessuno, nessuno ma...
Ma m'è toccato uscire di pompino.
Di pompino.
Non so s'afferrate.
E cazzo ci faccio qui adesso?
Cazzo ci faccio qui aggrappato alla meglio ad una schifosa ghiandola gemella, sistemata sull'orlo d'un baratro buio e probabilmente infinito, sferzato da un vento intervallato pazzesco, che quando torna indietro puzza incredibilmente di pesce, e per di più....
Per di più invitato violentemente verso il basso da improvvide rapide di schiuma annacquata ed indisponente?
Cazzo ci faccio qui?
Ditemelo voi che siete così tanto umani da procurare, ai vostri dipendenti, infernali situazioni godendone invece di vergognarsene.
Ditemelo voi per favore.
Ditemelo voi.
 
Il pavimento ( Perla )
 
Il pavimento del cervello in origine era bello.
Tutte le ardesie pregiate e levigate erano disposte per file e da lunghe linee squadrate contornate.
E tutte erano molto colorate.
Quasi tatuate.
Dall'aria sana che vi girava e con l'acqua della sua rugiada, il vivere sereno che su di lui regnava un profumato detersivo ricavava, al che spesso lo lucidava.
Poi...
Poi nessuno l'occupava con creazioni che scartava ed allora una immensa appetibile piazza linda ed inesplorata perennemente sembrava.
Bene!
Dimenticatevi tutto.
E dimenticatelo presto perché adesso il cervello è invece quotidianamente una fiera impazzita di visitatori scortesi, così su di lui è cambiata improvvisamente l'atmosfera.
Riceve infatti "di conseguenza" migliaia di pensate abbandonate.
E' pieno zeppo di domande tralasciate in quanto nemmeno degne d'una risposta.
Milioni e milioni d'idee morte giacciono in lui buttate.
Spettrali e nelle pose più disparate.
Ed ancor propositi, vendette, esaltazioni, grandi imprese, ricchezze anelate, omicidi mancati, sogni erotici minimo particolari, furberie smascherate, realizzazioni sperate e...
E tutto il possibile che il cervello umano riesce a rendere immaginabile ma per vari motivi non realizzabile.
Tutto quello che si decide di non utilizzare e per terra rilasciare.
Tutto quello insomma che una volta creato è da tarpare, però è tanto materiale.
Tanto, tanto.
Tanto pure per un luogo in teoria infinito.
Le masserizie lo stanno difatti oramai quasi nascondendo.
Le sporcizie l'invadono sempre più numerose e le muffe lo corrodono gioiose.
Tanto che lo spettacolo ch'era espressione soave di un'era è stato sostituito da una distesa di schifo che impera.
Tanto da rimanerci di cera.
Tanto da non saper distinguere com'era.
Eh si!
Mi sa che non abbiamo solamente il problema dello smaltimento esterno del nostro in eccesso.
Eh no!
Possediamo anche quello d'eliminare i nostri rifiuti interni.
E mi sa ancora che sarà la guerra più difficile.
Non c'è nessun pretesto perfetto per cominciarla o siamo ancora troppo occupati nel prepararla non si sa.
Ma il pavimento del cervello intanto...
 
L'estratto cento trentaquattro
 
( Due di Kap l'auto storico ) 
 
Storia dal titolo disperso tanto tempo fa
 
Di questi giorni mi sembra d'essere un bambino con il suo aquilone.
Raggiante e che s'incammina verso il colmo d'una tonda collina.
Lo poggia lì a terra.
Valuta come tira il vento.
Scioglie un minimo di filo.
E poi previo una corsetta comincia a volteggiare leggero ed elegante...
Il bambino.
Mentre l'aquilone da sotto lo ancòra fermo.
Ah!
Che soddisfazione il vento che mi sbatte ed allunga la coda.
Non ho la coda?
Questo lo dite voi.
E che picchiate se il soffio si ferma.
E che risalite quando riprende.
Ho visto una cosa da lassù sapete.
Una roba che m'ha impressionato.
Un aquilone che rideva.
Che per una volta non era costretto a fare il suo mestiere.
Che godeva di spettacolo a lui normalmente negato.
E mi sono commosso.
Ed ho capito che essere fuori di testa può anche non spaventare gli altri.
Anzi può addirittura fare del bene al prossimo.
Pensate se tutti i cani un giorno passeggiassero con il padrone al guinzaglio.
Con paletta e sacchetto apposito chiaramente.
Che spasso per quelli senza cane direte.
E che considerazioni mentali aggiungo.
Certamente fuori del normale ma consone.
Tipo visto? non si può possedere un cane.
Lui in ogni caso resta suo.
E che liberazione per i trasformati.
Poter addirittura farla per strada senza vergogna alcuna.
E da lì a campi aperti per ogni situazione.
Praticamente il sogno che viene da svegli ed il desiderio quando si dorme.
Credo cambierebbero di molto le aspettative di vita fatti del genere.
Manco fosse lavorare solamente di domenica e far ciò che si vuole tutto il resto della settimana.
O unicamente il giorno di ferragosto e zero per tutto l'anno.
Ed è veramente un peccato questo riveli quanto questi desideri siano i sogni d'un bambino.
E si dimostrino di per cui piuttosto esagerati.
Infatti non si dovrebbe lavorare manco un giorno in una vita.
Mi pare più che ovvio.
 
