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Il rumore, la parola, Fibonacci e la serie ottimale nel Superenalotto

 
 
            Spesso l’urlo è demiurgo del terrore. Così è nel sublime, secondo Burke, ma Munch lo fa nascere, lo rappresenta e lo estingue. Dei due, non si sa bene chi avesse più azioni della Lehman Brothers. Da ciò, la povertà libera la soglia dalla paura e vi si entra spuri. Quasi anarchici, ma lucidi. Poi, esibito il tremore, è lecito definire in quale protezione integrare i sordi. O i soldi. Dove c’è credito, ovvio. Nella sordità c’è un limite di parole, una effervescenza di gesti (con questo, non affermo che tutti i mimi siano non udenti), per il denaro, invece, è ammissibile l’uso di tutti i suoni che ne aumentino l’attrazione (si evince che i mimi sono tutti poveri).
           
            In ogni caso, ciò che serve è contare. Direi: saper contare. Meglio: chi conta deve conoscere le successioni, come stesse dall’esecutore testamentario in compagnia degli avvoltoi. Fibonacci, notabile accorsato dalle liberalizzazioni (cioè: ridotto ad elemosinare in strada, giacché, resa facile l’appartenenza ad una casta, essa va, sì, rispettata, ma valutandone la misura. Le caste andavano certo inumate, però seppellite nella spazzatura - cfr. A. De Curtis). Così, il buon Leo, codificò in legge che la successione produce da una morte almeno un’altra morte tra due eredi ed il sopravvissuto farà altrettanto, in modo da aversi una sequenza di vivi che vivono bene e di morti che continuamente muoiono senza alcuna cura: era già in questo modo da Caino in avanti, ma dio non ne ha tenuto conto.
            Di Fibonacci, se ne avvantaggia Elliott che esprime una teoria delle onde dalla quale si trae una efficace tecnica di analisi degli andamenti finanziari (tornano i soldi, ai mimi, ma sono solo parole occultate, da cui: i mimi evadono il fischio). 
 
            Torniamo alla conta. Essa è una operazione efficace per potersi nascondere. Se contate, tornate bambini. Dan Kiley direbbe che avete un blocco emozionale, Collodi vi denuncerebbe per plagio e Ciripoti nasconderebbe le sue caramelle. Fregatevene, si conta sempre troppo poco ed ancor meno sopravvivono i conti. A questo punto, è opportuno conoscere le sottrazioni ai nobili. Con tale operazione, si indica il gesto di togliere qualcosa a qualche altra cosa che ne ha di più. Deve essere della stessa natura: non potreste, difatti, sottrarre dalle mele le pere, dalle tasche i soldi, dalle tavole i piatti, dai mariti le mogli, dalle maniche gli assi, dal nord il sud, dalle escort la strada.
            Ma le banche sono i veri mimi: hanno piazzato azioni vuote senza farne parola.
 
            Vi spiego come potreste contare di più, considerato che proprio questo è il punto:
- munitevi di una serie adeguata di numeri da uno a novanta;
- fate che almeno sei di questi siano corrispondenti ad una successione efficace (chiedete a Fibonacci, magari in seduta spiritica, o soltanto alcolica visionaria; evocate all’occorrenza Gastone Paperone);
- osservate il cielo in una notte serena;
- adocchiate una stella che cade, sul Red Carpet, e che sia bella;
- indicatele i desideri da realizzare;
- valutate su Google Map la posizione tra voi, la stella ed il ricevitore della giocata;
- scegliete la stella;
- portatevi immediatamente e con qualsiasi mezzo nel punto d’impatto tra essa e la Terra;
- accettate l’invito, con congrua remunerazione, di fare l’ospite a Porta a porta per essere stato l’unico a sopravvivere all’impatto con un colpo di Passera.
 
            In ogni altro caso, agitatevi prima dell’usura.      
 
Pies: salvo errori e/o missioni. 
 

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