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Milan Kundera - L’insostenibile leggerezza dell’essere

 
 
 
L’insostenibile leggerezza dell’essere

EDIZIONE : Adelphi , Milano, 1986 TRADUTTORE: Antonio Barbato
 

  TRAMA
Tomas è un chirurgo che dedica la sua vita al lavoro e alle donne. Con loro preferisce intrattenere amicizie erotiche, libere e indipendenti piuttosto che creare legami forti, complicati e inevitabilmente soffocanti. Tereza è invece alla ricerca dell’amore, alla ricerca dell’unico uomo con il quale vorrebbe condividere la sua vita. E’ una donna in fuga; fugge dalla famiglia, in particolare dalla madre e dai problemi che fino a quel momento l’hanno assillata. Durante la sua fuga incontra Tomas e tra i due nasce un legame sentimentale molto forte. E’ una donna tenera e indifesa, ma Tomas pur innamorandosene, non rinuncia alle altre donne. Parallelamente alla storia di Tomas e Tereza si svolge quella di Sabina e Franz. Lei pittrice in esilio e donna libera, lui professore di Ginevra e legato da un matrimonio infelice. Quando finalmente Franz decide di confessare alla moglie la sua relazione extraconiugale, Sabina lo lascia, oppressa dal peso insopportabile di quell’amore non più clandestino. Tutta la narrazione è influenzata dai contrasti sociali e politici del periodo. I carri armati russi sono in tutta Praga; gli intellettuali sono perseguitati e chiunque sia contrario al regime è umiliato o esiliato.

COMMENTO

Quante volte ho preso in mano questo volume e poi l’ho posato. Il titolo aveva qualcosa di arcano, mi chiedevo come si potesse definire l’insostenibile leggerezza dell’esistenza. Sapevo anche che le vicende narrate si svolgono a Praga alla fine degli anni sessanta, durante la cosiddetta Primavera di Praga e l’invasione da parte dell’Unione Sovietica. Sono anni che ho vissuto, ero una ragazzina, però ricordo bene quel clima e quelle immagini di una città piegata, umiliata e insieme orgogliosa. Nel libro si intrecciano vari livelli, la narrazione dei sentimenti amorosi dei protagonisti si innesta in un contesto storico preciso e sempre ben evidenziato, il tutto è permeato da riflessioni filosofiche. Insomma, storia, filosofia e letteratura rendono quest’opera un capolavoro indiscusso. Kundera parte da un ragionamento semplice, anche un po’ scontato, ci dice che l’Uomo nella vita ha una sola possibilità e che ogni sua azione è irripetibile, perché egli è un attore che sale sul palcoscenico senza fare alcuna “prova”.
Le scelte fatte inizialmente con leggerezza, sono senza prova d’appello e si possono rivelare presto gravose e portatrici di sofferenza. << Einmal ist keinmal >>. Tomas ripetè tra sé il proverbio tedesco. Quello che avviene soltanto una volta è come se non fosse mai avvenuto. Se l’uomo può vivere solo una vita, è come se non vivesse affatto. […]Molto ci sarebbe da dire sui protagonisti. Tomas è tutto racchiuso nella descrizione che ne fa Kundera: “guardava in cortile, con gli occhi fissi sul muro di fronte, e cercava una risposta”. In queste parole ci sono tutte le insicurezze e il pessimismo di un uomo il cui credo èè “es muss sein /così deve essere”. Tereza è una donna fragile nel corpo e forte nell’anima, che però non riesce a essere libera. La sua vita è dominata dal CASO, sono sei infatti le coincidenze che permettono a Tereza di incontrare Tomas, la vita è fatalisticamente determinata quindi? Franz e Sabina sono i comprimari, indispensabili allo sviluppo della narrazione, l’uno idealista ma debole di carattere, l’altra forte e anticonformista. Ho percepito in molte pagine una forte sensualità e una immensa profondità di pensiero, un libro da leggere e rileggere, sì da scoprirne tutte le affascinanti sfaccettature. Sentite che meraviglia questa frase: Le vite umane sono come una composizione musicale. L'uomo, spinto dal senso della bellezza, trasforma un avvenimento casuale in un motivo che va poi ad iscriversi nella composizione della sua vita. Adesso posso dire che è un libro che non si può non aver letto.

AUTORE

Milan Kundera
(Brno, 1° aprile 1929) è un poeta, saggista e romanziere ceco naturalizzato francese. Studia filosofia e musica a Praga. Suo padre, Ludvik, era un famoso pianista ed anche il giovane Kundera si è cimentato nella musica, soprattutto jazz. L'elemento musicale farà sempre parte dei futuri scritti dell'autore. Nel 1958 si laurea alla Facoltà di Arti Cinematografiche AMU, dove in seguito terrà corsi di letteratura. Nel1948, ancora studente, si iscrive al Partito Comunista, ne viene espulso nel 1950 per divergenze d'opinione; ma nel 1956 si iscrive di nuovo. Partecipa inoltre al movimento della Primavera di Praga e per questo viene licenziato e gli viene tolta la cittadinanza cecoslovacca. Rifugiatosi in Francia, dove vive tuttora con la moglie, insegna all' Università di Parigi e di Rennes. Sebbene dopo l'espulsione dal suo Paese le sue opere vi siano state proibite, Kundera continuerà a scrivere in ceco fino ad epoche recenti. (da Wikipedia)

Dany duevitecolorate
 

 

-Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano
-Direttore di Frammenti: Manuela Verbasi
-Recensione di: Dany duevitecolorate
-Editing: Emy Coratti, Manuela Verbasi

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