La mia storia con una che alla fine mi sono sposata
 
L'ho conosciuta che di qua dell'oceano giravano i Rolling e gli scarafaggi e che c'erano Erik Burton ed i Them.
Dall'altra parte invece contrattaccavano Bob Dylan, i
sotto velluti e Jimi Hendrix.
Al che vennero i Deep Purple, un Santana dal Messico e lo zeppelin, pertanto io m'innamorai della soffice macchina, di
John Coltrane, di Miles Davis, dei Jefferson Airplane, di Crosby Still Nash e Young e del sound west coast e...
E di quelli che cantavano i lemmings, di Frank Zappa, del suo capitano Beefheart e di Jim finito a Parigi.
Tutti insieme.
E per non scomodare Janis.
O il floyd rosa naturalmente.
Ma il Canterbury sound.
La teiera volante.
I Genesis.
Il gigante gentile.
Il bollettino metereologico...
Che distrazioni tentatrici ed inebrianti, rischiavo di fermarmi ed allora...
Allora punk.
Per carpire l'attenzione e reagire.
Kennedy morti.
Dio che salva la regina.
La bandiera nera.
Bugie.
Anarchia.
E via sulla nuova onda.
Cure, Devo, Pop Grop, Echi di uomini coniglio, teste pensanti...
Pere ubu.
E Don Cherry.
Ed il grande Curtis e...
E troppo purtroppo, la sua triste storia.
Una botta colossale la sua dipartita.
Serve ballare ragionando pensai triste di conseguenza in quel frangente, di per cui Burning spear, il grande Youth, un modulo per la domanda di disoccupazione inglese, l'immenso Bob e tanto, tanto reggae.
Conscius e radicale se possibile.
Però lo stesso traversammo una crisi seria io e lei.
Nonostante ascoltavo estasiato gli Smiths, traversammo una crisi seria.
M'ero divagato infatti.
Sapete il cinema, la fotografia, lo scrivere, il matrimonio, insomma per non tirarla in lungo per un periodo m'hanno rapito meglio altre "robe".
Comunque non l'ho mai ripudiata del tutto.
Non ci sono riuscito, chiedetelo ai CCCP se volete.
A Patty no Pravo.
Alla caverna Nicola.
Non agli Spandau Bullet.
Per carità.
Ed andò avanti in questa maniera abbastanza lungo.
Che ricordo Elno era ancora vivo.
Quasi finché l'Africa non fu unita si potrebbe dire.
Finché il Raiss non diffuse Sanacore e...
E quindi di nuovo via.
Follemente immamorato.
Di tutto.
Fateh Alì Can.
E Mau Mau.
Ed il rap chiaramente.
Quello italiano da centri sociale precisamente.
E molto, molto, molto, dub.
Duro, puro ed oltranzista.
On u sound.
Quasi ossessivamente.
E fu così che perdemmo la diretta del treno della Mano Negra.
Disdetta.
Se non che poco dopo incontrammo Manu e Massilia sound system, Zebda, il sergente Garcia, un Macaco, gli occhi di una bruja, Dusminguet, Cheb Balowsky, Tonino C, l'attacco di Luisa, Idir l'arabo, gli Ska P, la sua faccia etnica e...
E...
E...
E...
I Golol Bordello.
E non fu più finita.
Un'apoteosi ci ha condotto verso il vivere insieme tuttora.
Con Vinicio che soffia tempeste simpatiche, simpatiche musiche sacre indiane, Sizzla, qualche volta di nuovo i Clash 
e con, in questi giorni in particolare, un gioiellino dei ragazzi anglo indiani dello shop all'angolo, Shilpa Ray e la mitica Micachu sempre in sottofondo.
Sempre in sottofondo.
È...
È proprio il caso di dirlo.
M'hai cresciuto con qualche complesso mia cara comunque...
Comunque ti devo molto del mio aspetto solista.
Chapeau.
 
L'estratto cento trentacinque
 
( Racci in doppio salto vitale avvitato )
 
Un risultato perennemente in bilico
 
C'è stato uno spiacevole incidente in acqua oggi.
Non si sa perché, là dove la fine del golfo incontra il mare aperto, due balene, a mille lanciate, si sono scontrate frontalmente.
Boia!
Che botto.
Tutti i vivi dei dintorni, chiaramente me compreso, non hanno potuto che dirigere in quel punto lo sguardo e la scena messa a fuoco si mostrava terrificante.
Una sanguinava abbondantemente dai fanoni e boccheggiava completamente ribaltata a pancia in su e con le pinne laterali portate a proteggersi il costato.
L'altra urlava tantissimo, nuotava a trivella con improvvisi cambi di direzione insensati e perdeva, pure lei, parecchio sangue e codesto sangue allorché convergeva nel buco dello scarico sulla schiena ne colorava l'acqua soffiata mentre... 
Mentre a questo punto decisamente sinistra scalava l'aria e...
E sempre lo scarico alto nel momento dell'impatto dovrebbe aver raggiunto in entrambe una pressione e dunque una dimensione notevole visto... 
Visto diversi gabbiani e parecchie anatre giacevano nei pressi impallinati.
E per non parlare di quanto starnazzavano due anziane signore tedesche travolte dallo tsunami che il fatto aveva provocato e di per cui sbalzate dal materassino con sfacciata violenza e dei molti pesci comuni scoppiati che fiorivano dall'acqua morti sventrati manco... 
Manco ci fosse stata un'esplosione alla dinamite.
Che fare?
Ho pensato reagendo colpito.
Come che fare!
Niente fare mi sono risposto d'istinto. 
Assolutamente niente se... 
Se non ricordare quanto sono un matto se mi perdo nel mio fantasticare e ch'ero venuto al mare per allietare e nello stesso tempo munire d'anticorpi i figli non... 
Non per giocare con la penna e l'immaginazione pari ad un bambino.
Quindi via si torna sulla terra e la fantasia si mette via però...
Però era una buona opzione l'evadere demente/cosciente, congetturando fra me e me, invece continuai.
Dava l'idea d'un maturo fuori di testa consapevole ed immerso nel ruolo.
Ed è situazione rara assai.
E praticamente descriveva un don Chisciotte che coccolava ed accudiva gratuitamente mulini a vento o un sognante assicuratore per mammiferi acquatici distratti che...
Che fra mille incontrollabili bolle cerebrali intanto portava avanti egregiamente il ruolo di padre e...
Ed è o non è costui il mio massimo sogno di genitore?
 
