Mario Benedetti, "Los formales y el frio" - Vision Book di Ezio Falcomer e Antonio Nazzaro | Video Poesie | Ezio Falcomer | Rosso Venexiano -Sito e blog per scrivere e pubblicare online poesie, racconti / condividere foto e grafica

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Mario Benedetti, "Los formales y el frio" - Vision Book di Ezio Falcomer e Antonio Nazzaro

Voce: Ezio Falcomer (Accademia dei Sensi)
Video: Antonio Nazzaro (Centro Cultural Tina Modotti)

© 2010 Accademia dei Sensi

Los formales y el frio
di Mario Benedetti (Otros Poemas 1973-1974)
 

Quién iba a prever que el amor, ese informal
se dedicara a ellos tan formales
 
mientras almorzaban por primera vez
ella muy lenta y él no tanto
y hablaban con sospechosa objetividad
de grandes temas en dos volúmenes
su sonrisa, la de ella,
era como un augurio o una fábula
su mirada, la de él, tomaba nota
de cómo eran sus ojos, los de ella,
pero sus palabras, las de él,
no se enteraban de esa dulce encuesta
 
como siempre o como casi siempre
la política condujo a la cultura
así que por la noche concurrieron al teatro
sin tocarse una uña o un ojal
ni siquiera una hebilla o una manga
y como a la salida hacía bastante frío
y ella no tenía medias
sólo sandalias por las que asomaban
unos dedos muy blancos e indefensos
fue preciso meterse en un boliche
 
y ya que el mozo demoraba tanto
ellos optaron por la confidencia
extra seca y sin hielo por favor
cuando llegaron a su casa, la de ella,
ya el frío estaba en sus labios ,los de él,
de modo que ella fábula y augurio
le dio refugio y café instantáneos
 
una hora apenas de biografía y nostalgias
hasta que al fin sobrevino un silencio
como se sabe en estos casos es bravo
decir algo que realmente no sobre
 
él probó sólo falta que me quede a dormir
y ella probó por qué no te quedas
y él no me lo digas dos veces
y ella bueno por qué no te quedas
de manera que él se quedó en principio
a besar sin usura sus pies fríos, los de ella,
después ella besó sus labios, los de él,
que a esa altura ya no estaban tan fríos
y sucesivamente así
mientras los grandes temas
dormían el sueño que ellos no durmieron.
Chi avrebbe previsto che l'amore, questo informale,
si sarebbe dedicato a loro, tanto formali?
 
Mentre gongolavano per la prima volta,
lei molto lenta, lui non tanto,
e parlavano con sospettosa obiettività
dei grandi temi enciclopedici,
il suo sorriso, quello di lei,
era come un augurio o una favola;
il suo sguardo, quello di lui, prendeva nota
di come erano i suoi occhi, quelli di lei;
ma le sue parole, quelle di lui,
non si accorgevano di questa dolce indagine.
 
Come sempre, o quasi sempre,
la politica portò alla cultura,
così che in serata giunsero in teatro
senza toccarsi un'unghia o un'asola;
e nemmeno una fibbia o una manica.
E, poiché all'uscita faceva piuttosto freddo,
e lei non aveva le calze,
ma solo sandali dai quali si affacciavano
delle dita molto bianche e indifese,
fu necesario mettersi in un bar.
 
E, dato che il cameriere ritardava tanto,
scelsero per la [confidenza extra secca e senza ghiaccio, per favore].
Quando arrivarono a casa sua, quella di lei,
già c'era il freddo sulle sue labbra, quelle di lui.
Così che quella favola e augurio
dettero loro rifugio e caffè istantanei.
 
Dopo appena un'ora di biografie e nostalgia
arrivò infine un silenzio
che, come si sa, in questi casi è coraggioso/audace
dire qualcosa che realmente non sia superficiale.
 
Lui tentò con un: "Ho solo bisogno di andare a dormire".
Lei tentò con un: "Perché non resti?"
E lui: "Non me lo dire due volte".
E lei: "D'accordo. Perché non resti?".
Così che lui rimase, prima
a baciare senza [posa] i suoi piedi freddi, quelli di lei.
Poi lei baciò le sue labbra, quelle di lui,
che a quell'altezza non erano tanto fredde
e così di seguito
mentre i grandi temi
dormivano il sonno che loro non dormirono.
 

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