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Un anno di più

Un anno di più

E vorrei trascinarti qui
Vorrei sentire le tue mani, le tue labbra
Ancora un anno
Aggiunto a un altro senza te
Inferno e paradiso delle mie carni
Del mio cuore e dell'anima
 Tu sei lontano perso in un altro sogno
Perso tra altre carni
Oh si potrei detestarla
Ma come?
So cosa le dai
So cosa prova
Sei stato il mio ieri
Un ieri fatto di tenerezze, baci,
amore vero.
Quello che ti prende l'anima
E non lo cancelli nemmeno se ti calpesta
Sei stato il mio oggi
Quello fatto di attese infinite
Di pianti, di disperazione
 Chissà se davvero hai capito cosa eri per me.
Se non fosse così assurdo, potrei pensare che si forse lo sapevi.
Ma è stato meglio negarlo ,per evitare l'inevitabile.
O forse non l'hai mai capito
 Ed è stato solo un tuo cercare la vita in un respiro.
Un anno di più
E una cosa in meno
Tu!

Dolcissimo vento

Alle ali del vento affido i miei pensieri più dolci..i più gioiosi..
…lì, dove mi dicesti, è custodito il sorriso dei fanciulli…
…lì, dove mi dicesti, l’attesa è già la gioia stessa…
Arriveranno i miei pensieri dove devono..
lì, dove saranno custoditi in silenzio da chi saprà ascoltarli…

Sarai egualmente felice

Sii felice
non farti male con la cruna dell'ago
in fondo cosa ci vuole
una polimerizzazione ed un encefalo efficienti
i miei auguri che ti accompagnino
un bello smalto,
ah, la protesi di una carrozza da viaggio
una strada bianca
dei cuscini
pareti ovattate
 

Premure

.
.
.
Screzi allegri come spaghi
ci hanno
diafani e fangosi
di una gnosi africana
assenti fragranze
(sì troppe...)
madide spezie e rare.

Spazi
di cura d'amore (lojura...)
in notte ingorda
di perorazioni invocanti
il vento agisce
la lingua è muta
implora premura
o brucia.

Spari
friniti di unghie
è la vita risoluta
a giardini violati vagabonda
di gocce bollenti
a profani rosari di umore
orazioni di pelle
guaiti d'arcane salmodie.

Tenaglie di dita
a domare tuo vandalo cuore
mia vita.

 

La dimensione di Gabriele (o dell'infanzia)

LUNA-VOCEby web


Tu credi di aver dimenticato
il treno di quella prima volta
quando quel giorno strano il ticchettio
non arrivava mai al giro giusto.
Lo troverai all'ultima stazione
nel posto delle sabbie mobili
nel Sahara di quei lucidi specchi
dove le immagini riflettono
una maglia sudicia di gelato
e torte di fango intrise di sole
quando bastava rubare per ore
i piselli nel campo del Sordo
e imbottirne la bocca perché il giorno
affondasse nel pozzo della luna.

Il lago

DSC_0447Avigliana
       
Fantasie di ricordi
narrati dalla nonna.
L’acqua d’inverno
lambiva i gradini.
Il contrabbandiere
ingegnoso
con fantasiose
corde e carrucole
tirava sotto l’acqua
il caffè, le sigarette
e cos’altro ancora?
Il lago
in quel punto
era più stretto
e l’immaginazione
spazia
evocando storie
stimolanti
per la bimba
che non sa bene
neppure come possa
essere un lago.
              Maria Dulbecco

il mare per sognare

di Odo Tinteri - il mare per sognare

Un'ombra tenue sul cuore

Lirica di Vittorio Fioravanti

T'accostasti al piacere
con l'inespressa supplica
che ti fosse dolce il supplizio
amaro il godimento
ambrosia e nettare
miele e liquori
di fiele contaminati
Aspro lo scontro atteso
incontro d'anime nude
e di fasciate membra
d'inerme pelle sommessa

Attrazione ancestrale
affinità incestuosa
connessione proibita
d'esseri destinati a fondersi
nel crogiuolo dei sensi
d'ineluttabile amplesso

Varchi profanati
dalla voglia sfrenata di possesso
devastazione ardente
sottomessa all'abbraccio
di serpi tenere e vili
le lingue a cercarsi in gola

Lombi afferrati nel buio
d'una notte priva di luna
striscianti dita
unghie a scavare fremiti
labbra invase d'angoscia
crescente affanno
mentre l'umida coscia
osava ardita scorrere
lungo il turgore

Che ci restava d'allora
se non l'impronta lasciata
sul liscio tuo ventre
e il morso acuto
inferto sulla mia spalla

Un'ombra tenue sul cuore
che tuttora perdura

Impura

Settembre 2005

Les Folies de... © RossogeranioG

L'uomo che mi aspetta

La composizione topografica del mio quaderno è tra le peggio riuscite. Gli enigmi del testo s’insinuano sin dalle prime righe. Una fotografia mutila, ovale, sbiadita riproduce in seppia la parte inferiore del palazzo e il suo riflesso, sul canale dall’aspetto oleoso. Più in basso una piccola frase superflua, ma suggestiva. “Ti aspetto”.

clicca l'immagine per leggere tutto il racconto

Les Folies de... © RossogeranioG

Les Folies de... © princess06

Oro e Giardini

 

Quest’attico gode di una posizione privilegiata su Piazza Duomo che è lì, a poche decine di metri e mi permette di ammirare da quest’altezza le guglie del duomo, nitidissime nell’aria tersa di questa giornata. Non posso fare a meno di ammirare questa meravigliosa opera architettonica, una fra le più celebri e complesse costruzioni gotiche italiane.

clicca l'immagine per leggere tutto il racconto

Les Folies de... © princess06

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