Il vero santo è l'occhio lungo poi chi ce l'ha...                                        
 
Ho incontrato, con gran spavento, un lupo enorme.
Nero.
Gli occhi fissi.
Pelosissimo.
Ora...
Ora non sto a dirvi cosa facevo nel bosco ma...
Ma che, improvvisamente, m'era sorta una gran voglia d'abbandonarlo posso dichiararlo senza remore.
Mi veniva incontro.
Mamma mia.
S'avvicinava veloce.
Oh no.
Il sudore m'inondava le ascelle.
Il nodo in gola m'impediva la respirazione però...
Però non reagivo.
E stavo fermo.
Pietrificato ed annullato.
Annullato.
Annullato.
Annullato.
«Non ti sembra d'esagerare?».
Cavolo quasi svenni.
Invece d'assalirmi mi stava parlando.
«Tranquillo, non ho fame.
Mi sono appena sbranato tre pecore di primo, un cinghiale di secondo e dei deliziosi ghiretti per dessert.
Poi ho bevuto la gustosa acqua della fonte ed adesso...
Adesso cercavo solamente un posto bellino e silenzioso atto al dormire pasciuto e rilassato.
Ciao».
Oibò!
Che storia.
Vediamo s'indovinate il primo pensiero che m'è venuto
all'istante.
Allora...
Allora è proprio vero che quel santo aveva l'occhio lungo.
Allora è proprio vero che quel santo aveva l'occhio lungo.
Allora è proprio vero che quel santo aveva l'occhio lungo.
 
L'estratto cento trentasei
 
( Cinque di Moreno lo che considera partendo da presupposti volatili )
 
Dedicata a chi so io
 
Bella vita ai nostri giorni i cannibali.
Si svegliano la mattina e...
E vanno all'ospedale dal... 
Dal macellaio.
Vuoi una tiroide appena estratta?
Eccola bella ed incartata.
Desideri dei calcoli da far navigare tra le verdure per insaporirle?
Guarda!
Sono di ieri ma... 
Ma decisamente ben conservati.
Vuoi fare il brodo?
C'è stato apposta l'incidente.
L'osso e la polpa fibrosa della mezza gamba, con piede, purtroppo amputata ti vanno a pennello.
E poi possono pure rifornire il magazzino per i lavoretti artigianali loro tipici.
Denti per collane.
Sacchetti da fumatori con contenitori palle.
Otri con vesciche e prostate.
Orecchini con bulbi oculari.
Armi da abile guerriero con varie ossa.
E cosa c'è di meglio di un bel cuore da poco rimosso e sostituito per... 
Per un saporito regalo alla moglie il giorno dell'anniversario?
Insomma non so s'è stata l'esigenza d'integrarli che ha spinto all'operazione chirurgica però...
Però so che un indotto di nostra azione finalmente l'abbiamo azzeccato.
Questa pratica aiuta infatti veramente una popolazione decisamente in difficoltà.
Una minoranza destinata a scomparire presto e spoglia una realtà che dice porca...
Porca quanti pezzi perdete speriamo...
Speriamo l'aver così brillantemente risolto il problema del loro dover essere ecologicamente riciclati rassereni.
Speriamo.
Speriamo. 
 
Poesia patachimica
 
Una natura morta annegata di notte.
Dei ricordi in cervelli d'altri e...
Ed auto ritratti eseguiti postumi.
Ancora. 
Odierni Generosamente Mircofatti.
Alterdanze.
Qualche paeSaggio.
Afric/attiva.
Barceldonna e...
E passeggiate con poliedri al guinzaglio.
Poi.
M/andando s/tOrnando e restArdo.
L'unica ed aut/e(n)tica raffigurazione del cugino equatoriale di babbo natale.
Equilibrividi.
Tre orizzonti e...
E...
E graffi tiepidi sul sasso.
Ed il tutto afferrabile o affettabile gentile madama capienza creda non importa anzi...
Anzi le chiedo.
Il mondo dei sogni sta anche lui pr(e)igioniero dentro una chiusa atmosferza tonda Gio(ira)conda mia?
«Ah!
Le rispondo volentieri messere.
Nato c/attività purtroppo e...
D'attimosfera.
L'e... vaso re/spirale voi siete signore.
Il monte anolgesico.
E questo ovviamente perché non avendo imparato l'arte non...
Non siete in possesso di nessun motivo per metterla da parte.
Unicamente pesci/vendo/lì o lo difatti è la scelta del vostro destchino che...
Che d'altronde temo non sia sereno decidere ora ergo... 
Ergo delegheremo tranquilli al feto che svilupperà l'ardua e nel frattempo a lei in/utile sentenza ma...
Ma intanto buona serra mi...
Mi raccomando».
 
