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Un coito è più fede che altro (se Dio mi proponesse di recitare Dio)

Figlio, questa umana gente mi perseguita
ovunque invocano il mio nome invano
sono tristi, fin troppo lobotomizzati
poi mi chiedono il perchè delle guerre

E' difficile spiegare un'eternità' benedetta e dannata
sei miliardi di bestemmiatori armati di belle preghiere
che un giorno sei cane e l'altro onnipotente signore
continuate ad emularmi, niente vi rende più viscidi

Verrà il giorno in cui tutti sottostarete al mio giudizio
schernirò le vostre indulgenze e sarò ebbro delle mie idee
e più mi riempio e più mi gonfio di bile e vedo il creato sfocato
sarà un giorno perfetto, sarà per voi la privazione di un incubo

(Ma ca!!o, non credo più nemmeno in me stesso
può sembrar strano, Dio umano per divina follia carnale
ed è ridicolo scoprir l'amore trafitto da un medicinale
scovar l'essenza del mio dovere in un piacevole amplesso)

Assioma autunnale - atto primo

Vincent Van Gogh  Cineraria in a Flowerpot

E fu una scossa nella schiena
che mi disse: fermati!

Fu il movimento brusco della mente
forse un gemito di vento
sulla cima del silenzio
per colei che si mosse sul monte
una salita e una discesa di legno

e sacchi pieni di parole
come fiori medicamentosi da seminare

Adesso aspetto che passi
e canto alla vita come posso
giocando con le piccole cose 
nel turbinio di una grandine solitaria

Mi parla il profumo dei miei fiori
che chiedono acqua al ghiaccio

Son ciclamini rossi e cinerarie
queste macchie che tingono la terra
che aspettano l’arrivo di novembre
per parlare di morte ai morti.

 

 

Oswald Splengler-Relativismo

L'universalismo di valori dei diritti dell'uomo in generale

Da molto tempo sembrava che la discussione circa le direttive di azioni giuste o sbagliate in via di principio avessero trovato risposta e con ciò fossero state risolte nella maggior parte del mondo. Iniziando con la Magna Charta del 1213, con Bill of Rights 1689, con le costituzioni francesi del 1788 ossia del 1791 la codificazione dell’idea moderna dei valori giusti o ingiusti finivano infine nella Dichiarazione Generale dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite. Le idee sui valori citate in detto codice hanno reclamato il diritto di validità universale e illimitato per tutti gli uomini , indipendentemente da tempo e luogo e appartenenza culturale.
 

Uguaglianza di tutti gli individui di fronte alla legge, indipendentemente dalla loro fede, origini etniche , età, colore della pelle e sesso, libertà di riunioni, di parola e di pensiero garantiti dalla costituzione, come pure l’intangibilità della dignità del singolo individuo formavano il pilastro di un canone di valori universale e inseparabile che è stato stabilito il 26 giugno 1945 nella Charta delle Nazioni Unite con un risultato di 48:0 voti a favore. Otto Stati, tuttavia, si sono astenuti dal voto tra i quali l’Unione Sovietica, l’Arabia Saudita e Sudafrica. Riprenderemo l’argomento in seguito. Le fondamenta concettuali più importanti dei diritti umani trovarono le basi nelle idee del filosofo tedesco Immanuel Kant riguardanti il tema se ci fosse una base etica che può avere validità per tutti gli esseri umani in ogni tempo, e in caso affermativo, come deve essere formulata. Come “imperativo categorico” la formulazione di Kant di una tale legge è infine entrata nella Storia del Diritto e dell’Etica dell’umanità. La formula della morale kantiana Leggi tutto »

Fragola di serra

Fragola di serra verso Ovest accadono
corse di ragazze a poco a poco e Venezia
è lontana anni luci dalla nebbia: ieri il sesso
in quel ricondurci a un viatico di gioia
e la Santa ebbe due figli.. Perdonami una vita
intera Dio connivente e questa preghiera.
se il tuo servopoeta è naufragato, raccoglilo,
Dio connivente nell'aurora. Ascolta il grido
delle mani la porta stretta e fragole di serra
per guarigioni.