D-o uguale pesce
 
Per me l'universo è un grande immenso pesce che, vagante dentro un oceano, forse un giorno incontrerà delle coste.
Per me la terra è uno degli organi interni di questo pesce.
Per me l'uomo esiste quale soldato bacillo delegato a far funzionare nella giusta maniera tale organo.
Per me....
Per me quindi è normale il grande pesce abbia bisogno di me e per me è pure normale io uomo non posso prescindere dal pesce.
Solo che, sempre per me, quest'ultimo pensiero è veramente importante e da tenere in massima considerazione.
Perché?
Perché è sì vero io uomo sarei nulla privo di pesce "lui" ma...
Ma è anche verissimo pure lui pesce senza "l'organo" avrebbe...
Avrebbe qualche problemino.
 
La differenza fra un campione ed un grande campione
 
Durante il tempo di recupero del secondo, interminabile, supplementare d'una partita che aveva esaltato le doti tutte dei molti uomini in campo, che aveva portato la tensione, causata dalle mille spettacolari azioni alternate, ad essere solo sospiro di spettatore sbalordito, che aveva catturato perfino l'immaginario epico del telecronista esaltato e...
E che non sembrava poter concludersi con la vittoria degli uni sugli altri ma... 
Ma solamente per sfinimento di tempi, come da regolamento,
l'arbitro fischiò un rigore.
Fu allora che le urla dei tifosi felici s'innalzarono piene di beatitudine e fu sempre allora che si mescolarono con il gran boato di disappunto di quelli delusi tanto...
Tanto da poter, innalzandosi e fondendosi unite sopra lo stadio, diventare espressione di vera liberazione comune.
Impressionante.
Impressionante.
Impressionante.
E difatti il grande campione capì.
Prese la palla e la pose delicatamente nel centro dell'apposito dischetto.
Guardò il portiere prepararsi concentrato poi si girò per prendere la rincorsa però...
Però si diresse invece dal direttore di gara e gli disse
mio caro...
Mio caro nella vita ci sono anche delle partite che hanno già un risultato.
"Quindi" infilò il tunnel dello spogliatoio mentre tutti, a parte ovviamente la liberazione, non capivano.
Non capivano.
Non capivano.
Non capivano.
 
Ora un po' di musica
 
La dolcezza è una ballata.
La bellezza è una sonata.
La naturalità è una romanza ed a tutte le cose una canzone...
Una canzone conferisce sostanza.
Nel cielo sta la sinfonia.
Nella vita si incontra il ritornello.
Negli esseri appare il falsetto e...
E pure il fuoco brontola un suo minuetto.
Certo tutto fa composizione, ma io so che la melodia di nuova definizione è perennemente in agguato nel prossimo suono d'una tromba in estensione allora...
Allora capisco quanto sarò sempre un'opera incompiuta, così vorrei che almeno le mie note stonatelle diventassero lo stesso un valzer.
Un valzer ribelle.
 
L'estratto centotrenta sette
 
( "Una gran vacca" di Bossio e per rima bavosa )
 
Aveva avuto la fortuna di nascere in una fazenda meravigliosa.
Prati verdi, fiume e sullo sfondo una sierra hermosa, ma era turbata sempre dalla medesima cosa.
I suoi parti maschi infatti, previo aver vissuto una giovinezza sana e gioiosa, sparivano tutti con cadenza odiosa.
Un bel giorno allora volle seguire la fumante e rumorosa, creatura mostruosa su cui veniva ruotata via la sua ultima gestanza faticosa.
Salì poi la gradinata tra frotte di gente vociosa e...
E vide una spettacolarità spaventosa che il suo pupo maltrattava vanitosa.
Tornando a casa non era furiosa e neanche astiosa, solo un po' vendicativa e per niente spiritosa.
Così decise d'agire seriosa.
Al che quando partorì nuovamente si nascose in fondo alla caverna luminosa.
Passò lì del tempo senza essere vistosa.
Allevò il torello tenendolo segreto e con calma, fino a che la sua educazione non fu, per lei, corposa e successivamente lo reintrodusse nel branco in maniera furtivosa e tirò un sospiro alla pozza, che peraltro glielo rimandò coscienziosa.
In seguito accettò, in maniera fintamente seriosa, una nuova mattina rapinosa e ritornò nella plaza, della feria festosa, per assistere alla sua reazione generosa.
Il figlio venne dalla porta ombrosa.
Con serenità esplorò la radura sabbiosa.
La salutò con una strizzatina d'occhio furbosa e non reagì a nessuna puntura ferrosa con corsa di rabbia o mossa furiosa.
S'alzò semplicemente dritto su due piedi in maniera meravigliosa e con un puffetto di zoccolata abbattè chi gli arrecava quella noia noiosa. 
Una risatina "le" partì più tardi goduriosa pure laddove il torero mostrò l'indole vittoriosa parandosi di fronte, dotato di lama luccicosa, alla sua creatura che gli andava incontro mediante andatura caracollosa. 
La muleta sembrava ora attirare il toro come frutta appetitosa e lui "doveva" correrle incontro ostentando la solita cecità diffusa.
Se non che mentre il matador la curvò, con mossa deliziosa, facendola copiare vela ventosa.
Mentre questi posò un ginocchio a terra per assumere figura figosa.
Allorché l'olè stava divampando da parecchia ugola raucosa...
Si fermò di colpo e con la coda divenuta, chissà come prensile, sfilò graziosamente dalla mano guantosa la spada sanguinosa, per fiondarla in aria coscienziosa e tagliare con facilità l'orecchio della persona che... 
Che di ogni sua caratteristica naturale si dimostrava tanto irrispettosa.
E fu con tale preambolo che un trofeo volò, lanciato di corno, verso una madre, veramente valorosa, trasportato dallo stupore d'una razza dalla gloria bigotta ed indecorosa.
 
Estratto cento trentotto
 
( "Il romanzo di me ridotto all'osso" di Clab il simpaticamente autocritico )  
 
C'è gente in giro stasera che sono in giro da solo.
Dalla finestre escono telegiornali, pubblicità e telenovelas.
Dai negozi più sofisticate musiche ambientali soffuse e da questo bar perfino del reggae.
C'è gente in giro stasera che sono in giro da solo.
S'accendono le luci scarpe scontate, parrucchiere sofisticate e concessionarie esagerate.
E con i fari ed i lampioni contorce al solito la strada notturna.
Creatura ella misteriosa e certamente d'intelligenza d'ultima generazione pervasa.
C'è gente in giro stasera che sono in giro da solo.
Il taxi giallo evocante sontuosi film, la mobile rotta immobile sulla scala della metropolitana, le sfibrate panchine al riparo di sfinite plastiche tettoie scolorite ed il distributore automatico parlante modello extra lusso.
C'è gente in giro stasera che sono in giro da solo.
Uhm buono, buono il panino marocchino di quello, buonissime le patatine col sugo bimbo americano, ottimo il gelato della signorina, doppia faccia direi, e... 
E mitico il profumo di codesto palo da pubblicità abituato a vedere colli alza la gamba e con lo spago.
C'è gente in giro stasera che sono in giro da solo.
Ciao nonnetta impettita, salve nonnino baffino, un saluto messere giovane erede del potente Saladino. 
A te invece buonasera gentil donzella con gonna e bretella e benvenuto signor carabiniere ci... 
Ci sta tale polenta in un paniere.
C'è gente in giro stasera che sono in giro da solo.
Toh guarda sul tram hanno cambiato la scritta pubblicitaria. 
Porca bomba non ho avuto manco il tempo di leggere la vecchia.
Vabbé dai mi consolo con una birra qui al locale punk ed intanto bevendo magari riassesto, un minimo, con chi cavolo vado in giro da solo le sere che sono in giro da solo.
C'è gente in giro stasera che sono in giro da solo.
C'è gente.
 
Estratto cento trentanove
 
( "Quando ci cala" di Hop Hop l'uomo sveglia )
 
L'estate sta finendo.
Occorre un vaso di vetro opaco.
Con un gessetto da sarta segneremo l'estremità della rafia su bordi di tovaglia.
C'è ancora una parte in attesa di restauro.
Per esempio il comignolo.
Dipingi oggi, dipingi domani.
Avere come si suol dire musica in testa.
Una rete da pescatore.
L'annodi morbidamente agli angoli.
Rappresentazione di caccia in stile.
Un convivere appropriato.
Tutto filante manco fosse senso maturato.
Se invece pensate ora ad una veranda.
Se un attimo fa credevate di trovarvi nel chiosco d'un fioraio.
Se il tempo ultimamente v'è scivolato addosso ad una signorina... 
Mettete svelti le carte sul piatto.
Uova svuotate e lasciate a mano libera.
Adesso è tempo di lanciare le some infatti.
E fra un po' si cambieranno le gomme.
D'ancoraggi incerti non si potrà fidare.
Dalle intemperie i deboli si fanno immediatamente spaccare.
Ogni stagione esige i suoi moli.
Un granaio pieno.
Un fienile colmo.
Una mucca sana ed una calda tana è quel che servirà da qui in avanti.
Hai fatto la cicala?
Non esiste problema.
Lo sapevi da prima viene il tempo in cui lei il suo corpo al prato regala.
Non ci avevi pensato?
Ci credo poco.
Probabile eri sicuro a te non sarebbe toccato.
A rimirarti stavi troppo occupato.
E comunque fa niente. 
Fatti tuoi.
Qualunque sia stato il motivo s'è così non ti resta che da scegliere la modalità dell'esecuzione.
Potrai uscire, ubriacarti, leggere, andare al cinema o guardare la televisione.
Sei pur sempre fortunato.
A qualcuno servi soprattutto se sbadato.
Soprattutto se sbadato.
 
Estratto cento quaranta
 
( "Brodino" il primo dei due episodi di Grab il senziente alfa )
 