Giro di boa

Lirica di Vittorio Fioravanti

Hanno occhi umani
i gabbiani che affollano
la boa ancorata in aprile

Neanche si spostano
al fendersi l'onda
sotto l'ossuta prora
della mia vita vissuta

Compio l'ennesimo giro
remando ormai lento
per mantenere quel ritmo
che possa ancora per poco
sostenere il mio polso

Risalgo controcorrente
il canale percorso
sovrapponendo immagini
semisommerse nel fondo
della riva di fronte

I volti cari dei figli
le membra più amate
panorami di terre e di mari
di città e di quartieri
parole e suoni stranieri
il canto della mia gente

La mia solitaria regata
volge al traguardo
linea netta affilata
tracciata da quella sponda
ma non c'è intorno nessuno
ad attendere il mio finale

Forse neppure la morte
un teschio dietro la maschera
bianca di gesso
con una lagrima stanca

Fondamenta deserte
qualche passante sui ponti
turisti in piazza
io solo

Così non potrò mai sapere
l'ordine del mio arrivo
nessuno davanti a me
né dietro la scia di spuma
che sto lasciando da vecchio
sullo specchio increspato
dell'acque della laguna

Morirò sfinito sul remo
contro l'estremo pontile
e solo allora - forse -
s'alzeranno in volo i gabbiani
sull'ormai inutile boa
del tredici aprile

13 aprile 2003

La bella poltrona.

Seppur buttata lì
accanto al cassonetto
in compagnia di vecchie
rotte cose abbandonate
avevi l'aria elegante
di nobile sventurata cui
la vita frettolosa incalzante
ha scompigliato il look.
L'architettura raffinata
polito solido il telaio e
di curva in curva ricercate
forme di bell'ingegno
aliena qui tra le modeste cose.
Qual destino ti condusse
così lontano dal tuo naturale
non squarci, né brutte piegature
solo brune macchie rapprese
rossastre, raggrumate
sullo schienale color ghiaccio.

Masticare sogni

E non c'è che la vita
per masticare sogni
titillarsi l'anima
grattarsi la ferita
rimarginata appena e
gli occhi son solo finestre
aperte a volte, altre chiuse
polverose spesso
perché non t'abbia accecare
la luce della realtà.

Libertà

Il vento di maestrale
spazza forte raso la battigia
granuli minimi ruzzolano
andandosi a comporre
onde dietro onde , quasi
circonvoluzioni cerebrali
all'asciutto del mare.
Un ramo contorto
nudo insabbiato fondo
trattiene un lembo rosso
tormentata banderuola sfilacciata
che frusta l'aria
per recitare una prece
e volar via altrove libera
dall'essere rifiuto.

Più non si narra

Più degli eroi non si narra
in questa terra arida, ostile, secca.
Più delle grandi imprese non s'acclama
mentre il vento spira
sui contorni d'Africa.
Più dei viaggiatori e pellegrini
non si ode il canto,
delle meraviglie figlio.
Più delle grandi Dee
non ci si sofferma
ad ascoltare il passo.

Frastuono e caos
nell'odierno mondo regnan.
E piccola un'anima
a rimeggiar si presta.


Ippolito Caffi,  Egitto - Karnak a Tebe, 1844

Alexis
12.10.2009

Moviola

 
Sinuoso dal tuo collo
Si dipana
Il panorama verso sud
 
E m’inebrio
Nell’estasi
Dei tuoi occhi brillanti
 
Lo sguardo
In te chiede
Nuove emozioni
 
Ti voglio
Accorata nel limbo
Mio di volontà
 
Scalpitante
Nell’ansia
Di cosciente infinito.
 
C{E}

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