Una sera ho cucinato due bistecche, direttamente sull'asse ed ovviamente con il ferro da stiro.
Ed avevano preso proprio delle belle silouette, tanto che sul piatto sembravano sporgenti tasche, applicate esterne,  sul petto della loro brillante camicia.
M'è venuto allora però un dilemma.
Adesso pensai ci vuole un contorno a modo.
Una chicca tipo doppio bottone di classe sul polsino, al che saltai del radicchio, sicuramente dop, sul prendi zanzare elettrico e...
E per non voler trascurare nulla bollii pure dei cavoletti belgi dentro la boule dell'acqua calda, opportunamente chiusa col suo tappo, in modo da poter agitarli e massaggiarli un tot durante la cottura.
Una finezza culinaria questa finora sconosciuta.
Cazzo!
Ero contento.
Finalmente una cena eccitante sul serio pensavo.
Con sopra stili e digeribilità manipolati accompagnati da dinamiche e finalità confermate e spostate un po' più in là del solito e con...
Con cosa da bere accompagnerò si tanto ciò? quindi sobbalzai in preda all'ansia.
Se non che, ancora una volta, ebbi così modo d'apprezzare la mia lungimiranza che tempo prima m'aveva fatto mettere sul cornicione, ad invecchiare, il vino del contadino nella vasca del fu pesciolino.
Lo presi.
A questo punto era tutto a posto e non mancava altro che mettersi a gambe in aria sul tavolo ed assaporare, dato non dovevo "pertanto" anche farmi il bagno o cambiarmi figo per l'occasione.
No!
Non ce n'era bisogno.
Per quel giorno e me ne rendevo conto, avevo già oltrepassato fin troppo.
Ecco!
Ho raccontato questi fatti, successimi di sabato, perché purtroppo fu dopo mangiato che mi venne una voglia, irrefrenabile, d'abbigliarmi ed uscire ad aiutare un po' il prossimo cioè...
Cioè quello dopo se non sbaglio.
Sembra infatti lì per lì non fui molto molto capito vestito da vescovo in tanga con alti stivali rossi, ma tranquilli...
Tranquilli...
Quello accadutomi in fondo è solamente che adesso siamo in due ad aver bisogno d'evadere.
Io dal mio numerato e blindato stanzino e voi...
Voi dal vostro solito opulento brodino.
 
Molti eccetera
 
Anche i cimiteri ci hanno sottratto.
Non c'è più rispetto nemmeno per le creature delle turbative popolari.
Peggio d'una minoranza etnica di questi tempi noi vampiri. 
Scacciati da tutto e da tutti o rinchiusi in squallidi film ed i pochi ancora liberi, dicevamo, se la passano male.
Nessuno pensa serve tutelarli.
Molti individui infatti decidono irrispettosamente di farsi cremare e gli ingegneri non tengono a mente che progettando per loculi primo ci privano d'una bella tomba old style, con lastra marmorea cigolante, che a noi piace tanto, secondo non mettono l'ascensore allorché fanno costruire perfino su cinque piani ed oltre.
Uno scandalo questo.
Costringere dei vecchietti di sette ottocento anni ad una simile arrampicata all'alba e terzo tutto il nuovo concepire gli spazi impedisce di fatto un fenomeno naturale a noialtri particolarmente caro ed utile.
Cioè ha tagliato il gas e...
E le fiamme fatue sono scomparse ed adesso dove lo cucino io il mio palpitante pipistrello appena catturato?
Che tipi questi uomini.
All'inizio ti creano dotato d'un tenebroso alone seguendo le loro idee più malsane. 
Poi se lo dimenticano ( ch'erano malsane ) ed infine quando ti presenti dicono sei violento, fai paura ed hai istinti assassini, al che ti riempiono d'aglio e tentano in tutte le maniere di piantarti paletti nel cuore.
Io non so.
Io non so se devo andare avanti con le lamentele o se mettere in piedi un sindacato ed aprire una trattativa.
Però so che, giusto come qualsiasi essere vivente ritrovatosi in simile situazione infilato di forza, mi verrebbe da morderli sul collo il prima possibile ed una volta per tutte.
E non per estrarre il sangue ovviamente.
Per la rabbia. 
Se non che...
Se non che i furboni coglierebbero immediatamente la palla al balzo.
Ecco vedi sei sempre il solito irresponsabile invasivo privo di pazienza e rassegnazione che pensa unicamente al suo fabbisogno ed alle priorità classiche di singolo socialmente critico e pertanto...
Pertanto mi ritroverei pure colpevole.
Sì perché erano ( o sono ) dei vampiri assolutamente privi d'auto controllo sapete i vari Gesù, Giordano Bruno, Giovanna D'arco, Toro seduto, Geronimo, Gandhi ed il Comandante Che e i purgati da Stalin e le vittime delle Foibe e gli oppositori cubani ed i nativi sudamericani ed i Vietcong, i Tamil, i Palestinesi, Malcom X, Biko, eccetera eccetera...
Eccetera.
Molti, molti, molti, eccetera. 
Appunto.
 
Estratto cento quarantuno
 
( "Volevo" di Vampa il sicuro di non essere sicuro )
 
Volevo scrivere un libro ma a pagina otto...
Otto krapfen mi distrassero presto con la loro dolcezza.
Volevo scrivere un libro eppure a pagina sedici
t'invitiamo noi mi sussurrarono due bionde e le seguii.
Volevo scrivere un libro se non che a pagina venti
un po' di loro mi spazzarono via contenti.
Volevo scrivere un libro però a pagina trenta tre
sbucarono trentini dappertutto e mi misi troppo ovviamente a trotterellare.
Volevo scrivere un libro e pertanto dovetti percorrere pagina sessanta nove con un lui, non so se vi immaginate lo sdegno.
Volevo scrivere un libro invece a pagina settanta sei 
ne approfittai volentieri.
Volevo scrivere un libro bensì a pagina cento uno 
una carica pazzesca mi spiazzò.
Volevo scrivere un libro ergo a pagina tremila
formiche rosse in ogni dove e preferii soprassedere e...
E volevo scrivere un libro tuttavia a pagina centomila
c'erano ghiacci dappertutto.
Mi sembrò insomma un percorso accidentato.
Alla fine mollai.
Prima della pagina con il milione di chissà cosa.
Buttai tutto e tenni solo la pagina sei...
Sei esilarante quando giochi con le robe serie.
Finito.
P.s.
Le formiche rosse erano di Lawrence.
 
Estratto cento quarantadue
 
( "Ecco tutto, a provarci costa nulla e ti diverti" di sid liscious )
 
Fine, ciao, saluti, arrivederci, speriamo vi siate divertiti e...
E grazie molte d'essere passati di qua per le sperdute e disabitate lande ove dimora un uomo che, s'avete letto attentamente, ora conoscete profondamente.
 
Post fatto
 
Bene bene.
Finito il libro e mi sono divertito cavolo.
E storia su storia piano piano mi sono reso conto è successa una cosa particolarissima.
M'è accaduto uno stile mio.
Dal punto di vista letterario e credo ve ne sarete resi conto, ho come trovato una formula, la stragrande maggioranza degli episodi si ripetono abbastanza uguali nell'architettura del testo, che m'ha permesso d'edificare un qualcosa che nel panorama editoriale non c'è più perché...
Perché è bandito ed osteggiato o bollato di sufficienza, ignoranza e mancanza di cultura e conoscenza.
Io invece, noncurante minimamente di questo e "forte" della mia naturale preparazione, sono tornato ai tempi che furono.
A quando uno scriveva per impulso personale e non era proprio interessato al fatto il suo "talento" andasse ammaestrato o circondato da recinti di sorta.
Chiaro il tomo non si presenta pari a quello d'un altro autore che pensa, molto spalleggiato da pubblico, critica ed editori, prima la "cessione" e dopo l'eccezione, però, io credo giusto per quello, almeno si distacca dal solito imperante senso di scontato e testa china innanzitutto alle convenzioni.
Ed ovviamente di per cui bene so il mio diventa un lavoro difficile d'accettare dal lettore.
Essendo abituato a prodotti in toto preconfezionati ( in modo qualcuno abbia già ragionato per lui? ) non è preparato a dover districarsi arrangiandosi un minimo ad interpretare ed a fare "paralleli" e sforzo mentale, anche rispetto alla forma, però io credo se s'abitua a questo primo gioirà maggiormente durante i momenti di svago e secondo si ritroverà facilitato pure nelle fasi impegnative della vita reale.
Usare la propria testa per interpretare, penetrare e capire l'oltre invece... 
Invece di subire passivi l'imposto, nonostante costui sia accompagnato da logiche al momento ritenute inconfutabili, non è una cosa da matti.
E non è un caso nessuno vuole la gente lo faccia.
No, no, no.
N.B.
Al tirar delle somme spero tutti abbiano capito i folli inesistenti hanno scritto, spesso attraverso metafora appositamente esilarante, parecchi episodi di denuncia.
Di denuncia spirituale, sociale, politica, scientifica, morale, sessuale, psicologica, mitologica, poetica, letteraria, ambientale ed intellettuale.
Praticamente ogni storiella difatti, spogliandolo dal solito tran tran, tratta uno di quei virus esistenziali che tanto ci opprimono affrontandoli come normale sappiamo o "abbiamo imparato" a fare noi.
E nessuno dice sia la forma migliore, questo era già chiaro fin dalla prefazione solamente...
Solamente è diversa e dissacrante con coscienza e di ciò s'intende farne vanto in quanto dall'omologazione mai sortì cambiamento alcuno.
Mai.
Mai.
Mai e...
E poi mai.
 
Una bonus track?
 
Ok vada per una bonus track, ma che sia esplicativa.
Questo testo è stato composto con l'evidente intenzione d'usare l'alfabeto come un pennello e le parole pari a dei colori e...
Ed il quadro volta per volta ottenuto, volendo assolutamente precisare, risulta all'autore molto figurativo ed egregio risultato di "virtuosità" personale vergine, incontrollabile ed incontaminata. 
 
( "Ah cazzo!" di Chisse Nefrega l'artista fatale )
 
Ecco...
Ecco finalmente in codesto luogo una cosa sensata.
Questi...
Questi si sono portati a casa ognuno un blocco di marmo.
Si sono messi con il martello, lo scalpello ed altri strumenti a lavorarlo.
A picchiarlo.
A levigarlo.
E ne hanno estratto una statua.
Elegante, proporzionata, alta alta e...
E dalla faccia affabile.
Poi...
Poi l'hanno presa e portata in piazza posizionandola dove gradivano in mezzo alle altre.
E l'hanno lasciata lì.
E sono tornati verso i loro lidi contenti e beati.
Non dimenticando di scriverci sotto quello che avevano deciso di titolarla, ovviamente.
E tale volevano loro chiaramente.
Co' Lombo.
Gari Baldi.
Demedi C.
Tutti nomi esotici e probabilmente pure esoterici.
Bellissimo!
Che dite?
Come non è andata così?
Oh bella questa!
Chi osa mettere in dubbio la libertà della creatività?
Che siete dei grulli?
In realtà non hanno fatto niente per caso insinuate?
Ma va.
I massi glieli hanno portati in studio?
Ed il personaggio ritratto non è frutto di fantasia bensì d'un ordine preciso?
Ancora ma va testoni.
Ridicolo.
Nessuno sottomette l'arte.
La creatività non può essere a soggetto.
Ed il lampo generatore viene se vuole lui io ho sempre sentito dire.
E non ha nessun problema rispetto all'essere compreso dalle persone.
E dunque poco l'importa di sviscerarsi.
Il gioco è venire sviscerato se... 
Se ci riuscite.
E comunque l'artista è un anarchico dispotico e fa solamente quello che sente.
È risaputo.
Ah! ribadite, ribadite s'è...
S'è per quello sta risaputo pure che deve mangiare?
Che normalmente ha i suoi bei vizietti da mantenere?
E che non è indifferente agli agi ed alla fama?
Eh no è!
Porca puttana. 
Non potete trattarmi così.
Il talento non ha guinzaglio è una sicurezza basilare per tipi pari a me.
E non accetto insinuazioni.
Io allora sarei povero, sconosciuto ed impenetrabile, per scelta mi pare d'aver capito e...
E dispiace però non è affatto così.
Non è affatto così.
Non è affatto così.
E.
E non è affatto così.
 
Due bonus track?
Ancora va bene, però non so se un episodio così intrigante è consono per chiudere ma...
Ma forse sì così lascio tutti con la lungimiranza accesa.
 
( "Non ci fu" di Stella la recuperante di parole decadenti e mitteleuropee... omaggio a Fassbinder )
 
Non ci fu.
Non ci fu nessuna festa per la morte del cane di Satana.
Al massimo un po' di sangue sul collo del gatto.
Non ci fu.
Non ci fu nessuna festa per la morte del cane di Satana.
E dell'acqua gelida sparsa su pietra rovente.
Non ci fu.
Non ci fu nessuna festa per la morte del cane di Satana.
Nemmeno le gesta della puttana santa ebbero miglior considerazione.
Non ci fu.
Non ci fu nessuna festa per la morte del cane di Satana.
In fondo il sesso volendo è più freddo d'un decesso inaspettato.
Non ci fu.
Non ci fu nessuna festa per la morte del cane di Satana.
Il mercante delle quattro stagioni, il vagabondo ed il soldato afgano continuarono infatti per le gesta loro.
Non ci fu.
Non ci fu nessuna festa per la morte del cane di Satana.
Selvaggina di passo e donne a Baltimora.
Non ci fu.
Non ci fu nessuna festa per la morte del cane di Satana.
Ed allora perché il signor F. fu colto da follia improvvisa?
Non ci fu.
Non ci fu nessuna festa per la morte del cane di Satana.
Ed immediatamente il piccolo caos intervenne?
Non ci fu.
Non ci fu nessuna festa per la morte del cane di Satana.
Ribadiamo.
Il fabbricante di topini.
Il caffè.
Martha e...
Ed il rio dei vivi uguale a prima fluivano lisci nell'occhio.
Non ci fu.
Non ci fu nessuna festa per la morte del cane di Satana.
Solamente incominciarono l'anno dalle tredici lune, il diritto del più forte e le interpretazioni esoteriche delle danze di Lili Marleen.
Non ci fu.
Non ci fu nessuna festa per la morte del cane di Satana.
E dei della peste.
E la roulette cinese.
E la paura della paura e la Germania in autunno ammirarono le lacrime dolci e felici di Petra von kant.
Non ci fu.
Non ci fu nessuna festa per la morte del cane di Satana.
Ma non solo del teatro in trance, l'opera del mendicante ed il latrato d'un licantropo si ricordarono di rendere omaggio.
Non ci fu.
Non ci fu nessuna festa per la morte del cane di Satana.
Tutto in bianco.
Il paese cocente e...
E l'anarchia in Baviera difatti si sentirono in grado di pensare compatti paradiso scusa aspetta ancora.
Non ci fu.
Non ci fu nessuna festa per la morte del cane di Satana.
Pionieri ad Ingolstadt indubbiamente questi ultimi.
Non ci fu.
Non ci fu nessuna festa per la morte del cane di Satana.
Sì nonostante il terrore falso adesso mangi l'anima della terza generazione e solitamente un penoso pezzo di pane basti ed avanzi per curare lo spirito di Lola.
Non ci fu.
Non ci fu nessuna festa per la morte del cane di Satana.
Anche se in effetti più tardi una celebrazione in solitaria fu tentata dai signori F. e piccolo caos.
Non ci fu.
Non ci fu nessuna festa per la morte del cane di Satana.
E dipinse, codesta celebrazione, una meravigliosa querelle de Brest nella tela posta in Berlin Alexanderplatz.
Non ci fu.
Non ci fu nessuna festa per la morte del cane di Satana.
E sembrava inizio d'assoluta liberazione e fine d'enorme sottomissione.
Non ci fu.
Non ci fu nessuna festa per la morte del cane di Satana e pertanto...
"Pertanto" nei passaggi successivi zero acquirenti del quadro, museo chiuso in faccia a Bibi e la poesia, d'artista eccezionalmente sensibile, dai più ignorata pari fine d'un uccello sul filo dell'alta tensione privo d'isolamento.
Non ci fu.
Non ci fu nessuna festa per la morte del cane di Satana.
Vergogna.
Vergogna.
Vergogna.
 
P.s. finale che...
Che non poteva mancare un p.s. finale.
Come avrete capito, a parte vario e stupefacente ipotetico "fascinoso", niente chicche di sapienza assoluta da dispensare, conoscenze ultra da impartire o impavide storie da raccontare in questo libro però...
Però una filosofia sì, ch'è inutile sottolineare per me la virale.
"Se vogliano vivere "saziandoci" una vita personale non serve né conoscere, né avere da insegnare, né tanto meno lanciarsi nel mucchio o possedere del talento ma...
Ma solamente suonare, suonare e suonare, con convinzione assoluta e senza concessione alcuna, le note che lei porta in dote alle nostre corde.
Le note che lei porta in dote alle nostre corde.
Le note che lei porta in dote alle nostre corde.
Le note che lei porta in dote alle nostre corde.
Le.
Note.
Che.
Lei.
Porta.
In.
Dote
Alle.
Nostre.
Corde".

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